giovedì 19 gennaio 2017

Un contributo alla discussione per l’assemblea del 24 a Firenze

La conclusione e i contenuti del CCNL hanno posto con chiarezza e reso ineludibili i problemi, accumulati negli ultimi anni, di fronte a cui si trovano i delegati attivi nelle fabbriche. Come praticare un’azione sindacale coerente è la questione aperta e all’ordine del giorno: le sue possibilità e le sue prospettive devono essere al centro della nostra discussione. Il Referendum sul CCNL ha già dimostrato che una gran parte degli operai delle grandi e medie fabbriche ha coscienza della condizione in cui sono stati messi e del fatto che i dirigenti sindacali hanno abbandonato la difesa di loro interessi fondamentali. Per di più, in diverse fabbriche, dove sono già attivi gruppi di delegati capaci di iniziativa indipendente, i lavoratori hanno dimostrato di saper sostenere, ora come negli ultimi anni, lo scontro con i padroni e le strutture sindacali territoriali. I risultati del Referendum in tante grandi fabbriche e le posizioni assunte dalla FIOM su Contratto e Referendum non lasciano dubbi sulla durezza di questo scontro, che è solo cominciato, ma che sta prendendo forme più omogenee e riconoscibili a livello nazionale. La battaglia, che si presenterà simile in tutte le medie e grandi fabbriche, sarà tra l’accettazione delle richieste e delle regole imposte dai padroni e dal nuovo Contratto e un’azione sindacale che respinga il cedimento, combatta la frammentazione dei lavoratori e ne riaffermi l’identità sociale. E’ a questo compito che devono essere rivolte la nostra discussione e le nostre iniziative. In questa prospettiva, i problemi che come delegati dovremo affrontare nelle fabbriche nei prossimi mesi sono a nostro avviso: – Contrastare su tutti i punti l’applicazione del CCNL, soprattutto su orari, flessibilità, legge 104 e premi aziendali. Tutte cose che toccano direttamente e pesantemente i lavoratori, così come gli effetti di una scala mobile fasulla con il prevedibile rialzo dei prezzi energetici. – Difenderci dalle sanzioni degli “accordi del 10 gennaio”. Bisogna evitare di essere attaccati in ordine sparso mantenendo contatti stretti e organizzando in anticipo una reazione generale di difesa dei delegati che proclameranno gli scioperi. – Confrontarci sulla costruzione di Piattaforme aziendali che superino i vincoli del CCNL e dare ampia diffusione, tra i lavoratori delle diverse fabbriche, delle esperienze e degli accordi favorevoli – Sostenere con tutti i mezzi i compagni e i gruppi operai che nelle fabbriche cercheranno di contrastare la politica di cedimento e di liquidazione degli interessi e dei diritti dei lavoratori Il soggetto insostituibile della nostra iniziativa sono i lavoratori, soprattutto delle grandi fabbriche. Portare avanti le loro rivendicazioni e la loro organizzazione significa incominciare a scompaginare i progetti dei padroni, violando i vincoli che la FIOM ha fatto propri. Questo ci costringerà a scontrarci anche con le strutture FIOM e dovremo farlo senza esitazioni. Quella che dobbiamo praticare è un’attività indipendente su tutto, rivolta alle rivendicazioni e alla lotte nelle fabbriche e quando possibile alla partecipazione sui nostri contenuti a iniziative nazionali, non indirizzata né vincolata alle scelte delle dirigenze della FIOM e della CGIL.  

RSU FIOM SAME, PIAGGIO, CONTINENTAL ADERENTI ALL’INIZIATIVA

Metalmeccanic@: 69mila ragioni per resistere e lottare. Il 24 a Firenze


Vedi la locandina. Martedì 24 gennaio, ore 10-16, seconda assemblea nazionale dei delegati e delle delegate metalmeccaniche per il NO!

