Nel decreto “liberalizzazioni” c'è anche la fine del CCNL dei ferrovieri. Il 27 gennaio sciopero dell'ORSA
Capita spesso che le cose non dette siano le più importanti, se non
le più pericolose. È il caso del cosiddetto decreto “Cresci Italia” del
governo Monti. Mentre infuria la polemica sulle liberalizzazioni e si dà
ampio spazio alla protesta dei tassisti, alcune norme rischiano di
passare nel silenzio.
Il governo ha infatti previsto lo smantellamento del contratto
collettivo nazionale dei ferrovieri. Si prefigura così un sistema
caratterizzato dalla frammentazione, da norme disomogenee e da
condizioni salariali differenti da azienda ad azienda.A gioirne
sicuramente gli imprenditori, in particolare Montezemolo e Della Valle
che, in qualità di proprietari della NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori
S.P.A.), nei mesi scorsi avevano espresso tutto il loro disappunto per
le “rigidità” di un settore che non permetteva di fare concorrenza.
Naturalmente questa sorta di parola magica la si utilizza per invocare
la possibilità di aumentare il tasso di sfruttamento dei lavoratori così
da riuscire ad alzare il tasso di profitto.Al contrario, i
lavoratori e le lavoratrici del comparto ferroviario hanno mostrato fin
da subito tutta la loro preoccupazione per le novità in arrivo. L'ORSA,
sindacato di categoria, ha già indetto uno sciopero di tutto il
personale addetto alla circolazione dei treni dalle ore 21:00 del 26
gennaio alle 21:00 del 27 gennaio per protestare contro l'obiettivo del
governo di “rendere facoltativo l’obbligo dell’applicazione del
Contratto Collettivo Nazionale di riferimento, [...] di cancellare i
CCNL prevedendo solo la Contrattazione Aziendale, con la chiara
intenzione di abbattere le tutele normative ed economiche”.
Per saperne di più:
Comunicato ORSA
fonte:http://clashcityworkers.org/index.php?option=com_content&view=article&id=304:nel-decreto-liberalizzazioni-ce-anche-la-fine-del-ccnl-dei-ferrovieri-il-27-gennaio-sciopero-dellorsa&catid=49:rassegna-stampa&Itemid=91
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