Riscritta la contestata norma ‘salva-manager’, introdotta la patente a punti per le imprese edili, rimodulate le sanzioni. Sono le principali novità contenute nel decreto legislativo approvato oggi (31 luglio) dal Consiglio dei ministri che modifica ancora una volta il Testo unico sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Per il ministero del Welfare, così si legge in una nota, “il provvedimento è rigorosamente coerente con i principi e i criteri direttivi della delega concessa dal Parlamento al governo nella passata legislatura”.
I COMMENTI DI CGIL, CISL e UIL
“Il governo con pervicacia continua la sua azione di riduzione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, addirittura nel fondamentale ambito della salute e sicurezza nel lavoro”. Così Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil, dopo l’approvazione del decreto correttivo. Dal testo ‘informale’ del correttivo, rileva Agnello, “si evince che le ferme e vigorose proteste dei lavoratori, dei giuristi, delle Regioni, della Cgil hanno portato all’attenuazione di alcuni punti particolarmente negativi, quali quello della responsabilità dei datori di lavoro e della certificazione da parte degli enti bilaterali”.
Ma per la segretaria confederale “altri gravi punti sono rimasti ed altri se ne sono aggiunti, in direzione del rafforzamento dei poteri dei datori di lavoro a scapito dei lavoratori e loro rappresentanti”. Tra questi punti, elenca la sindacalista, “lo svuotamento delle norme di contrasto al lavoro nero e irregolare; la visita preassuntiva svolta dal medico aziendale; la riduzione dei diritti in caso di sopravvenuta inidoneità alla mansione; il controllo della funzionalità dei rappresentanti dei lavoratori da parte degli organismi paritetici: il prossimo passo sarà che Confindustria o Confapi potranno dare i voti in sede bilaterale all’attività del sindacato? E l’accordo separato Confapi addirittura prevede che l’attività degli Rlst dipenda dalle priorità definite in sede bilaterale”.
Nello stesso solco, continua, “la scelta di ridurre la valutazione dei rischi da interferenza negli appalti, di vincolare l’Rls all’esame del Dvr (Documento di Valutazione dei Rischi) solo all’interno dell’azienda. Anche le sanzioni sono state ampiamente ridotte, insieme al preventivo depotenziamento delle attività di vigilanza e ispezione deciso, con misure amministrative, dal Ministro Sacconi. Cosa che inficia in nuce la stessa ‘patente a punti’”. La Cgil, conclude Agnello, “ribadisce la propria contrarietà a questa ennesima controriforma e continuerà il suo impegno per l’integrità psicofisica di chi lavora nei luoghi di lavoro, con la contrattazione e attraverso puntuali verifiche giuridiche”.
Le modifiche non piacciono neppure alla Fiom, come ha annunciato ieri il segretario nazionale Giorgio Cremaschi. “L’operazione – ha detto il dirigente sindacale – è stata condotta in modo meticoloso e con qualche furbizia, evidentemente sotto dettatura degli esperti legali di Confindustria e delle imprese”.
Parole di compiacimento arrivano invece da Cisl e Uil. “Si apre una nuova stagione di impegno fattivo”, afferma Fulvio Giacomassi, segretario confederale Cisl, che esprime “soddisfazione per l'introduzione nel decreto di un sistema di qualificazione delle imprese basato sull'assegnazione di un punteggio per azienda sensibile ad indicatori di merito su questioni di tutela a partire dal contrasto del lavoro irregolare”. A giudizio della Cisl sono “buone anche le modifiche di carattere integrativo e migliorativo, su rappresentanza, pariteticità, finanziamento delle attività promozionali e ruolo di indirizzo delle istituzioni centrali e territoriali, in concerto con le parti sociali, nel più ampio spirito europeo”. Per il segretario confederale Uil Paolo Carcassi, poi, “sono state positivamente modificate dal governo materie importanti, quali quelle della responsabilità del datore di lavoro, quelle sugli appalti e sulla sospensione della attività , quelle sulla rappresentanza e sul reale sostegno a rappresentanti territoriali alla sicurezza”. Negativo, invece, il suo giudizio “sull’indebolimento delle sanzioni”, anche se “l’impianto complessivo del Testo Unico, che abbiamo valutato positivamente esce confermato dal correttivo”.
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