giovedì 12 novembre 2009

G. Cremaschi "Epifani sbaglia ad aspettare Cisl e Uil per lo sciopero generale"

La manifestazione del 14 della Cgil deve essere il punto di partenza per arrivare rapidamente allo sciopero generale. In questo momento incertezze o messaggi confusi sono lussi che non ci si può permettere. E’ gravissimo il comportamento del governo, che minimizza la crisi o addirittura la nega, quando per milioni di lavoratori e pensionati sta per arrivare il periodo più nero. Le misure del governo sono o insufficienti o sbagliate o ingiuste, ed è importante contro di esse manifestare. Ma non ci si può fermare qui, soprattutto non si può lasciar fuori dallo scontro la Confindustria. Per questo ci vuole lo sciopero generale, uno sciopero che deve essere tale da bloccare il paese, coinvolgendo tutto il sistema delle imprese. E’ la Confindustria, infatti, che guida una critica al governo che è da destra, cioè a favore di misure ancor più pesanti a danno del mondo del lavoro. E’ la Confindustria che con l’accordo separato nel contratto dei metalmeccanici ha deciso di usare la crisi per smantellare progressivamente il contratto nazionale, a favore del salario flessibile e dell’autoritarismo aziendale. E’ la Confindustria che programma tagli dell’occupazione e rifiuta il blocco dei licenziamenti. E’ la Confindustria che rinvedica tagli fiscali ad esclusivo beneficio delle imprese e, quindi, ai danni del mondo del lavoro che è l’unico vero creditore fiscale dello stato. E’ necessario lo sciopero generale ed è necessaria una piattaforma chiara per esso. Per questo non è pensabile uno sciopero assieme a Cisl e Uil, a meno che queste organizzazioni non cambino profondamente linea. Scioperare assieme a chi ha fatto degli accordi separati, e della minaccia di essi, la propria filosofia sindacale, significa solo produrre confusione nel mondo del lavoro e indebolire le stesse piattaforme per cui si lotta. Per questo sbaglia Guglielmo Epifani quando rinvia a data da destinarsi lo sciopero generale, in attesa di un ritorno unitario con Cisl e Uil. In questo modo fa un doppio errore. Il primo è quello di non mettere in calendario una scadenza di lotta per la quale oggi c’è una domanda forte da parte di tutte e tutti coloro che oggi lottano per la difesa del lavoro e dei propri diritti. In secondo luogo Epifani sbaglia perché ridimensiona la gravità della scelta di Cisl e Uil di concordare regole e contratti violando le più elementari norme di democrazia e, tra i metalmeccanici, addirittura pretendendo come sindacati di minoranza di decidere per tutti. Difesa dell’occupazione, difesa del contratto nazionale, diritto alla democrazia, non possono essere separati. Vanno sostenuti assieme, perché il disegno della Confindustria e del governo li colpisce e li mette in discussione assieme. Per questo la manifestazione del 14 novembre richiede una scelta decisa da parte della Cgil a favore dell’estensione del conflitto sociale.

fonte:http://www.rete28aprile.it


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Metalmeccanici, in 1.000 a Milano contro l'accordo separato

Si è svolto stamani (12 novembre) lo sciopero e presidio dei metalmeccanici a Milano, contro l'accordo separato, i licenziamenti e le dismissioni. Il presidio davanti ad Assolombarda ha visto la presenza di circa mille metalmeccanici (tra i quali una delegazione della Tenaris di Bergamo) con gli striscioni delle aziende: quelle dove ancora si lavora, quelle presidiate, quelle che rischiano di essere distrutte come ex Eutelia, Lares e Metalli Preziosi, Alfa di Arese.

Questi i dati forniti dalla Fiom: Faema di Binasco 90%, Kone di Pero 100%, Alstom Ferroviaria 85%, Alstom Power di Sesto San Giovanni 75%, Iveco di Pregnana 100%, Vimercati di Pero 70%, Mangiarotti Nuclear 100%.

