Il Cdm approva lo schema di decreto per regolare l'accesso anticipato per chi svolge mansioni faticose. Inclusi gli operai della catena di montaggio e chi fa orario notturno. Cgil: "Finalmente si accorgono che i lavori non sono tutti uguali"
Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi (28 gennaio) lo schema di decreto legislativo, proposto dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, per regolare l'accesso alla pensione anticipata per lavoratori con mansioni particolarmente faticose secondo quanto già definito dalla delega del 2010. Ora il testo, sul quale verranno sentiti i sindacati, sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni e alle commissioni parlamentari.
Secondo lo schema di decreto - riferisce l'agenzia Ansa - avranno diritto a chiedere la pensione anticipata per lavori usuranti quei lavoratori già identificati dal decreto Salvi del 1999 (lavori in galleria, lavori nelle cave, ad alte temperature, lavorazione del vetro, ecc.), i dipendenti che fanno lavoro notturno (almeno 64 notti per chi matura i requisiti dal luglio 2009, 78 per chi li ha maturati tra il 2008 e la prima metà del 2009), gli addetti alla cosiddetta linea catena (la catena di montaggio) e i conducenti di veicoli con capienza non inferiore ai nove posti (conducenti di autobus quindi, pullman turistici ecc.).
La possibilità di andare in pensione in anticipo è concessa a chi ha svolto attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi 10 nel caso di decorrenza entro il 31 dicembre 2017, mentre dal 2018 bastera' aver effettuato lavori faticosi per metà della propria vita lavorativa.
A regime (dal 2013) l'accesso alla pensione sarà permesso con un'età anagrafica di tre anni inferiore a quella prevista (o tre punti in meno se si considera la quota tra età e anni di contribuzione, 94 invece di 97 e un'età anagrafica minima di 58 anni). In via transitoria (tra il 2008 e il 2012) l'anticipo per l'accesso alla pensione varia da uno a tre anni.
"La Cgil attende di conoscere le norme che vengono proposte per dare un giudizio di merito, ma in ogni caso, riteniamo positivo che finalmente il governo prende atto che i lavori non sono tutti uguali, e che intervenga per l'applicazione dell'anticipo per l'andata in pensione per coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi e pesanti". Lo dichiara Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, per la quale il testo è "un atto dovuto che attendiamo da anni, per il quale ci siamo battuti e sul quale si era, con il precedente governo, raggiunto un difficile punto di equilibrio".
"L'interruzione della legislatura - ricorda Lamonica - provocò la caduta di quel provvedimento. Oggi è necessario un vero confronto con le parti sociali per consentire un'applicazione a tutte le fattispecie di lavoratori che hanno diritto, e per impedire che spinte, che vengono da più parti, possano peggiorare il testo precedentemente proposto che aveva già notevoli punti di sofferenza".
Lamonica precisa infine che Cgil, Cisl, Uil hanno unitariamente già inviato al governo "osservazioni e proposte che, se accolte, possono rispondere positivamente ad una platea significativa di lavoratori. Quelle stesse osservazione saranno ora riproposte alle Commissioni parlamentari".
fonte:http://www.rassegna.it
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