Colaninno spiega il piano Piaggio ai sindacati. In Italia investimenti per 300 milioni

Davanti alle segreterie nazionali rinnovato l'impegno per rinnovare i modelli. In Valdera sarà costruito il centro mondiale ricambi e quello di ricerca

Oltre 600 milioni di euro saranno investiti nel Gruppo Piaggio di cui la metà per gli stabilimenti italiani. E' quanto ha spiegato il presidente Roberto Colaninno nell'incontro avuto oggi a Pontedera con le segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Uilm, Uil, Fim-Cisl e Uglm. Il confronto ha riguardato il piano quinquennale che dal 2012 vedrà Piaggio, Aprilia e Moto Guzzi rinnovare gradatamente la gamma dei veicoli, con una forte spinta per i motori ibridi e gli elettrici, ma anche, tra gli altri, per un motore 3 valvole utile per vari modelli e che sarà prodotto in 65 mila esemplari all'anno, di cui una buona parte a Pontedera.
Interventi di rifacimento saranno compiuti allo stabilimento Moto Guzzi di Mandello del Lario, a Pontedera sarà costruito il centro mondiale ricambi e il centro ricerca per le due, tre e quattro ruote. In Aprila, a detta del presidente, non la fase di ristrutturazione del personale non è ancora finita, mentre durante l'incontro è stata ribadita da Colaninno l'intenzione di non delocalizzare più, "perché non più vantaggioso" ed é stato evidenziato come "il mercato italiano e quello europeo delle due ruote sia in forte difficoltà, con conseguenze negative anche per Piaggio che resta molto forte sugli altri mercati mondiali".
Giudizio positivo da parte di Bruno Vitali, segretario nazionale di Fim-Cisl: "Piaggio è in salute e ha programmi espansivi e di stabilizzazione dei livelli occupazionali. Non ha più intenzione di delocalizzare e questo è senza dubbio un aspetto molto importante per un'azienda ormai divenuta globale". Guardinga Francesca Re David della segretaria nazionale Fiom-Cgil e il segretario nazionale di Uilm-Uil Eros Panicali.
"Aspettiamo di entrare più nel merito del piano quinquennale - ha detto la prima - perché per adesso Colaninno è stato molto vago. Non accetteremo altre vertenze per riduzione di organico nei tre stabilimenti del gruppo". Panicali ha sottolineato che "l'incontro era stato chiesto da tempo, ma per adesso mancano le cifre degli investimenti e dei livelli occupazionali di quello che per adesso è più un percorso che non un vero e proprio piano industriale".

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