Ciao, sono un operaio della Ferrari di Maranello, ex iscritto alla Fiom ma ancora in lotta contro il sistema Fiat.
Vorrei porvi una domanda: ma la Fiom ha smesso di lottare??
Non si fanno piu' scioperi, non si parla piu' di articolo 18 né di come i lavoratori della Fiat siano sempre sotto ricatto con questo nuovo sindacato Uilm Fismic ecc… , cioè sindacato dei padroni.
La domanda è: ma Landini si fa comandare dalla signora Camusso? a questo PD moderato bisogna tirare fuori le palle e staccarsi da questa CGIL e soprattutto dal PD! Sono la rovina della Fiom, lo capite?? Aspetto una vostra risposta confortante.
Grazie, un operaio stufo di vedere gente che fanno i caporali non votati da me né da altri, e con voglia democratica di decidere il proprio sindacato.
Giuseppe
Risponde la Redazione del Manifestino
E’ vero che l’offensiva padronale è diventata negli ultimi anni pressante e brutale, da Marchionne alla rapina delle pensioni e all’attacco all’art.18. Ma la resistenza degli operai di Pomigliano e di Mirafiori e il grande movimento degli scioperi dello scorso Marzo hanno dimostrato che gli operai hanno la forza per respingere quest’offensiva e anzi ricominciare a imporre le proprie rivendicazioni su tutte le questioni della condizione lavorativa.
Hanno anche dimostrato che lo si può fare solo contando sulle proprie forze, che in tante fabbriche ci sono delegati che hanno la fiducia del lavoratori e che sono in grado di ragionare e muoversi su una difesa di classe, anche in assenza di strategie adeguate sul piano nazionale.
Anche noi pensiamo che queste strategie mancano perché le forze politiche che da molto tempo influenzano e controllano il movimento sindacale hanno, sempre di più negli ultimi anni, obiettivi e interessi lontanissimi da quelli dei lavoratori, e la loro “direzione” non ha altro effetto che il blocco delle iniziative operaie.
E’ una situazione che non può durare ancora a lungo, perché proprio l’azione e le lotte di questi mesi rappresentano la possibilità per i lavoratori di rompere questo blocco, determinare gli obiettivi delle lotte e prendere nelle proprie mani la direzione dell’intero movimento sindacale. Ed è solo in questo modo che si può riconquistare anche la democrazia nelle fabbriche e nel sindacato.
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