Il segretario generale della Fiom di Milano,
Maria Sciancati, il numero uno della Camera del lavoro della città, Onorio Rosati, e il segretario nazionale Fiom, Fausto Durante, hanno ribadito il giudizio pesantemente negativo sul merito dell’accordo separato e, soprattutto, sul metodo: “il contratto nazionale non è di proprietà delle organizzazione sindacali e dei padroni ma delle lavoratrici e dei lavoratori. Tocca a loro decidere: la democrazia non più essere 'espulsa' dai luoghi di lavoro”.

fonte:http://www.rassegna.it
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Metalmeccanici, in 2.000 a Genova contro l'accordo separato

Si è svolto stamani (12 novembre) lo sciopero di 4 ore dei lavoratori metalmeccanici della provincia di Genova; la manifestazione di duemila lavoratori, che ha attraversato la città da piazza Caricamento a piazza Verdi è terminata con un presidio sotto la sede della Confindustria, in via San Vincenzo. E' quanto si apprende da una nota della Fiom Cgil regionale.

Con lo sciopero di oggi la Fiom Cgil chiede che “tutti i lavoratori possano votare tramite referendum l’accordo sul contratto nazionale; sulla parte economica chiede che il contratto consideri un aumento dei salari agganciato all’inflazione ed al progressivo aumento del costo della vita e soprattutto chiede che il governo non faccia pagare ai lavoratori e ai pensionati il prezzo più alto di questa crisi”. Una delegazione è stata ricevuta dai vertici di Confindustria i quali, ascoltate le motivazioni della protesta dei lavoratori in sciopero, hanno assicurato che riferiranno le loro istanze a Federmeccanica, anche perché, come sottolineato dai sindacalisti presenti all’incontro, la firma del contratto separato sta generando tensione nelle fabbriche genovesi.

Questi i dati parziali dell’adesione allo sciopero forniti dalla Fiom: Fincantieri Sestri Ponente 80%, Ilva 50%, Ansaldo Energia 70%, Multiservice 60%, OMP Mongiardino 90%, Poseico 70%, Cistelaier 50%, Italferro 50%, Movimpex 70%, Cargotec 90%. Aziende della Valpolcevera e Valle Scrivia 60%, Elsag 50%, Arinox 90%, Lames sciopera domani, Fincantieri Riva Trigoso ha scioperato la settimana scorsa.

fonte:http://www.rassegna.it
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Metalmeccanici, in 1.000 a Firenze contro l’accordo separato

“Il Duomo è a passo d’uomo. La democrazia non è al passo con i lavoratori. No ai licenziamenti”. È quanto si legge sullo striscione di circa cento metri esposto oggi a Firenze, in piazza Duomo, durante il presidio della Fiom contro l’accordo separato. Al sit-in nel capoluogo toscano hanno partecipato circa mille lavoratori delle aziende della piana fiorentina. Una delegazione ha incontrato don Giovanni Momigli, della Pastorale del Lavoro, e in piazza è arrivato anche il sindaco Matteo Renzi che ha salutato i lavoratori.

Un altro presidio si è tenuto nella zona industriale di Castelfiorentino con i lavoratori della zona dell’Empolese Valdelsa: una delegazione ha incontrato il sindaco, anche qui hanno partecipato circa mille lavoratori. Un terzo sit-in si è svolto davanti al Comune di Figline Valdarno, dove circa cento lavoratori sono poi stati ricevuti dal sindaco. Altri presidi si sono tenuti di fronte alle maggiori aziende metalmeccaniche del Mugello.

Questi i dati di adesione
allo sciopero forniti dalla Fiom: Nuovo Pignone: 60% impiegati, 90% officina; Gkn: 90%; Pirelli 50%; Zanussi 80%; Laika 70%; Bassilichi 68%; Gets 90% officina e 40% impiegati.

fonte:http://www.rassegna.it
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Metalmeccanici: Regazzi (Uilm), 25-27 novembre referendum iscritti

L`intesa sul rinnovo contrattuale, sottoscritta lo scorso 15 ottobre con Federmeccanica da Fim e Uilm, ma senza la Fiom Cgil sarà sottoposta a referendum tra gli iscritti di Fim e Uilm tra il 25 e il 27 novembre prossimi. Lo ha detto Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm, nel corso di un`audizione presso la Commissione Lavoro della Camera.

