Dopo mesi di rinvii oggi il presidente di Piaggio dovrebbe illustrare il nuovo piano industriale per la fabbrica pontederese
E venne finalmente il giorno dell'incontro. Dopo rinvii e slittamenti di mesi si svolgerà oggi l'atteso incontro tra il presidente della Piaggio, Roberto Colaninno e le organizzazioni sindacali sul futuro delle fabbriche delle due ruote, visto che in questa occasione lo stesso Colaninno dovrebbe finalmente presentare il piano industriale per lo stabilimento pontederese.
Occorrerà quindi vedere quale sarà il punto di equilibrio e se vi saranno, tra le strategie di investimento che la Piaggio sta conducendo in Asia con un'attenzione ora anche verso la Cina e il Brasile, le possibile linee di sviluppo per quanto riguarda la produzione a Pontedera. Colaninno arriva a questo incontro dopo l'accordo siglato nelle scorse settimane sulla mobilità volontaria per 400 dipendenti, di cui 300 operai e 100 impiegati, un'intesa che non ha mancato di lasciare strascichi soprattutto all'interno della Fiom.
La vera partita in gioco nel piano industriale riguarda il futuro delle Meccaniche, il cuore produttivo della fabbrica e su questo i lavoratori attendono risposte chiare. E risposte le aspettano anche le decine di aziende dell'indotto che da mesi si trovano in grave sofferenza.
Intanto però all'interno della fabbrica di Pontedera il clima tra i lavoratori è caldo e continua da settimane la protesta portata avanti dalla RSU-Fiom contro l'aumento dei ritmi di lavoro lungo le linee. Nella giornata di venerdì scorso proprio per questo alla 2R come alle Meccaniche, i lavoratori hanno incrociato le braccia: "Lavorare in questo modo diventa pesantissimo - spiegano dalla RSU-Fiom, ma l'alta adesione allo sciopero, anche di molti lavoratori precari, dimostra come i lavoratori siano determinati a non subire più queste condizioni".
"La Piaggio oltretutto, continua ad essere inadempiente nel valutare il rischio per la salute - spiegano dal sindacato - e propone ai sindacati solo palliativi a costo zero e non serie soluzioni. L'aumento delle malattie professionali degli ultimi anni, ne è la più grave conseguenza. Di questi aspetti è informata anche la ASL".
"La Piaggio dopo aver ottenuto la procedura di mobilità getta la maschera - concludono dalla RSU-Fiom - e chiede più lavoro per chi rimane. Per questi motivi sarà necessario continuare il conflitto fino a quando la Piaggio non riconoscerà un ruolo effettivo del sindacato in fabbrica e non saranno stabilite condizioni di lavoro migliori".
fonte:http://www.pisanotizie.it
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