276.000 operai metalmeccanici hanno votato a favore del contratto nazionale sottoscritto da Fiom, Fim e Uilm. Una vittoria della democrazia e un voto cosciente, ci dicono i nostri dirigenti. Non abbiamo dubbi: i nostri colleghi hanno votato “sì” con coscienza. Il punto è che questa coscienza può essere cambiata.
Non solo perché le ragioni del “no” non sono arrivate in molte assemblee. Non solo perché ben presto saranno chiare le conseguenze negative del contratto. Ma anche perché da tempo veniva preparato nelle aziende il terreno perché un simile contratto potesse essere accettato.
Prima di sottoscrivere questo contratto con la penna, i dirigenti sindacali l’avevano da tempo sottoscritto nella pratica. Fim e Uilm l’hanno fatto con 8 anni di accordi separati, con la totale svendita dell’azione sindacale sull’altare degli enti bilaterali. La Fiom l’ha sottoscritto ogni giorno un pochino di più: non contrapponendo mai una vera strategia alternativa a quella di Fim e Uilm, interrompendo alle Officine Bertone la stagione di lotta contro Marchionne, abbracciando il testo unico sulla rappresentanza, capitolando crisi aziendale dopo crisi aziendale senza mai sviluppare un piano di lotta complessivo, con gli accordi sottoscritti all’Electrolux, in Fincantieri e così via.
276.000 metalmeccanici hanno votato in coscienza “sì” anche perché in fondo non hanno creduto di avere un’alternativa. E questo messaggio è stato ribadito loro in tutte le salse: “se non firmiamo questo, cosa facciamo?” Una vera e propria iniezione di debolezza. Un bagno di sfiducia che dopo solo 20 ore di sciopero in 12 mesi rischia di consegnare la categoria a Federmeccanica, a Ichino, Poletti, Renzi.
68.695 metalmeccanici hanno invece votato no. E l’hanno fatto con altrettanta coscienza. Soprattutto dove sono stati raggiunti dalla campagna per il no. Una campagna promossa con volantini e passaparola da delegati e lavoratori senza alcuna riconoscimento né legittimità da parte delle strutture. Anzi spesso duramente contrastata da esse. Hanno votato no alcune tra le aziende sindacalmente più forti e militanti. Quelle su cui un sindacato deve appoggiarsi se vuole dare vita a una stagione di mobilitazione. Quelle di cui la maggioranza della Fiom dovrebbe disperarsi per aver perso, perché non avere il loro consenso rende potenzialmente ancora più difficile una prospettiva di mobilitazione.
Abbiamo votato no e promosso una campagna di controinformazione coscienti di respingere non solo un pessimo contratto, ma un intero modello di relazioni sindacali. Se il Ccnl è passato, non passa per questo la nostra opposizione a quanto rappresenta. Non si tratta però semplicemente di prepararsi al prossimo congresso o referendum. Se il problema sono la pratica, l’alternativa e i rapporti di forza, è da lì che dobbiamo ripartire.
Al tecnicismo da amministratori e consulenti finanziari che caratterizza ormai la stragrande maggioranza dei nostri funzionari, noi dobbiamo rispondere con la semplicità e la freschezza di chi contrappone all’avversario di classe le proprie ragioni di vita e di dignità. E’ l’azione della stessa controparte a fornirci delle linee guida sommarie: aumenti salariali come forma di spostamento della ricchezza da profitti a salario, difesa della sicurezza e della salute sul lavoro, del diritto alla malattia, all’assistenza familiare e della sanità pubblica, opposizione ad ogni tentativo strisciante di ritorno al cottimo, riappropriazione del controllo dell’organizzazione del lavoro e dell’orario, con la riaffermazione di sabato, domeniche e festivi come giorni di riposo, comunque mai assimilabili a lavoro ordinario, opposizione agli enti bilaterali, alla cessione di pezzi di stato sociale direttamente nelle mani del mondo finanziario e assicurativo, lotta al precariato e riconquista dell’articolo 18, abbassamento dell’età pensionabile e aumento delle pensioni, rifiuto del testo unico sulla rappresentanza.
Alla rappresentazione delle aziende che piangono miseria, contrapponiamo la realtà dei profitti che hanno macinato un record dopo l’altro. Alle indiscusse e indiscutibili esigenze del mercato, contrapponiamo le imperative ragioni della vita di milioni di lavoratori. A un apparato sindacale che pensa di cavarsi dalle secche con quote contrattuali e con i proventi degli enti bilaterali, contrapponiamo un modello sindacale partecipativo guidato dalla fiducia di poter stimolare la partecipazione e organizzazione dei lavoratori.
Questo referendum ci consegna 69.000 ragioni per resistere e lottare. Per questo invitiamo tutti quelli che si ritrovano in queste ragioni a discutere insieme come farlo e con lo stesso spirito con cui abbiamo promosso l’assemblea del 6 dicembre per organizzare la campagna per il NO, diamo appuntamento a tutte e tutti di nuovo a Firenze il 24 gennaio, a partire dalle h 10 al Dopo Lavoro Ferroviario in via Alamanni (attaccato alla stazione di Santa Maria Novella).

Matteo Moretti, Michele Di Paola, Mauro Sassi, Luciano Morelli, Giuseppe Iapicca, Massimo Barbetti (RSU FIOM GKN)
Giorgio Mauro, Andrea Paderno, Matteo Carioli, Matteo Barbaro, Gianfranco Cannone, Roberto Rivoltella, Gianluca Paris, Alfonso De Martino, Jury Guerini, Alberto Vitali, Marco Fontanella, Franco Ruggeri, Luca Carlessi, Massimiliano Finardi, Massimo Mandelli, Rocco Vizzone, Daniele Gatti (RSU FIOM Same)
Massimo Cappellini, Antonella Bellagamba, Massimiliano Malventi, Adriana Tecce,Giorgio Guezze, Francesco Giuntoli, Simone Di Sacco (RSU FIOM Piaggio)
Giuseppe Faillace, Giuseppe Imparato, Ciro Palmieri (RSU FIOM Motovario)
Gianplacido Ottaviano, Giuseppe Principato (RSU FIOM Bonfiglioli)
Mario Viscido, Maurizio Mazza, Giuseppe Gomini (RSU FIOM Ducati)
Silvia Cini, Giada Garzella (RSU FIOM Continental)
Serafino Biondo (RSU FIOM Fincantieri Palermo)
Stefano Fontana (FIOM Fincantieri Marghera)
Gabriele Severi, Franco Batani (RSU FIOM Marcegaglia Forlì) 

Landini ammonisce. Il ccnl va rispettato. Guai a chi contratta condizioni diverse!

