giovedì 9 luglio 2009

“Pieno sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Melfi. La situazione negli stabilimenti del Gruppo è incomprensibile e inaccettabile”

Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“Cosa sta succedendo alla Fiat? La situazione che si è determinata negli stabilimenti del Gruppo è, nello stesso tempo, incomprensibile e inaccettabile. Agli annunci relativi alla volontà di chiudere lo stabilimento Cnh di Imola e di non produrre più automobili nello stabilimento Fiat di Termini Imerese, si accompagnano, negli altri stabilimenti, comportamenti che determinano un’inevitabile crescita della tensione sociale. Ciò è vero in diverse realtà, dalla Sevel della Val di Sangro alla Fiat Auto di Pomigliano d’Arco.”

“Pare evidente la scelta aziendale di rastrellare liquidità sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, fino al punto che non sappiamo ancora se la Fiat pagherà, alla fine di questo mese, il Premio di risultato, cioè la quota annua del salario aziendale.”

“In questo quadro, si colloca il conflitto in corso alla Fiat Auto di Melfi, uno dei pochi stabilimenti dove l’attività produttiva si svolge a pieno ritmo. L’atteggiamento arrogante dell’Azienda ̶ che licenzia i lavoratori precari, chiede gli straordinari e nulla dice sul Premio di risultato ̶ è l’ennesima conferma dello stato confusionale in cui versa oggi il gruppo dirigente della Fiat.”

“Per tutti questi motivi, sosteniamo pienamente la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Melfi. Ribadisco che la perdita di produzione che si sta determinando in questo stabilimento va attribuita per intero alle responsabilità dell’Azienda.”

fonte:http://www.fiom.cgil.it

Cremaschi da Melfi: «Fiat cambi passo»

Da San Nicola il segretario della Fiom accusa: «Stop al metodo Marchionne. Mentre si celebrano i successi all'estero dell'ad, in Italia si gioca sulla pelle dei lavoratori». Cremaschi non risparmio critiche a Fim e Uilm: «Da parte vostra rassegnazione e paura».

«Stop al metodo Marchionne». E' quanto chiede in un'appassionata intervista il segretario della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi, ieri in Basilicata, prima a Rionero per il direttivo del sindacato, e poi davanti ai cancelli della Sata di Melfi. Proprio da San Nicola, dove ormai da mesi, si sta consumando un pesante scontro tra Fiat e sindacati, il segretario dei metalmeccanici della Cgil si dice «molto arrabbiato, perché le cose in Italia non vanno bene». E tuona: «E' ora di cambiare atteggiamento, Fiat deve tornare sui propri passi».

A Melfi la tensione è alta, a Termini Imerese la protesta ha raggiunto l'apice. Segretario, cosa sta succedendo?
Le cose in Italia, per quanto ci riguarda, vanno molto male. E la tensione è destinata a salire se si continua di questo passo. Mentre si perde tempo per le autocelebrazioni, facendo passare i successi personali di Marchionne all'estero come il segno della grandezza del gruppo, Fiat in Italia, sposando in pieno la linea sbagliata di Confindustria, vuol far pagare la crisi solo ai lavoratori. Bisognerebbe ricordare, invece, che il crollo dell'economia è stato determinato dall'ingordigia degli speculatori. Bisognerebbe non dimenticare, a esempio, che un ruolo fondamentale nel dissesto finanziario è stato giocato dall'Unione banche svizzere, di cui l'ad Fiat è vicepresidente.
Nel frattempo a Roma, proprio oggi, si tenta un difficile dialogo su un premio di produzione già concordato una anno fa..
Il gruppo torinese gioca sulla pelle dei lavoratori e la trattativa in corso a Roma sul premio di produzione ne è la dimostrazione. Ci auguriamo che Fiat ci ripensi, perché altrimenti saremmo di fronte a una vergogna, oltre che a un'ingiustizia: la prova evidente che la situazione degli operai, già messa a dura prova, sta sempre meno a cuore all'azienda.
Ma oggi si è parlato anche di rinnovo del contratto metalmeccanico. La posizione della Fiom rimane lontanissima rispetto a quella di Fim e Uilm.
Sì quello con Cisl e Uil è un disaccordo fortissimo. Non ci auguriamo proprio che la piattaforma approvata da Uilm e Fim non passi perché equivale a uno smantellamento dei diritti dei lavoratori. Si tratta di contenuti che non possiamo condividere: la riforma non fa altro che reintrodurre le gabbie salariali, che invece di variare territorio per territorio, cambiano da azienda ad azienda.
Oltre che sul rinnovo del contratto metalmeccanico, le divisioni con Fim e Uilm si consumano anche su altri terreni?
Sono molte le cose che ci tengono lontani. Sinteticamente diciamo che contestiamo l'atteggiamento di rassegnazione e paura che si cerca di trasmettere ai lavoratori. Noi, invece, non abbassiamo la testa.
La Cisl non nasconde di guardare con simpatia al modello di sindacato americano, che partecipa direttamente al capitale dell'impresa. La Fiom cosa ne pensa?Che si tratta di un modello fallito. Nella trattativa Chrysler il sindacato non ha fatto altro che suicidarsi, E noi auguriamo alla Cisl non finire suicida nello stesso modo.