Per Regazzi l'intesa è "legittima e apprezzata dai lavoratori" e porta "miglioramenti certi sul piano economico e normativo". La Uilm - ha aggiunto Regazzi - è disponibile all`avvio di un confronto tra le organizzazioni sindacali "in materia di certificazione degli iscritti e della rappresentanza, di regole per la verifica del consenso e per la validazione degli accordi".

fonte:http://www.rassegna.it
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Giustizia per i morti sul lavoro e di lavoro

Sul lavoro e di lavoro si continua a morire. Nella “civile” Italia c’è in atto una guerra non dichiarata con morti e feriti, le cui vittime sono i lavoratori che escono al mattino per guadagnarsi un tozzo di pane e spesso non tornano più a casa la sera.
Molti benpensanti considerano normale che degli esseri umani perdano la vita o subiscano gravi infortuni sul lavoro con invalidità permanenti. Nell’Italia “democratica” ci sono più morti sul lavoro e di lavoro che in una guerra e i governanti, le istituzioni, cioè la società, al di là delle chiacchiere si preoccupa solo di contenere le perdite entro limiti considerati “accettabili” per non urtare l’opinione pubblica.
Ogni anno 1.300 lavoratori in Italia vengono assassinati sui posti di lavoro o perdono la vita a causa degli infortuni sul lavoro. 4 mila sono le vittime delle malattie professionali. Quasi 5 mila uomini e donne vengono uccisi dall’amianto, e altri 26mila persone muoiono per tumori all’apparato respiratorio, con un incremento nell’ultimo decennio di oltre il 50%; ciò significa più di 36.000 morti all’anno, e questo avviene fra l’indifferenza di associazioni padronali e istituzioni, silenti e complici.
In nome del profitto imprenditori, amministratori pubblici, uomini politici, sindacalisti e - fatto ancor più grave- i vari governi succedutisi negli anni, cioè lo Stato, hanno accettato e continuano a considerare normale che in nome del “progresso” migliaia di lavoratori e le loro famiglie siano distrutte da produzioni di morte e continuino a essere sottoposti al rischio di contrarre malattie derivanti da sostanze cancerogene, com’è stato per l’amianto, il cromo e tante altre ancora.
In particolare - come molti di noi sanno per propria esperienza - l’amianto ha creato e continua a creare gravi danni dal punto di vista umano, sanitario e ambientale, ma questo fatto trova molte resistenze ad essere riconosciuto, sia nei tribunali che da parte degli enti come l’Inail e l’Inps, e cosa ancor più grave, in nome dei costi economici non si eliminano le sostanze cancerogene che continuano ad essere presenti sul territorio e ad uccidere gli esseri umani e la natura .
Spesso i dibattiti sull’argomento sono semplicemente una passerella per uomini politici, sindacalisti e istituzioni per mettersi in mostra o rifarsi una “verginità”e questo è ancora più vero in prossimità delle elezioni. Noi crediamo che la salute vada anteposta a tutto.
Con le nostre lotte, insieme a tanti lavoratori e cittadini, abbiamo contribuito a rompere il muro di omertà e di complicità che in questi anni si era creato a difesa degli interessi delle lobby dell’amianto, portando sul banco degli imputati e in alcuni casi facendo condannare padroni e dirigenti che, pur sapendo della pericolosità di certi materiali, ad esempio l’amianto, hanno condannato a morte intere generazioni di operai. . Non possiamo accettare che profitto, bilanci aziendali o dello stato siano anteposti alla salute e alla vita umana. Non possiamo accettare che tante, troppe vittime e le loro famiglie non abbiano giustizia. Solo partecipando in prima persona, organizzandosi sui propri interessi, a partire dalla salute è possibilecreare nel paese un grande movimento che sappia unificare le lotte operaie e popolari nella battaglia per la difesa della salute, contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura.

Michele Michelino
Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88-Sesto San Giovanni (Mi)


fonte:http://www.resistenze.org/
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mercoledì 11 novembre 2009

Metalmeccanici: Fiom, lavoratori Ilva ci sostengono

“Le assemblee che si stanno tenendo negli stabilimenti Ilva, da Novi Ligure a Taranto, danno un unico e omogeneo responso: i lavoratori non condividono l’accordo separato del 15 ottobre sul contratto della nostra categoria e sono indignati per il rifiuto opposto da Fim e Uilm alla nostra proposta di fare il referendum su tale accordo”. Così in una nota il segretario nazionale Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi.

“Questa non condivisione e questa indignazione – aggiunge il segretario - vengono espresse in maniera civile, ma anche in modo chiaro e forte. Ciò si registra in tutte le assemblee, sia in quelle cui la Fiom ha partecipato direttamente confrontandosi con le organizzazioni firmatarie dell’accordo separato, come avvenuto a Novi Ligure, sia in quelle che sono state convocate da Fim e Uilm per conto proprio, con esclusione preventiva di ogni confronto, come accaduto a Taranto. Anche in questo secondo caso, pur in assenza della Fiom, la contestazione dei lavoratori nei confronti dell’accordo separato e del rifiuto del voto è stata fortissima”.