Nelle conclusioni del Comitato Centrale dell’11 gennaio, il segretario generale della FIOM ha richiamato al rispetto del contratto nazionale approvato dalla consultazione di fine dicembre. Con molta chiarezza ha dichiarato che il contratto nazionale, una volta votato, è valido e va rispettato in ogni sua parte, da tutti. Ogni ipotesi di contrasto mancherebbe di rispetto al voto della maggioranza dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche.
L’esempio che lui stesso ha portato non lascia dubbi: il contratto prescrive che d’ora in avanti tutti i premi di risultato siano variabili. Questo significa che così deve essere e che quindi anche la FIOM si impegna a non chiedere da nessuna parte premi fissi. Tutto ciò con buona pace di tutti quelli che nelle assemblee ci hanno attaccato dicendo che non era vero che d’ora in poi i premi sarebbero stati tutti variabili, perchè comunque nella contrattazione li avremmo riconquistati fissi. Quello dei premi variabili è soltanto un esempio. Landini stesso ha detto che è così per tutto il resto. Evidentemente quindi anche sulla flessibilità, sullo straordinario, sull’assorbibilità dei minimi. Landini ha anche sottolineato che chiunque si candiderà nelle liste della FIOM deve sapere che queste sono le regole, ammonendo senza mezzi termini chiunque pensi di seguire altre strade.
Davvero stentiamo a capire come si possa pensare una cosa simile. Saremmo arrivati al paradosso che un contratto nazionale può essere peggiorato attraverso le deroghe ma non migliorato attraverso la contrattazione di secondo livello. Se applicato, sarebbe la fine della contrattazione acquisitiva. Non capiamo nemmeno quali possano essere i fondamenti giuridici su cui si basa il ragionamento del segretario generale della FIOM e nemmeno come possa pensare di impedire, a norma di Statuto, a una RSU di provare a contrattare condizioni migliori.
Questo comportamento supera persino il Testo Unico sulla rappresentanza, a cui, paradossalmente, la FIOM dà applicazione prima di qualunque altra categoria e in modo più brutale, minacciando essa stessa conseguenze di tipo sanzionatorio per chi dovesse dissentire.
Pensiamo che non ci sia fondamento in questa logica, né giuridico né statutario, tanto meno sindacale. Non ci sono strumenti per impedire a una RSU nella sua autonomia https://sindacatounaltracosa.org/2017/01/12/landini-ammonisce-il-ccnl-va-rispettato-guai-a-chi-contratta-condizioni-diverse/di provare a chiedere condizioni migliori rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale. Il problema vero saranno i rapporti di forza. Ma il segretario generale della FIOM lasci che a dire di no siano i padroni.
Anche per queste ragioni diamo appuntamento a tutte e tutti il 24 gennaio a Firenze alla assemblea dei delegati e delle delegati.

Sindacatoaltracosa in FIOM

fonte:https://sindacatounaltracosa.org/

No + no = SI: la classe operaia può!

Fincantieri, Piaggio, Microelectronics, Dema, AST, Same, Tenaris Dalmine, Ducati, Minarelli, GKN, CarbonSteel, CFT, Electrolux, Avio Aero, Stefani, Meridbulloni, SKF...sono solo alcune delle fabbriche dove è stato respinto l’infame contratto dei metalmeccanici, firmato da FIM, FIOM e UILM. In altre, dove ha prevalso il SI, il NO si è attestato comunque su numeri molto alti: all’Alenia di Pomigliano, ad esempio, è arrivato al 42%. Tutto questo contro l’indicazione delle dirigenze sindacali (FIM e UILM per il SI, FIOM per la libertà di scelta) e senza alcuna campagna di massa per il NO, senza contare i brogli ormai classici e puntualmente denunciati, dal voto multiplo ai verbali secretati. Un NO, insomma, che è andato anche contro l’imponente campagna mediatica che ha spacciato aumenti di ben 92 euro lordi, con giochi di prestigio aritmetici che non riescono nemmeno al peggiore degli apprendisti stregoni: per giustificare questo dato totalmente inventato si sono mischiate, infatti, le mele dei recuperi inflazionistici con le pere delle decontribuzioni! La narrazione mitologica sui 92 euro serviva, però, a giustificare gli arretramenti e le batoste presenti sul piano economico e normativo, dal salario accessorio legato alla produttività alla possibilità di decidere su straordinario, orari e organizzazione in azienda, anche andando in deroga peggiorativa sul contratto nazionale. UNA GROSSA PARTE DELLA CLASSE OPERAIA DEL NOSTRO PAESE HA RESPINTO UN CONTRATTO DI MERDA, senza nessuna, o quasi, organizzazione di supporto: solo con la propria coscienza, la consapevolezza del proprio lavoro e degli imbrogli mascherati sotto le belle parole. Non abbiamo ancora i risultati defintivi, ma probabilmente questi NO non serviranno a respingere il contratto, e questo è grave, perché il contratto dei metalmeccanici è un po’ la costituzione materiale del lavoro nel nostro paese. Ma il dato importante che esce da questo referendum è che nelle fabbriche dove ci siamo, dove c'è un'organizzazione sindacale davvero dalla parte dei lavoratori, e persino nelle fabbriche dove normalmente non ci siamo ma dove siamo riusciti ad arrivare almeno ai cancelli coi nostri furgoni per portare informazioni e discutere sui contenuti del nuovo contratto, in tutte queste fabbriche ha vinto il NO! Un NO al contratto che, sommato al NO al referendum del 4 Dicembre, ci parla di un popolo che vuole invertire la rotta, che ha deciso di dire basta a dieci anni di crisi, di tagli ai salari e ai diritti. Questi due NO sono dei “nostri”, dei lavoratori del nostro paese, e devono, possono essere organizzati, amplificati, per trasformarli in un immenso SI...a cosa? Ai probabili referendum abrogativi del Jobs act, che la CGIL ha proposto ma sui quali non sappiamo se e quanto investirà, dato che all’ esito di quei referendum è legata la sorte del loro governicchio amico...che infatti già si sta “cacando sotto”, e sta studiando la maniera per depotenziarli facendo qualche passo indietro prima che sia troppo tardi! In questo momento di confusione sotto il cielo la situazione non è eccellente, ma è più che buona per chi ha chiari gli obiettivi, il percorso e i passi da compiere, e soprattutto ha voglia di mettersi in marcia. Occorre cogliere l’occasione, uscire dalle proprie nicchie rassicuranti, rimettersi in gioco: non abbiamo più intenzione di partecipare, vogliamo tornare a vincere!

