Buongiorno a tutti.
Oggi pubblichiamo il racconto di un’operaia Piaggio, che il 12 scorso ha partecipato ad una manifestazione indetta dai sindacati a Pisa. Ci ha chiesto di rimanere anonima perche’ non vuole rischiare ritorsioni nel suo ambiente di lavoro, e noi esaudiamo il suo desiderio, anche perche’ in ogni caso non c’e’ nulla di penalmente o civilmente rilevante nel suo resoconto: solo l’esposizione dei fatti come lei li ha vissuti.
“Sono un’operaia Piaggio. Lunedi 12 ho aderito allo sciopero dei metalmeccanici indetto dalla Fiom. Siamo partiti dalla stazione di Pontedera alle 9 per essere a Pisa alle 9,30. Eravamo circa una sessantina tra dipendenti Piaggio, qualche studente e pochi Cobas. Alla stazione la prima sorpresa: 6 Cellulari della polizia carichi di poliziotti . Sicuramente aspettavano molte più persone, ma il tempo e la cassa integrazione ha fatto si che molti operai rimanessero a letto. La polizia ci ha scortato “amorevolmente” fino a piazza garibaldi. Abbiamo deciso di andare verso la prefettura dove si teneva il comizio della Cgil, Cisl e Uilm (in sciopero unitario di 3 ore) contro la manovra Monti e la polizia ci ha subito bloccati impedendoci di passare sul marciapiede lungo i lungarni. A nulla è valso cercare di forzare il cordone. hanno telefonato anche al segretario provinciale della Cgil per capire se ci dovevano lasciar passare ma questo ha detto che non dovevamo arrivare alla prefettura. A questo punto l’abbiamo presa larga e passando tra i vicoli siamo arrivati nella piazza ma la polizia ci ha accerchiato in tenuta antisommossa impedendoci di andare avanti a suon di strattoni. Sapevamo di non godere molta simpatia da parte della Cisl e della Uil, ma che anche la Cgil non volesse i suoi tesserati questo è il massimo. Volevamo portare la nostra voce in piazza. La voce degli operai che sono stanchi di pagare fino all’ultima goccia di sangue il disastro che questi governanti ci hanno accollato, la voce di chi è stanco di vedersi togliere tutti i dititti(come è successo in Fiat) e vedersi trasformare in uno schiavo. Ma nella piazza dove c’erano i VIP del sindacato, non c’era posto per accogliere la nostra voce e con la prepotenza e l’aiuto della polizia ci hanno isolato. Ci definiscano pure DISSIDENTI, noi andiamo avanti!”
fonte:http://www.valdera5stelle.it

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