Le misure proposte e quelle adottate dal Governo Monti, a qualche tempo
dalla repentina nomina e dal relativo saluto al berlusconismo, mostrano
il vero volto, tutto politico dell'attuale compagine governativa. A
questo giro di boa il problema non è semplicemente la caratteristica
"lacrime&sangue" dei decreti bocconiani, bensì il progetto di
rinnovamento e di ristrutturazione del modello sociale diffuso finora in
Italia. Gli organi politici ed economici della borghesia europea ed
italiana, guardano con attenzione al processo, già sfregandosi le mani.
Ci
siamo accorti, per via dei cambiamenti nella vita quotidiana, che da
qualche anno paghiamo già, e di questo passo continueremo, una crisi,
che di certo non abbiamo prodotto.
Come? Attraverso una compressione salariale e una cancellazione di tanti diritti sul lavoro, conquistati in anni di lotte.
Mediante un ripensamento (cioè un peggioramento se non un cancellazione) dei servizi pubblici.
Ci
peggiorano le condizioni per andare in pensione, tagliano gli stipendi,
attaccano gli ammortizzatori sociali esistenti proponendo modelli da
flex-security (che di security hanno davvero poco...), riformano la
scuola e l'università, liberalizzano, ulteriormente, enti e aziende che
erogavano servizi pubblici (le asl per dirne una).
Il quadro non è dei migliori.
Ribadendo
che l'attuale governo è stato chiamato per realizzare quanto gli anni
di berlusconismo alternati a quelli di vari centro-sinistra non sono
riusciti a fare, dobbiamo dire (e dirci), chiaramente, che non è il
momento per avvilirsi o darsi per vinti. La scelta di indire uno
sciopero generale è da appoggiare e le manifestazioni del prossimo
venerdì da sostenere. Il tutto nell'ottica di (ri-)costruire
un'opposizione sociale quanto più larga possibile in questo paese.
Cominciamo dai luoghi in cui sono aperti spazi di conflitto, cercando di
generalizzarlo. Allarghiamo la protesta a tutt* coloro che hanno il
pavimento che si sgretola sotto i piedi e hanno difficoltà ad
intravedere un futuro roseo.
Il tutto in nome di un modello di sviluppo economico e di società che si fonda sullo sfruttamento e sull'ineguaglianza sociale.
C'è
la crisi, scegliamo da che parte stare, opponiamoci e, come hanno
scritto e gridato ai quattro angoli di questo pianeta, mangiamocelo
davvero 'sto padrone: eat the rich!
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