giovedì 22 dicembre 2016

Referendum Sul Contratto Nazionale dove vince il no!

Ast di Terni Thissenkrupp 
No 619 (55%)
Sì 502
1127 votanti
AEROAVIO (gruppo GE) di Pomigliano (NA)
NO 316
SI’ 53
NULLE 2
BIANCHE 2

373 votanti (33% degli aventi diritto)
Ansaldo Energia (GE) 
733 NO
677 SI
BTicino di Torre del Greco (NA)
NO 86
SI’ 16
NULLE 4
CARBON STEEL (Gruppo Marcegaglia) Dusino S.Michele - Asti
NO 95
SI’ 12

128 votanti
Corali di Bergamo 
25 NO 
18 SI
Crown di Aprilia 
80 NO
48 si
CONTINENTAL San Piero a Grado e Fauglia (PI)
NO  72,4%

SI   28,6%
votanti 616
CFT Parma
NO 68

SI’ 56
349 dipendenti
CSO di Scandicci (FI)
NO 119
SI 9
BIANCHE/NULLE 0
CMG GAMBINI di Altopascio (LU)
NO 68

SI’ 5
dipendenti 140
DALMINE TENARIS di Bergamo
NO 412
SI’ 337
BIANCHE 5
NULLE 6
 
Dema (Napoli)
133 NO (65%)
71 SI
426 dip
Danieli & C. di Udine 
NO all'85% (188 votanti).
Dana Rovereto (Tn)
No 106 (60%)

Sì 70
EVCO di Sedico (Belluno)
NO 27

SI’ 11
BIANCHE 1
NULLE 1

EME di Arsiè (Belluno)
NO 20

SI’ 1
BIANCHE 2

ELECTROLUX di Solaro (MI)
NO 330
SI 244
NULLE 2

dipendenti 852, aventi diritto al voto 743, votanti 576
ELECTROLUX di Susegana (Treviso)
NO 480
SI’ 171
 
1094 dipendenti, 917 presenti e 654 votanti
ELECTROLUX di Forlì  
NO all'84% 
527 votanti su 916 aventi diritto al voto
FINCANTIERI di Ancona
NO al 56,5%  

FINCANTIERI a Marghera
389 NO pari al 60%
652 votanti
FINCANTIERIGenova 
406 NO
52 SI
FINCANTIERI Trieste  
125 NO
94SI
Jabil Circuit Marcianise (CE)
250 NO
125 SI
Gkn Firenze 
NO: 336 Pari al 91.8 dei votanti 
SI: 27 Pari al 7.3 dei votanti
Bianche e Nulle 3 pari al 0.9 dei votanti

Aventi diritto 467
Votanti 366

ILVA GENOVA   
732 NO
123 SI
LUNA QUINTO  di Campovallo (AN)
NO al 98%

Motovario Formigine (Mo)
NO 202 (86%)
SI 33
Moto Guzzi Gruppo Piaggio di Lecco
28 NO
21 SI
2 bianche

51 votanti
MECAVIT di Castel Guelfo (Bologna) 
NO al 99%  
23 su 24 votanti
METALBA di Longarone (Belluno)
NO 22

SI’ 4
BIANCHE 2

MERIDBULLONI di Castellamare di Stabia (NA)
NO 48
SI’ 15

63 votanti
MOTORI MINARELLI di Bologna
NO 105
SI’ 52
NULLA 
BIANCA 1

159 votanti
OLVAN di Lurano (BG)
NO 29
SI’ 20

Ocme Parma
205 NO
25 SI
PERINI Lucca 
191NO
53 SI
PIAGGIO Pontedera (PI)
NO 176 60, 1%

SI   117 39, 9%
votanti  293
PANDOLFO 1 di Belluno
NO 52

SI’ 8
BIANCHE 2
NULLE 2
PANDOLFO 2 di Lentiai (Belluno)
NO 97

SI’ 3
BIANCHE 6
PIERALISI FRANTOI di Jesi (AN)
NO al 90%

SAME di Treviglio (Bergamo)
NO 765
SI’ 79
NULLE/BIANCHE 10

SCIENZA E FABRICA MACHINALE di Cascina (PI)
NO 15
SI’ 3

34 dipendenti, 18 votanti
SEST di Limana (Belluno)
NO 82
 

SI 38
BIANCHE 5
NULLE 6

SIRTI di Sala Consilina (Salerno) 
NO al 70%
SCN GROUP SPA di Thiene (VI) 
NO 108 
SI’ 71
NULLE 5
BIANCHE 20
SKF a Cassino
NO 94 
SI 76
Bianche 1
Nulle 1
Sui 172 votanti aventi diritto 304
ST Catania
NO 768 69%
SI 380 31% 
Spal Automotive (Reggio E)  
NO 104 (59%)
SI 75
Schneider (Na)
No 145 (80%)
Sì 35

