Il no ha tenuto testa alla grande, in considerazione del fatto, che aveva contro tutti i vertici sindacali dal provinciale al nazionale (salvo alcune eccezioni) e tutti i partiti dello schieramento parlamentare, a dimostrazione del fatto che all'interno di chi si riconosce in Piaggio con quella parte della Fiom (la maggioranza della RSU), nonostante tutte le strutture di potere, sindacale, politico e mediatico, ha maturato la coscienza di una forza di base che rifiuta in modo netto e categorico di prostrarsi al volere di chi comanda e pensa soltanto attraverso lo sfruttamento e la speculazione, all'accumulo di sempre più profitto e anche una capacità di autonomia critica da posizioni interne anche alla Fiom stessa, posizioni di mero autoreferenzialismo. Ci tengo aprecisare che questo no, per usare un gioco di parole è ricco di un significato propositivo e quindi è un no che equivale a tanti "si".
Si ad un'alternativa che si riconosce alla ripresa di un vero conflitto, rifiutando in primis il licenziamento (in questo caso 400 posti di lavoro).
Si all'ingresso di PTV da subito e non forse dal 2012.
Si alla trasformazione di CT in PTV.
Si alla revisione dei tempi di lavoro, che lo rendano più umano.
Si all' abolizione della legge sulla somministrazione del lavoro, ma soprattutto Si ad un cambio rispetto al "Modello Di Sviluppo", che vede il mercato, con l'assoggettazione a regole volte a favorire esclusivamente il profitto delle imprese, il motore trainante di tutto l'apparato lavorativo e che metta veramente al centro del suo interesse il lavoro inteso come prerequisito indispensabile di ogni cittadino a cui deve essere garantito il diritto ad un futuro attraverso appunto la creazione di nuovi posti di lavoro che solo un vero cambiamento di rotta può garantire.
Per questo è stato giusto votare no e con questa negazione abbiamo voluto affermare la nostra volontà di lotta e consci di questo buon risultato dobbiamo essere sempre più convinti ad andare avanti per questa strada che è la sola che può garantirci la realizzazione di una vera lotta sindacale, che punti ad un miglioramento effettivo delle condizioni di vita per chi un lavoro ce l'ha già e per chi non ce l'ha ancora.
[Operaio Piaggio della 2R]
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