Mariateresa Labanca

fonte:http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com

Le lavoratrici ed i lavoratori non intendono assolutamente abbassare la guardia rispetto alla tutela sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’ottimo risultato dello Sciopero di ieri 8 Luglio all’officina 9 assemblaggio, subito dopo l’incidente sul lavoro accaduto ad un lavoratore in Piaggio e quello di oggi, per gli stessi motivi, in tutto lo stabilimento, che ha visto un’adesione oltre il 70%, dimostra che le lavoratrici ed i lavoratori non intendono assolutamente abbassare la guardia rispetto alla tutela sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Come FIOM-CGIL abbiamo pienamente condiviso la decisione assunta dalla RSU della Piaggio di proclamare questi due momenti di iniziative di sciopero.
Al contempo non comprendiamo e non condividiamo, invece, la presa di distanza della FIM e della UILM, in quanto almeno su questi temi sarebbe proprio necessaria ed opportuna una unità d’azione seria e credibile, in modo tale da trasmettere all’Azienda un messaggio chiaro e deciso, nel senso che, sulla “sicurezza” non dobbiamo e non possiamo fare “sconti” a niente ed a nessuno.

FIOM / CGIL Pisa

A Melfi tensione tra i sindacati durante le assemblee

Contestazioni e momenti di tensione tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, con la Fiom da una parte e Fim e Uilm dall'altra, hanno caratterizzato oggi, nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat, due assemblee dei lavoratori.

In particolare, secondo quanto riferito dal segretario regionale della Fiom, Giuseppe Cillis, «non è stato permesso ai delegati della Fiom di prendere parte alle assemblee. Questo ha provocato la reazione dei nostri iscritti, che hanno contestato i dirigenti delle altre sigle, impedendo, di fatto, la prosecuzione delle assemblee».I lavoratori aderenti alla Fiom hanno poi «svolto assemblee all'esterno dell'impianto, davanti al cancello B, dove, alla presenza di Giorgio Cremaschi, componente della segreteria nazionale, abbiamo spiegato le motivazioni che ci hanno indotto a presentare, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, una piattaforma diversa da quella di Fim e Uilm. Inoltre, abbiamo ribadito che la Fiat deve applicare l'accordo del 2006 sul premio di produzione».La Fiom ha inoltre chiesto «che un'assemblea di due ore venga riconvocata tra due giorni e che, in quell'occasione, sia data a tutti la possibilità di illustrare le proprie tesi e che, alla fine, si metta ai voti il parere dei lavoratori».

fonte:http://www.informazione.it

mercoledì 8 luglio 2009

“La ferma posizione dei sindacati e delle Regioni ha portato il Governo a convocare due incontri specifici svolti a modificare i piani

Fiat per Imola e Termini Imerese”

Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil ha rilasciato in serata la seguente dichiarazione.

“Si è svolto oggi a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico, il primo degli incontri sulle prospettive del gruppo Fiat programmati a livello governativo dopo l’incontro svoltosi a Palazzo Chigi il 18 giugno scorso.”
“La ferma posizione delle Organizzazioni sindacali e delle Regioni ha fatto sì che il Governo abbia deciso di convocare due prossimi incontri specificamente dedicati ad esaminare i piani industriali annunciati dalla Fiat in relazione al settore auto e a quelli delle macchine agricole e delle macchine movimento terra.”
“Ciò allo scopo di modificare quanto ad oggi previsto da questi stessi piani che, nei disegni della Fiat, dovrebbero portare alla chiusura dello stabilimento della Case-New Holland di Imola (Bologna) e alla cessazione della produzione di autovetture nello stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo).”

fonte:http://www.fiom.cgil.it

Fiom: “Smentite Fim e Uilm. La maggioranza delle Rsu resta contraria all’accordo separato”

Il Coordinamento nazionale Fiom-Cgil del gruppo Fincantieri ha diffuso oggi una nota di cui riportiamo ampi stralci.


“Con grande enfasi Fim e Uilm, nei giorni scorsi, avevano annunciato che la maggioranza delle Rsu, sia pure tardivamente, aveva sottoscritto l’accordo separato con Fincantieri, precisando che a favore si erano dichiarate anche le Rsu della Failms e della Ugl.”
“La Fiom aveva commentato l’annuncio di Fim e Uilm riservandosi una valutazione sui numeri, e sottolineando che Fim e Uilm riscoprivano il ruolo delle Rsu a tempo scaduto, mentre quando si doveva votare non si era votato.”
“Ma Fim e Uilm sono state clamorosamente smentite dalla stessa Failms, che dichiara che le Rsu Failms non hanno firmato l’accordo separato perché non lo condividono, e che hanno soltanto sottoscritto con Fincantieri un documento per la partecipazione ai lavori delle commissioni sul premio di efficienza.”
“Alla luce di questa precisazione della Failms, che sabato scorso è stata pubblicata solo dal Piccolo di Trieste, si torna esattamente al punto di partenza di due mesi fa quando 65 Rsu, cioè la maggioranza assoluta delle 125 Rsu del gruppo, avevano dichiarato di respingere l’accordo separato del 1° Aprile e di chiedere la riapertura del negoziato.”
“Dal 1° Aprile non è cambiato nulla: l’accordo separato non è stato approvato né dalle Rsu, né dai lavoratori.”