VERONA LAMIERE di Zevio (VR)
NO 58
SI’ 29
BIANCHE/NULLE 4
145 dipendenti, votanti 91
WAM di Cavezzo (MO)
NO 46 

77votanti



domenica 18 dicembre 2016

Perché il rinnovo dei metalmeccanici ci riguarda tutti



FIOM, FIM e UILM hanno da poco raggiunto l’intesa con Federmeccanica per il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici. Un accordo vergognoso, come abbiamo qui analizzato, che la FIOM ha accettato pur di tornare a siglare un contratto unico con gli altri sindacati dopo 8 anni di divisioni.
Peccato che per raggiungere questo obiettivo Landini abbia abdicato a tutte le battaglie degli scorsi anni: aumenti per tutti, rifiuto a scambiare salario con welfare aziendale, flessibilità oraria, diritto di sciopero. Un’intesa tanto negativa per i lavoratori da costringere l’area di opposizione della CGIL ad abbandonare il tavolo, per lanciare un segnale sulla pericolosità di questo accordo.
Nessun aumento salariale: gli stipendi verranno soltanto adeguati ex-post all’inflazione reale, quindi al momento non si sa nemmeno se e quanto cresceranno le buste paga. Al posto degli aumenti in busta paga i lavoratori potranno usufruire di benefit (buoni sconto) e welfare (assistenza sanitaria e previdenza integrativa). Così le aziende risparmiano sulle tasse mentre i lavoratori ci rimettono tre volte: rinunciano agli aumenti salariali; benefit e welfare non rientrano nel calcolo di tredicesima, quattordicesima, TFR e contributi INPS abbassandone l’importo; infine il diritto a ricevere questa forma di salario indiretto è subordinato all’adesione a fondi privati (come il Cometa) e rende ancor più ricattabili i lavoratori che si trovano ad essere dipendenti dall’azienda non solo per il salario ma anche per un welfare sempre più privatizzato.
Non migliore sarà la parte normativa che recepisce le clausole di raffreddamento del conflitto (i sindacati firmatari si impegnano a non scioperare) ed accetta la definizione di un orario flessibile plurisettimanale (cioè le aziende potranno non pagare gli straordinari andando poi in compensazione).
Insomma un accordo davvero vergognoso e pericoloso per migliaia di lavoratori. Ma la battaglia non è ancora finita! L’accordo sarà sottoposto ad approvazione da parte dei lavoratori metalmeccanici tramite il referendum del 19-20-21 dicembre. Sarà dura con FIM e UILM, come sempre schierate compatte per il SI’ a fianco dei padroni, ed una FIOM che cercherà in tutti i modi di presentare l’accordo come l’unico possibile, dati i tempi di crisi. Ma noi non ci arrendiamo anche perché questa battaglia non riguarderà solo i metalmeccanici, ma tutti i lavoratori e le lavoratrici: come già annunciato da Confindustria e confederali che si apprestano a riprendere il dialogo per il cosiddetto “Patto di Fabbrica”, il contratto dei metalmeccanici potrebbe diventare il modello per una nuova tipologia contrattuale valida in tutti i settori.
Per questo è necessario informare tutti i metalmeccanici sul contenuto inaccettabile dell’accordo e costruire una campagna non solo in difesa degli interessi degli operai ma anche di quelli di tutti gli altri lavoratori. Per questo è parimenti importante informare tutti i lavoratori di altri settori e chiedere sostegno per i metalmeccanici, perché la loro lotta è la lotta di tutti noi. Ci riguarda tutti perché se passa il referendum dei metalmeccanici, presto potremmo trovarci tutti nuovi contratti con zero aumenti, salario barattato con buoni sconto e pacchetti di welfare, più flessibilità oraria e divieto di sciopero. Il sogno di Confindustria e Federmeccanica, l’incubo dei metalmeccanici e di tutti i lavoratori. Ma per fermare questa deriva non ci basta aprire gli occhi, dobbiamo organizzarci con tutti gli strumenti a nostra disposizione che, come abbiamo visto col referendum costituzionale, sono moltissimi.
Invitiamo allora ad aderire all’appello di alcuni delegati che promuovo il NO all'ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl metalmeccanico e che, dopo l’incontro del 6 dicembre a Firenze, si stanno organizzando per costruire un'opposizione forte e diffusa a questo contratto.
Non abbiamo i loro mezzi economici, mediatici, politici, ma siamo tanti e siamo determinati perché sappiamo che in ballo c’è il nostro futuro. Per questo invochiamo il contributo di tutti, chiedendo di:
-    Organizzare iniziative ed assemblee dentro e fuori i luoghi di lavoro (se avete bisogno di aiuto scriveteci a cityworkers@gmail.com) per informare gli operai sul contenuto dell’accordo.
-    Organizzare iniziative che allarghino la solidarietà a lavoratori di altri settori facendo capire l’importanza che avrà l’esito di questa battaglia per tutti i lavoratori.
-    Organizzare volantinaggi (ad esempio con questo volantino) e megafonaggi davanti ai cancelli delle imprese metalmeccaniche.
-    Inventarvi qualunque altra forma di comunicazione per estendere informazione e solidarietà: noi ad esempio ci stiamo organizzando per dei tour con i nostri furgoni, come già sperimentato per il referendum, con cui megafonare in giro nelle città e nelle aree industriali.
Per firmare l’appello per il NO invia la tua adesione a: peril.no.ccnl2016.metal@gmail.com
Segnalaci sulla pagina FB o per mail (cityworkers@gmail.com) ogni iniziativa organizzata così da aggiornare questa sezione.
Qui la diretta di "Corrispondenze Operaie" su Radio Onda Rossa con Dario Salvetti, delegato della GKN di Firenze.

