domenica 22 marzo 2015

Che cosa ci dicono le assemblee e gli scioperi di Melfi

Alla FIAT di Melfi i sindacati ammessi al tavolo di Marchionne hanno firmato un accordo aziendale che stabilisce l’orario di lavoro su 20 turni settimanali, cioè la turnazione a ciclo continuo con esclusione della sola domenica mattina.Un accordo che ha ricevuto e riceverà il sostegno generale di istituzioni, forze politiche e mezzi di informazione. 

Ma già nelle assemblee, tenute per pura informazione, i lavoratori hanno contestato duramente i contenuti dell’accordo e i rappresentanti sindacali che l’hanno firmato. Date le condizioni molto difficili presenti in FIAT, questa prima reazione è stato un chiaro segnale di resistenza, che è andato ben al di là delle previsioni di FIAT e sindacati e ha aperto una situazione nuova nella fabbrica di Melfi. 

Una reazione certo istintiva, di difesa da uno sfruttamento insensato, ma che si sta trasformando in una spinta a scioperi in grado di contrastare l’applicazione dell’accordo. Ancora una volta, per gli operai di una grande fabbrica, si pone l’alternativa tra subire, aspettando aiuti e soluzioni che non verranno, o invece prendere in mano una iniziativa di lotta che ha tutte le possibilità di riuscire, tanto più in un momento di forti necessità produttive.

L’esperienza degli ultimi anni, a Melfi come in tanti altri luoghi di lavoro, dice che gli operai di Melfi dovranno fare i conti, sul piano locale, con l’isolamento sindacale, politico e sociale. Ma l’obiettivo di impedire l’applicazione di un accordo odioso, che tratta i lavoratori come schiavi, è comune all’intera classe lavoratrice, che si trova tutta di fronte ad attacchi diversi ma tutti nella stessa direzione.Solo questa consapevolezza, e il sostegno che potrà venire dall’insieme dei lavoratori, potrà vincere l’isolamento e fornire la determinazione che sarà necessaria. 

La lotta dei lavoratori di Melfi deve perciò trovare la solidarietà e il sostegno dell’intera classe lavoratrice. Come prima cosa, compito dei gruppi di lavoratori e delegati attivi nelle diverse realtà di fabbrica è di contrastare la disinformazione nelle fabbriche e sui territori, organizzare assemblee pubbliche e scioperi di appoggio e solidarietà. 

Un insieme di rapporti e iniziative che significano una pratica e un modello di azione sindacale ben diverso da quello che negli ultimi anni ha lasciato, quasi senza combattere, i lavoratori alla mercé dell’attacco padronale.  

Delegati FIOM e lavoratori Piaggio e Continental

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