FIOM NEWS. La vertenza di gruppo/90

Clamorosamente smentite Fim e Uilm. La maggioranza delle Rsu resta contraria all’accordo separato


FIOM NEWS. La vertenza di gruppo/91

Un voto che vale quanto e più di uno sciopero. La Fiom vince le elezioni della Rsu di Palermo. Venerdì si sciopera per la vertenza



fonte:http://www.fiom.cgil.it/

martedì 7 luglio 2009

Poste, la Consulta boccia la norma antiprecari

La Corte Costituzionale dichiarerà illegittimo il provvedimento dell'agosto 2008, varato dal governo per bloccare i ricorsi dei lavoratori a termine. La soddisfazione della Slc Cgil: "Rispettato il diritto a chiedere un posto di lavoro stabile"

La Corte Costituzionale dichiarerà illegittima la norma contro i precari elle Poste,
adottata con la manovra dell'agosto 2008 per arginare gli effetti dei numerosi ricorsi dei lavoratori a termine. L'Ansa ha anticipato la decisione, che è stata presa in una delle ultime camere di consiglio della Consulta. Nei prossimi giorni saranno depositate le motivazioni. In particolare, ad essere stato bocciato è l'articolo 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001, introdotto dal decreto fiscale della scorsa estate.

Giudizio positivo arriva da Emilio Miceli, segretario generale della Slc Cgil. "La sentenza sui precari che sarebbe per essere ufficializzata dalla Consulta - dice - è giusta e doverosa. Poste Italiane aveva immaginato una sorta di 'articolo 18 dei precari', pensando che si potesse monetizzare in luogo dell’assunzione le sentenze di reintegro dei giudici, e così sarebbe stato cancellato con un colpo di spugna il percorso lavorativo precario di tantissimi anni".

"Il sindacato - ricorda il segretario - si è sempre opposto a questa norma che fu inserita dal governo nella finanziaria. Con questa decisione della Consulta si fa chiarezza, si rispetta il diritto di tanti giovani e di tante donne a vedere soddisfatta la loro legittima richiesta di un posto di lavoro stabile".

Stessa soddisfazione in una nota della Cgil nazionale. Su questa norma erano già sorti dubbi di costituzionalità, afferma la Confederazione, "dubbi ritenuti non infondati dalla corte d'appello di Bari che, ad ottobre, si era rivolta alla Consulta per decidere sulla legittimità della norma sollevata dal legale di una dipendente di Poste Italiane". Secondo le indiscrezioni, la Corte avrebbe deciso che la norma sarebbe in contrasto con il principio di uguaglianza, dato prevede un trattamento diverso per le violazioni della legge sul contratto di lavoro tra lavoratori che hanno fatto causa prima o dopo il 22 agosto del 2008.

La norma contestata, prosegue il comunicato, prevede infatti che al lavoratore con un giudizio pendente a quella data non spetti l'assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento delle retribuzioni maturate, bensì un indennizzo di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di sei mensilità dell'ultima busta paga. Il diritto all'assunzione non viene toccato, invece, per chi ha deciso di fare causa dopo il 22 agosto.

fonte:http://www.rassegna.it

lunedì 6 luglio 2009

Fermata collettiva in occasione dei funerali vittime tragedia di Viareggio

Care Compagne, Cari Compagni,
La Toscana del lavoro si stringe a Viareggio e al suo lutto e domani mattina si fermerà per 5 minuti.
La fermata simbolica è stata indetta dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil e avverrà domani mattina, martedì 7 luglio, alle ore 11, in coincidenza con l’inizio della cerimonia funebre, allo stadio dei Pini.
I sindacati confederali intendono così manifestare la loro vicinanza e quella di tutti i lavoratori e i pensionati della nostra regione alle famiglie delle vittime ed all’intera Viareggio, così tragicamente colpita.

Intervista a Dante De angelis



Dante De Angelis, il ferroviere licenziato ad agosto 2008 dalle Ferrovie dello Stato per procurato allarme, parla della tragedia di Viareggio

fonte:http://www.pisanotizie.it

domenica 5 luglio 2009

Giorgio Cremaschi segretario della Fiom, sulla strage di Viareggio





Contatta direttamente i delegati aderenti alla Rete 28 Aprile in CGIL per eventuali osservazioni e/o commenti sulle problematiche lavorative del mondo operaio per E-mail:ilmanifestino@gmail.com o per numero cell. Giuseppe Corrado 340 2797051