Piaggio-Continental: conferenza stampa sul ccnl dei metalmeccanici

PONTEDERA — "Il contratto nazionale dovrebbe essere il pilastro per i diritti dei lavoratori. Questo contratto invece li demolisce e mette nelle mani di Confindustria delle prerogative importanti, come quelle sul salario: non avremo infatti alcun aumento ma un adeguamento all'inflazione e i minimi contrattuali previsti non cambieranno".

Continua a leggere su:

http://m.quinewsvaldera.it/pontedera-i-delegati-fiom-contro-i-vertici-del-sindacato.htm

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Delegati contro segretari «No al contratto nazionale»

PONTEDERA «Ma come si fa a far votare gli operai a ridosso di Natale per approvare o meno il contratto nazionale, quando si sa benissimo che le fabbriche sono chiuse o praticamente deserte?»
Continua a leggere su:

Radio Onda d’Urto. Il NO al ccnl dei metalmeccanici

Si è tenuta a Firenze il 6 dicembre scorso l’assemblea nazionale dei delegati FIOM promotori dell’appello per il NO all’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici sottoscritto il 26.11.16 da FIOM, FIM e UILM con Federmeccanica. E’ stata un’assemblea caratterizzata dalla volontà delle decine di operai presenti di costruire una rete di comitati del NO nelle fabbriche e, per quanto riguarda i delegati FIOM, di non sottostare al divieto della direzione della FIOM di schierarsi per il NO; vari interventi, inoltre, hanno messo in luce la continuità tra questa battaglia e quella vittoriosa contro la riforma costituzionale del governo Renzi e dei suoi mandanti.
Nel frattempo proseguono assemblee, volantinaggi e iniziative in corso in questi giorni per spiegare a lavoratori e lavoratrici perche’ votare NO i prossimi 19, 20 e 21 dicembre.
Non potranno invece votare i lavoratori della Magneti Marelli che fa parte del gruppo Fiat dove viene applicato un contratto aziendale.
Ascolta la trasmissione e le interviste ai nostri compagni Matteo Moretti, Giorgio Mauro e Nunzio Quarta.

lunedì 12 dicembre 2016

Un accordo che vorrebbe la resa dei lavoratori

Il Contratto che FIOM FIM e UILM vogliono firmare contiene:

NESSUN AUMENTO SALARIALE:  solo  l'inflazione, restituita per ogni anno solo dal Giugno dell'anno successivo e senza gli aumenti dell'energia. Per il 2016, l'aumento previsto, da Giugno '17,  è di 9 euro lordi mensili per il quinto livello. I 50 euro a regime di cui parlano le OO SS per il 2019 sono solo il risultato di  previsioni ISTAT per l'inflazione (che peraltro cambiano continuamente).
Altri 42 euro verranno versati dalle aziende "IN NATURA":  in fondo pensioni, fondo sanitario, "benefit"  aziendali non precisati, corsi di formazione, tutto esente da contributi.
ABOLIZIONE DELLE PARTI FISSE SICURE NEI PREMI AZIENDALI: il rinnovo degli integrativi potrà SOLO prevedere premi "totalmente variabili" legati quasi sempre ai carichi di lavoro (il famoso aumento di produttività ad arbitrio dell'azienda), oppure aumenti per lavoro straordinario, notturno, festivo, turni.
ORARIO SETTIMANALE FLESSIBILE: l'orario di 40 ore rimane SOLO COME MEDIA; le aziende hanno a disposizione 80 ore annuali per aumenti fino a 48 ore settimanali. L'azienda potrà anche ordinare 40 ore di straordinario obbligatorio. Prevista una "Banca del tempo" per fare da giovani tanti straordinari, da accantonare per sopravvivere all'aumento dell'età pensionabile.
Inoltre restrizioni sull'uso dei permessi per la 104 e conferma delle regole sulla malattia introdotte nel  contratto 2012, non firmato dalla FIOM.
NON E' TUTTO: l'Accordo dà a Federmeccanica e alle OO. SS due DELEGHE IN BIANCO:   
- una per DEFINIRE, entro Gennaio '17, I RAPPORTI SINDACALI secondo il "Testo Unico" del Gennaio '14: "esigibilità" degli accordi, divieti di sciopero, sanzioni ai delegati che indicono scioperi contro accordi firmati dalla maggioranza della RSU o fuori dei periodi ammessi.
- una seconda per SOSTITUIRE il sistema attuale di INQUADRAMENTO (Federmeccanica punta ad abolire gli scatti di ANZIANITA') con uno basato su "aree e fasce professionali" , in sostanza ad arbitrio delle aziende.
Questi punti non sono solo peggioramenti inaccettabili su aspetti fondamentali dei rapporti di lavoro. Sottoscrivere la fine dell'orario settimanale, il blocco dei salari, il loro pagamento in natura, il divieto di sciopero contro accordi in vigore, l'abolizione degli aumenti di anzianità, contraddice e rinnega i principi stessi che hanno sempre guidato le rivendicazioni e le lotte dei lavoratori.
Questo accordo mostra anche chiaramente qual è oggi il programma della "unità sindacale" e quale sarà il contenuto delle prossime Piattaforme "unitarie" per gli integrativi aziendali.
I Referendum sull'Accordo saranno fatti, dopo un anno e mezzo di trattative, in fretta  tra il 19 e il 21 Dicembre, con tante fabbriche chiuse, Piaggio compresa, alla faccia della partecipazione dei lavoratori e della democrazia. Di questo non c'è altra ragione che la sua totale insostenibilità di fronte ai lavoratori.
La clamorosa vittoria del NO al referendum costituzionale, che ha travolto Renzi e  fortemente indebolito Confindustria che ha puntato tutto su di lui,   rivela anche nei tempi il totale fallimento contrattuale dei dirigenti  sindacali firmatari
In tante medie e grandi fabbriche, come delegati FIOM ci siamo schierati apertamente contro un accordo, che è la totale negazione di tutte le battaglie a cui  la FIOM ha chiamato i lavoratori in questi anni e ci siamo riuniti a Firenze il 6 dicembre scorso, per discutere come contrastarlo, sia al referendum che durante la sua applicazione, e  fornire ai lavoratori la prospettiva di un pratica  sindacale radicalmente diversa.