“Possiamo concludere – afferma Cremaschi - che anche i lavoratori del gruppo Ilva sostengono la decisione della Fiom di considerare illegittimo l’accordo del 15 ottobre e rafforzano il nostro impegno a tenere aperta la vertenza contrattuale”.

fonte:http://www.rassegna.it
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Metalmeccanici: Domani sciopero generale provinciale


Nuova giornata di mobilitazione, previsto un corteo in auto da Pontedera e un presidio sotto la Provincia indetto dalla Fiom contro l'accordo separato

Nuova giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Fiom a livello provinciale contro l'accordo separato sottoscritto siglato da Fim e Uilm con Federmeccanica. Dopo gli scioperi, le manifestazioni e i blocchi stradali delle scorse settimane questa volta il sindacato ricorre ad una nuova forma di mobilitazione. Lo sciopero di 4 ore, dalle ore 8 alle 12, vedrà gli operai riunirsi alle 9:00 a Pontedera in Viale America e da qui partire con un corteo di auto sulla FI-PI-LI verso Pisa. Qui l'appuntamento è per tutti i lavoratori davanti alla sede della Provincia in Piazza Vittorio Emanuele dove si svolgerà un presidio e dove si terranno degli incontri con alcuni degli amministratori e dei rappresentanti politici locali. Lo slogan dello sciopero di giovedì è "Riportiamo la democrazia nei luoghi di lavoro". Infatti la manifestazione vuole ribadire la contrarietà della Fiom "alla disdetta unilaterale da parte di Film e Uilm del contratto collettivo nazionale di lavoro che scade il 31 dicembre. Una decisione presa senza aver chiesto il parere dei lavoratori e delle lavoratrici". "Siamo contrari - spiega il sindacato della Cgil - anche alla nuova piattaforma sul contratti di lavoro presentata sempre da Fil e Uilm, anche questa senza aver consultato il parere degli operai. Questo accordo separato non dà nessuna risposta di carattere economico alle richieste dei lavoratori peggiorando la situazione e ora lo si cerca di far passare facendolo approvare solo agli iscritti dei sindacati che lo hanno siglato e non a tutti i lavoratori"."Questo è inaccettabile - concludono dalla Fiom - tanto più che Fim e Uilm rappresentano solo una piccola minoranza dei lavoratori metalmeccanici. Per questo facciamo un forte appello a tutte le fabbriche della provincia di aderire allo sciopero per ridare dignità a tutti i lavoratori e per riportare la democrazia nei luoghi di lavoro".Nel frattempo, come avevamo annunciato negli scorsi giorni, la cassa integrazione alla Piaggio. Secondo quanto riferito dalla RSU-Fiom al termine di un recente incontro con i vertici dell'azienda di Pontedera " sul periodo di fermata produttiva nel mese di dicembre, l'azienda non ha fornito nessun dato preciso ed ha rimandato la comunicazione a fine mese". "La situazione attuale - commentano i rappresentanti sindacali della Fiom della Piaggio - conferma una gestione della produzione da parte di quest'azienda mirata esclusivamente al maggior profitto al minor costo che si traduce in pesanti riduzioni di salario soprattutto per i lavoratori maggiormente interessati dalla cassa integrazione. La vera causa della cassa integrazione per i lavoratori della meccanica non è la crisi generale che la Piaggio come altre aziende usa ad arte, ma soprattutto l'arrivo di decine di migliaia di motori made in Cina (nell'incontro l'azienda si è rifiutata di fornire il dato preciso). Così come una diversa gestione della produzione avrebbe facilmente evitato un forte ricorso alla cassa integrazione nel reparto meccanica, quando contemporaneamente le linee della 2R vanno a velocità e saturazioni insostenibili".

Leggi anche:

- Piaggio: prosegue anche a novembre la cassa integrazione

- Piaggio: la Fiom da sola contro la cassa integrazione

- E' scontro frontale tra la Fiom e le altre sigle sindacali

- Metalmeccanici: scioperi e blocchi stradali per difendere la democrazia

- Gli operai della Asso Werke bloccano la Tosco Romagnola

- Piaggio: sciopero e corteo contro l'accordo separato

- Metalmeccanici: oltre 60.000 in piazza a Firenze

- La FIOM si prepara al grande sciopero del 9 ottobre


fonte: http://www.pisanotizie.it



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