Care compagne e cari compagni,
alla Fiat Sata di Melfi, sulla base delle analisi effettuate con ErgoUas, l’azienda ha richiesto un aumento consistente del numero di automobili da produrre in un turno di lavoro ( in alcuni reparti si parla di 50 auto in più).Si precisa che un aumento della produzione comporta anche un aumento della velocità dei ritmi di lavoro, con conseguente aumento anche del fattore di rischio principale per le patologie muscolo-
scheletriche agli arti superiori; la frequenza di azioni al minuto che un lavoratore deve effettuare.In questi casi la legge prevede l’obbligo, per il datore di lavoro, di aggiornare la valutazione dei rischi per verificare se la variazione dei ritmi produttivi provocano un aumento del livello di rischio.Gli Rls hanno chiesto all’azienda copia degli aggiornamenti delle valutazioni dei rischi, ma la Fiat ha consegnato delle Valutazioni effettuate nel 2010 , periodo antecedente alla modifica dei parametri produttivi in oggetto.La Fiat Sata, quindi, non ha ottemperato in modo adeguato agli obblighi di legge previsti per la Valutazione dei rischi; questi obblighi, infatti, specificano che la valutazione dei rischi deve essere una foto attuale delle modalità concrete di lavoro.Vogliamo ricordare, inoltre, che il sistema ErgoUas, utilizzato da Fiat per definire i tempi di un ciclo di lavoro, negli ultimi mesi è stato oggetto di un’attenta analisi da parte di esperti ergonomi e della Snop ( associazione degli organi di vigilanza per la salute e la sicurezza del lavoro).Gli esiti di questa analisi, discussi anche in un convegno a Pisa (il 20 maggio) sono stati i seguenti:la parte ergonomica di ErgoUas non soddisfa i requisiti previsti, sia dal punto legislativo –normativo che scientifico - metodologico, per una metodologia per la valutazione dei rischi; da questi risultati si deduce anche che ErgoUas non è una metodologia adeguata nemmeno per definire i tempi di una fase di lavoro.Chiediamo alla Fiat Sata, quindi, di rispettare gli obblighi previsti dalla legislazione in materia di salute e sicurezza del lavoro e ricordiamo anche che, alla Sata di Melfi, circa il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori sono affetti da patologie muscolo-scheletriche causate da ritmi di lavoro già elevati.Precisiamo, inoltre, che in caso di modifiche dei parametri produttivi, l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi è obbligatorio in tutte le aziende.
Ufficio SAS M. Marcelli
fonte:http://www.fiom.cgil.it/
Commenti