Delegati FIOM Piaggio e Continental

Delegat@ per il NO: l’assemblea di Firenze.

Martedì 6 dicembre a Firenze si è svolta l’assemblea dei delegat@ metalmeccanici per il NO all’ipotesi di accordo per il rinnovo del ccnl firmata da FIM FIOM UILM.

Erano tanti anni che non si teneva una assemblea che coinvolgeva i delegati e le delegate dell’opposizione in questa categoria della CGIL. E’ stata una assemblea bella e molto partecipata. Erano presenti una settantina di compagni e compagne, RSU di fabbriche importanti, dove i settori critici e di opposizione in FIOM hanno sempre avuto ampio consenso e radicamento. Soltanto per citare le più grandi: Gkn, Same, Piaggio, Fincantieri, Motovario, Marcegaglia, Continental, Thyssenkrupp, Perini. Erano anche presenti compagni e compagne di Trieste, Parma e Pisa. Hanno partecipato e portato il loro contributo anche delegati del settore pubblico e della sanità, oltre che i Clash City Workers.
E’ stata una discussione importante e propositiva. A partire dal contratto nazionale e dall’impegno da tutti condiviso di portare avanti la campagna per il NO nella consultazione del 19.20.21 dicembre, si sono messe le basi per una prospettiva più lunga. L’intenzione è di avviare un confronto tra i delegati e le delegate, che vada oltre questa scadenza per affrontare il tema di come continuare l’attività rivendicativa e conflittuale, all’interno dei posti di lavoro (in rapporto alle condizioni e ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici) e all’interno dell’organizzazione.
Il clima di tutti gli interventi è stato molto determinato. Tutti condividono che non è il momento di deprimersi né tanto meno di tirarsi indietro. Sosterremo il NO alla consultazione, spiegando nelle fabbriche la nostra valutazione di merito sull’accordo. Sappiamo che sarà  difficile. A partire dal fatto che il NO non avrà agibilità in tutte le assemblee, che nei tempi ristrettissimi che le tre organizzazioni si sono imposte ci sarà pochissimo tempo per fare le assemblee e che molte delle fabbriche nel periodo in cui si voterà saranno già chiuse. Tanti lavoratori e lavoratrici voteranno senza aver sentito tutti i punti di vista, tanti senza aver fatto l’assemblea. Tanti, come in Piaggio che sarà già chiusa, rischiano di non votare proprio. Queste considerazioni sono gravi, ma non ci demoralizzano. Faremo in queste settimane quanto possibile per informare i lavoratori e le lavoratrici.
Non abbiamo l’ambizione di vincere anche questo referendum. Ma faremo quanto più possibile affinché i lavoratori votino nel modo più consapevole possibile. Nelle fabbriche dove si è presenti e si ha significativi rapporti di forza si punta in modo deciso a far prevalere il NO, affinché arrivi un messaggio forte e chiaro a FIM FIOM UILM che hanno firmato l’accordo, ma anche alle rispettive proprietà, affinché sappiano da subito che non si ha intenzione di accettare un brutto accordo e si proverà a contrastarlo anche dal punto di vista sindacale e contrattuale.
Per questo, l’assemblea si è chiusa con l’impegno a riconvocarsi entro i primissimi mesi dell’anno, per valutare l’esito della consultazione, porre le basi di una prospettiva contrattuale e sindacale di resistenza e proseguire il confronto per creare una rete più salda possibile tra i delegati e le delegate.
Il sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil sostiene e condivide tutto il percorso. Nel corso dell’assemblea abbiamo distribuito materiale informativo sull’ipotesi del Ccnl, preparato come Area, da distribuire e volantinare quanto più possibile. La nostra posizione, in questa nuova battaglia, continua coerentemente nella direzione che da anni stiamo portando avanti, cercando di sviluppare e radicare tra i lavoratori e le lavoratrici, dentro la CGIL, una linea ed un’impostazione sindacale alternativa a quella della maggioranza.
Ora al lavoro ed all’impegno, per far prevalere dovunque possibile il No a questo pessimo accordo.

sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil in FIOM


Contratto: le previsione degli aumenti salariali




Fim, Fiom e Uilm ritengono utile un approfondimento della parte economica dell'ipotesi di accordo per il Ccnl sottoscritta il 26 novembre 2016, quale strumento di supporto all'informazione e alle assemblee dei lavoratori.

