«Nuovo contratto Fiat ovunque». Operai preoccupati

Marchionne-report
I sindacati hanno seguito con preoccupazione la puntata di Report, su Rai3 domenica sera, dedicata ai rapporti Fiat-Chrysler e al futuro del gruppo con una intervista a Sergio Marchionne. Trasmissione di grande impatto: l'intervistatrice Giovanna Boursier ha fatto esclusivamente il suo lavoro di giornalista senza se e senza ma, Marchionne ha risposto con franchezza a tutte le domande. A corredo molte voci importanti fra cui l'ex amministratore delegato Cesare Romiti e i banchieri Matteo Arpe e Alessandro Profumo.L'amministratore delegato del gruppo ha ribadito che vuole applicare il nuovo contratto anche nelle fabbriche della Bertone, di Cassino e di Melfi. «Perché dovrei fare un complimento, cosa ha fatto di buono? Non commento le carenze affettive», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, riferendosi alle parole di Marchionne in cui ha chiesto «riconoscimento» verso l'azienda riuscita a sopravvivere da sola alla crisi finanziaria. Dal punto di vista industriale, ha aggiunto Camusso, «non mi pare ci sia nulla di nuovo, siamo in una situazione di stallo, vediamo come evolve. Resta il tema, sono sempre dichiarazioni di rinvio rispetto al fatto che il piano industriale continuiamo a non conoscerlo».«Più che buoni consigli da tifosi vorrei vedere buone azioni nell'interesse dei lavoratori», ha commentato il responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo. «Non credo che i lavoratori abbiano una responsabilità sugli investimenti, non lo credevo né per Pomigliano né per Mirafiori e tanto meno lo credo per la ex Bertone che la Fiat ha voluto a crisi già iniziata». Da Cassino, Arcangelo Compagnone, segretario provinciale della Fiom Frosinone, dice che «a fronte di richieste che cancellano alcuni diritti e incrementano lo sfruttamento dei lavoratori, la Fiat non prende impegni. Non c'è neanche un piano industriale che indichi i tempi degli investimenti. L'accordo proposto per Mirafiori, non lo sottoscriveremo neanche per Cassino dove si rischia di incrementare lo sfruttamento dei lavoratori». Francesco Giangrande, segretario provinciale delle Uilm Frosinone, dice di attendere notizie dalla Fiat, «al momento la produzione dello stabilimento cassinate è in fase di stallo. La linea dove prima si produceva la Croma adesso è ferma. Due dei tre modelli, stentano sul mercato, anzi, le vendite della Bravo sono prossime allo zero. L'unico modello che va bene è la Giulietta ma su questa produzione c'è un assurdo blocco dettato, a quanto pare, dai limiti dell'indotto».

[Articolo su il manifesto 29 marzo 2011]


La Fiat è la più grande impresa italiana. Negli ultimi anni è passata dall'anticamera del fallimento alla scalata di Chrysler. Con l’alleanza e i dollari di Obama e i nuovi contratti applicati nelle fabbriche italiane, l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha gettato i presupposti per uno scenario nuovo, dagli esiti imprevedibili. Il tema del lavoro e della tutela dei lavoratori, con i referendum di Torino e Pomigliano, sono tornati al centro dell’attenzione del paese. Dopo che Fiat aveva chiesto nuovi contratti per aumentare produttività e quindi occupazione, Marchionne ha dichiarato: se il cuore della Fiat resta in Italia, la testa potrebbe andare altrove. A partire dall'accordo con Chrysler, Report cerca di raccontare qual è il piano strategico di Fabbrica Italia e come è possibile realizzarlo, in particolare alla luce dell'alleanza internazionale e dello scorporo in due gruppi della vecchia Fiat. Cambiano le condizioni dei lavoratori, cambia il peso della famiglia Agnelli dentro l’azienda, e analizzando i passaggi che stanno trasformando il gruppo, si può intuire se le carte verranno date a Torino o a Detroit. La ricostruzione degli anni Marchionne in Fiat, a partire dal “prestito convertendo”, con tanti protagonisti, Da Matteo Arpe ad Alessandro Profumo, Cesare Romiti, sindacalisti, lavoratori, analisti. E poi lungo e inedito contraddittorio con Sergio Marchionne realizzato da Giovanna Boursier al salone dell’auto a Ginevra, dove si chiarisce anche la questione della residenza fiscale e quanto il manager della Fiat effettivamente contribuisce al fisco italiano.
  • Scarica il Pdf della puntata di report del 27 marzo 2011 alle 21.30 di Giovanna Boursier

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