La frase

‎‎“La nostra dignità non è in vendita né oggi né domani:
non abbiamo alcuna intenzione di toglierci il cappello di fronte a Marchionne”.
Maurizio Landini

lunedì 28 febbraio 2011

Lo sciopero va proclamato ora. Basta con gli indugi

L’accordo separato per le lavoratrici e i lavoratori del commercio è un ennesimo colpo durissimo ai diritti, al contratto nazionale, alle libertà delle persone. Con questo accordo, dopo i metalmeccanici e tutti i lavoratori pubblici, anche i milioni dei lavoratori del commercio entrano in un regime di devastazione contrattuale che esclude la Cgil.Oramai la maggioranza dei lavoratori italiani sono senza un contratto nazionale firmato da tutti. A questo punto i contatti unitari non sono la regola, ma l’eccezione minoritaria e la sostanza è quella, invece di un sistema delle imprese che, in pieno accordo con il Governo, punta alla rottura sindacale e alla distruzione del contratto nazionale.La Cgil deve prendere atto della realtà e non bisogna più perdere tempo. Occorre definire subito la data per lo sciopero generale e questa deve essere ravvicinata, anche unificando e accorpando tutte le decisioni di lotta già prese. La Segreteria nazionale deve dunque dare conseguenza al voto del Direttivo e fissare la data per uno sciopero generale che dovrà provare a fermare sul serio tutto il paese.Il deterioramento del quadro democratico, per l’azione sconsiderata del Presidente del Consiglio, reclama anch’esso una risposta immediata. A questo punto ogni ulteriore rinvio sarebbe tanto incomprensibile quanto colpevole. Lo sciopero generale va proclamato ora.

  • Segnaliamo il sito Sciopero generale con il Documento conclusivo dell'assemblea nazionale autoconvocata, l'articolo di "Liberazione" sull'assemblea stessa, prese di posizione a favore di uno sciopero generale, un primo commento all'accordo separato del commercio. 


fonte:http://www.rete28aprile.it

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