FIAT: lavoratori Termini Imerese in corteo a Roma per chiedere certezze

CGIL, CISL e UIL e i sindacati di categoria dei metalmeccanici chiedono al Parlamento un coinvolgimento diretto della politica a favore dei lavoratori di Termini Imerese. CGIL, situazione industriale in Italia è sempre più drammatica. La FIAT e il Governo si assumano le proprie responsabilità 

Giornata di mobilitazione per i lavoratori FIAT di Termini Imerese. Lo stabilimento siciliano è destinato a chiudere entro dicembre prossimo, mentre il piano per il suo rilancio, messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico, procede a rilento. In occasione del Tavolo al ministero previsto per oggi alle 15 i lavoratori hanno organizzato una manifestazione a Roma che, partita alle 9.30 da Piazza SS. Apostoli è giunta nel primo pomeriggio davanti al MISE. Sono centinaia i manifestanti che nelle prime ore di questa mattina sono giunti a Roma per chiedere credibilità del piano industriale, certezze delle procedure e garanzie per tutti i lavoratori dello stabilimento e dell’indotto. “Auspichiamo che all'incontro di oggi pomeriggio il ministro si presenti con proposte concrete e convincenti che diano una prospettiva allo stabilimento di Termini Imerese” ha affermato Vincenzo Scudiere, Segretario Confederale della CGIL, a poche ore dall'incontro sul futuro dello stabilimento FIAT. “Ci attendiamo soluzioni concrete – ha spiega Scudiere – per l'occupazione e per lo sviluppo futuro di Termini Imerese”. Ma, ha avvertito il dirigente sindacale “in assenza di proposte e soluzioni credibili da parte del governo, spetterà alla FIAT mantenere comunque le sue responsabilità anche oltre le scadenze annunciate”. Proprio ieri, i sindacati confederali CGIL, CISL, UIL e i sindacati di categoria dei metalmeccanici, FIOM, FIM e UILM hanno inviato una lettera ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato chiedendo un coinvolgimento diretto della politica a favore dei lavoratori di Termini Imerese. “Gentili Onorevoli, la situazione della FIAT di Termini Imerese è a tutti nota e tutti sanno il grosso rischio che si corre se entro fine anno non si trovano soluzioni adeguate per il rilancio del sito industriale al fine di garantire l'occupazione”, è scritto nella lettera che annuncia la grande mobilitazione di oggi. “Vi chiediamo di portare un Vostro contributo utile – concludono i sindacati - non solo a dimostrare la sensibilità verso il problema ma anche per ascoltare le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici”. A reclamare l'assunzione di responsabilità da parte del Gruppo FIAT, anche Maurizio Landini, Segretario Generale della FIOM CGIL, che dal presidio in Piazza Montecitorio ha affermato “la FIAT deve assumersi le proprie responsabilità, non può chiudere a prescindere da quello che succede” senza assicurare una continuità occupazionale a tutto il sito di Termini Imerese, compreso l'indotto. Così come, il Governo, ha proseguito Landini “deve fare la sua parte” poiché “con le offerte sul tavolo non c'è l'assicurazione di poter reintegrare tutti i 2.200 lavoratori. Per questo – ha concluso il leader della FIOM CGIL - siamo qui e continueremo la nostra iniziativa”. 

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