Metalmeccanici, la Fiom pronta ad azioni legali

La trattativa a piattaforme separate si apre nel caos. Le tute blu Cgil: il Ccnl scade a fine 2011, se viene disdetto ricorriamo alla magistratura civile. Federmeccanica preferisce Fim e Uilm, ma non vuole dare aumenti per il 2010. Prossimo incontro 10/09

Il contratto dei metalmeccanici va rinnovato solo per la parte economica,
che scade il 31 dicembre. In caso di accordo separato tra Federmeccanica, Fim e Uilm per il triennio 2010-2012 sulla base del nuovo modello contrattuale, la Fiom ricorrerà alla magistratura civile. Parte così la trattativa per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, nella riunione che si è tenuta oggi (venerdì 24 luglio) a Roma, ed entra subito nel caos. Dopo la riforma dei contratti firmata senza la Cgil, come inevitabile, arrivano sul tavolo le divisioni tra sindacati e le piattaforme separate: una della Fiom, che rispetta la scadenza normativa del contratto a fine 2011, e l’altra di Fim-Uilm, che recepisce le nuove regole e imposta il negoziato sul principio del triennio. Ma non solo: nel frattempo il presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, annuncia che l’accordo separato “è il Vangelo” di questa trattativa, al di fuori di quello non si farà nulla. E apre il confronto dicendo che non ci sono soldi per dare aumenti contrattuali nel 2010. Poi la trattativa viene aggiornata a giovedì 10 settembre.

“Il contratto nazionale scade nel 2011”, ha ricordato il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. “Per quanto mi riguarda – ha affermato – non diamo alcuna disdetta di quel contratto, per noi è vigente a partire dalle parti normative che non possono essere modificate. Se dovesse avvenire il contrario, oltre all’inevitabile conflitto sociale attiveremo tutte le iniziative legali per affermare l’efficacia del contratto nazionale”. Nel caso di disdetta, a suo avviso, “nessuno venga a parlarci di coesione sociale, perché sarebbe una presa in giro”. Oggi la Fiom ha illustrato la proposta alla controparte, confermando le richieste della piattaforma: tra queste ci sono 130 euro di aumento per il 2010-2011, il blocco dei licenziamenti per 2 anni, un’iniziativa congiunta aziende-sindacati per convincere il governo a raddoppiare il periodo di cassa integrazione (da 52 a 104 settimane).

Federmeccanica preferisce Fim e Uilm
Federmeccanica si è dichiarata disponibile “a dialogare con tutti coloro che si siederanno al tavolo a settembre – ancora Ceccardi -, ma quello che deciderà di fare la Fiom è un problema suo”. La preferenza delle imprese per le richieste di Fim e Uilm, che già si conosceva, con l’avvio della discussione viene formalizzata: “Nella loro piattaforma, pur riscontrando alcune evidenti criticità, ritroviamo comunque un’impostazione utile al fine di pervenire a un’intesa. Lo stesso non può dirsi per la piattaforma della Fiom, che non è coerente con la realtà del settore e con la ragione”. Ceccardi si spinge a dire che il testo dei metalmeccanici Cgil “non è scritto per arrivare a un accordo”. Una posizione subito ripresa dagli altri sindacati: per il segretario generale della Fim, Beppe Farina, “c’è una sola piattaforma e una sola trattativa”. Tonino Regazzi, leader della Uilm, parla di “testo responsabile ma non rinunciatario, vogliamo dare qualche elemento di certezza ai lavoratori in un quadro di confusione”.

Ceccardi, nessun aumento nel 2010
E comunque le aziende metalmeccaniche non possono concedere aumenti nel 2010. Con questa premessa sono state accolte le organizzazioni di categoria. “Ci sono difficoltà tali che il 2010 non dovrebbe essere appesantito da ulteriori aggravi – ha spiegato il presidente -, che sia il più leggero possibile perché le imprese non sono in grado di sostenere quei costi”. Questo sarà l’anno peggiore nella storia industriale del paese, nella visione di Federmeccanica, e il prossimo “anche per i più ottimisti non lascia intravedere significative inversioni del trend, con inevitabili conseguenze su tenuta delle imprese e livelli occupazionali”. Cresce il ricorso al credito bancario, le aziende già devono corrispondere 30 euro medi di aumento dovuti dal prossimo settembre, insomma altri soldi non sono disponibili. Su queste difficoltà oggi “è stato lanciato un messaggio”, ha concluso Ceccardi, se verrà recepito dalle organizzazioni non ci saranno costi legati al rinnovo, altrimenti “vedremo in corso d’opera”. Ma non sembra recepito, neanche da Fim e Uilm: entrambi i sindacati stavolta si lamentano dell’impostazione imprenditoriale, specificando che non rinunceranno agli aumenti per i prossimi 12 mesi. Rinaldini spiega che “una delle cause delle difficoltà economiche è proprio il livello basso delle retribuzioni”, ma ripete comunque che non intende firmare un rinnovo triennale.

Lo scontro sugli scioperi a Melfi
Una giornata convulsa, dunque, dove molti fattori sono entrati in sede di trattativa. Come lo stabilimento Fiat di Melfi, dove la Fiom ha respinto l’intesa sul premio di risultato. Federmeccanica giudica la situazione inaccettabile e accusa il sindacato di fare “un uso sconsiderato dello sciopero”, con il rischio di “portare al collasso le imprese”. Così Ceccardi: “Chi lo fa o è irresponsabile, perché non sa valutare le conseguenze, o ne è cosciente e in tal caso si assume una grave responsabilità”. Pronta la replica di Rinaldini: “E’ una situazione che deriva da atteggiamenti irresponsabili di Fiat – a suo giudizio -, se continuano a voler mettere benzina sul fuoco è un problema loro”.

La giornata era iniziata con le parole di Guglielmo Epifani. A margine del primo incontro, parlando dell’avvio della trattativa, aveva detto: “Spero che Federmeccanica non lavori ad accordi separati. Il contratto è sempre più importante, non si deve lavorare per dividere, la crisi non lo consente”. Avvertimento ignorato

E.D.N.

fonte:http://www.rassegna.it

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