Previsione di incremento dei minimi:
• retribuzione presa a riferimento = € 1.774,89 (minimo tabellare al 5° livello)
• previsione – con attuali previsioni Ipca (Comunicato Istat del 30 maggio 2016) – degli incrementi a regime

L’attuale previsione degli incrementi economici percentuali, una volta verificata a consuntivo, va applicata sui minimi contrattuali di ogni livello a partire da quelli attualmente in vigore.
A maggio di ciascun anno di vigenza contrattuale (2017-2019) si conoscerà il valore effettivo degli aumenti per ogni singolo livello, sulla base della comunicazione ufficiale dei dati da parte dell'Istat.
Eventuali scostamenti dell’indice Istat potranno determinare incrementi dei minimi contrattuali maggiori o minori.
Il meccanismo prevede modeste differenze per i livelli di inquadramento: circa € 5 in meno per il 3°livello e quasi € 4 in più per il 5° livello super.
Sono circolati sulla stampa dati leggermente differenti, poiché le Controparti hanno utilizzato un conteggio «medio», in quanto sono interessate a evidenziare qual è il costo“medio” per le imprese.
Per loro il «metalmeccanico medio» si colloca tra il 5° e il 5° livello super e di conseguenza l’incremento medio viene leggermente superiore ai € 50.
Resta il fatto che solo a maggio di ciascun anno del prossimo periodo di vigenza contrattuale (2017-2019) si conoscerà il valore effettivo degli aumenti, poiché il  meccanismo introdotto prevede la tutela dei salari a consuntivo dall’inflazione.
Minimo tabellare in vigore attualmente previsto Incremento previsto dal successivo mese di giugno
Maggio 2017 € 1.774,89 € 8,87 (previsione Ipca 2016 = 0,5%)
Maggio 2018 € 1.783,76 € 17,84 (previsione Ipca 2017 = 1%)
Maggio 2019 € 1.801,60 € 21,62 (previsione Ipca 2018 = 1,2%)
Totale € 48,33
A quanto sopra si devono aggiungere altri elementi economici del Ccnl:
PREVIDENZA COMPLEMENTARE - COMETA
€ 7,10 di incremento medio del contributo a carico dell’azienda al 2% del minimo tabellare da versare a Cometa dal giugno 2017, l’incremento sarà anche superiore per i lavoratori che versano meno dell’1,6%.
È vero che questo incremento interessa solo il 40% della categoria poichè sono iscritti a Cometa circa 400mila lavoratori, ma questa è anche una buona ragione per iscriversi, si tratta di circa € 36 al mese complessivi che l’azienda deve versare per ciascun dipendente.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA - METASALUTE
€ 156 di versamento annuo (€ 12 al mese se rapportato a 13 mensilità) per il fondo di assistenza sanitaria métaSalute che integra le prestazioni del servizio sanitario nazionale offrendo tutele ai dipendenti e ai loro familiari e conviventi a carico.

«UNA TANTUM»
€ 80 a marzo 2017 sottoposta a contribuzione previdenziale per imprese e dipendenti e a tassazione ordinaria per i dipendenti.

WELFARE CONTRATTUALE – FLEXIBLE BENEFIT
€ 200 annue a regime (sono complessivamente € 450 nel triennio di cui € 100 nel 2017, € 150 nel 2018 e € 200 nel 2019) non sottoposti a contribuzione previdenziale per imprese e dipendenti e non sottoposti a tassazione.
Gli importi di una tantum e welfare costituiscono complessivamente ulteriori € 13,59 di retribuzione mensile equivalente.

CONTRIBUTO PER LA FORMAZIONE
Infine a partire da gennaio 2017 le aziende coinvolgeranno i lavoratori in forza a tempo indeterminato in percorsi di formazione continua della durata di 24 ore a carico delle aziende nel triennio di vigenza contrattuale. In ogni caso da gennaio 2019 i lavoratori non coinvolti in percorsi di formazione nei precedenti 2 anni, hanno diritto contrattuale a 16 ore di formazione retribuite per partecipare a corsi di formazioni scelti autonomamente e le aziende sosterranno i costi della formazione fino a un importo massimo di € 300 (€ 7,69 di retribuzione media mensile equivalente).

FACCIAMO QUINDI UN PO’ DI CONTI
Aumento salariale attualmente previsto 48,33 + Cometa 7,10 + Metasalute 12 + Una Tantum e Welfare contrattuale 13,59 + Contributo per formazione 7,69 = € 88,71 al 5° livello.
Questa cifra equivale a € 92 circa, considerando il valore medio della nostra categoria come sopra indicato.
A questi importi vanno poi aggiunti i valori della retribuzione equivalente relativa al diritto contrattuale a 16/24 ore di formazione nel triennio a carico dell'azienda, previste dall'ipotesi di accordo.
È un impegno aggiuntivo per le imprese, fondamentale per rafforzare la formazione e le competenze del lavoratore, con un valore anche economico che accresce ulteriormente i benefici economici complessivi del contratto.
Fim, Fiom, Uilm nazionali






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