10 ore al giorno alla catena. Ecco la nuova Pomigliano



Siglata l'intesa separata anche per lo stabilimento campano

Sergio Marchionne, Ugl, Fim, Uilm, Fismic e l'associazione dei quadri Fiat che brindano alla firma del contratto per la newco che gestirà lo stabilimento di Pomigliano d'Arco: questa l'istantanea dell'accordo siglato nel primo pomeriggio di ieri a Roma, quello che getta definitivamente in discarica il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici. Un successo da esportare a Mirafiori, secondo Rocco Palombella della Uilm, con buon pace di Pierluigi Bersani convinto, qualche mese fa, che infierire solo sullo stabilimento napoletano, al Lingotto sarebbe bastato. Ma quali sono i contenuti? A partire da gennaio i dipendenti (adesso sono circa 4.600) saranno chiamati singolarmente a sottoscrivere il contratto sulla base dell'accordo separato del 15 giugno. Per primi i tecnici e gli impiegati, fedelissimi all'azienda, nella tarda primavera gli operai, che faranno formazione. Sbloccati i 700 milioni di investimento promessi da Fiat, la produzione della nuova Panda dovrebbe andare a regime a fine 2011.
Il 'successo' starebbe in qualche soldo in più e un inquadramento degli operai più simile agli impiegati. In busta paga dovrebbero andare dai 30 fino a 100 euro lordi in più al mese rispetto al contratto del 2009. Per l'inquadramento, sono previsti cinque gruppi che vanno dall'alto verso il basso con fasce intermedie nelle categorie operaie. I lavoratori potranno percepire il Tfr e potranno cominciare di nuovo a maturare 5 scatti di anzianità, mantenendo quanto finora maturato in cifra. Per le relazioni sindacali viene applicato il modello Mirafiori, con l'esclusione dei sindacati non firmatari (Fiom e Cobas). Divieto di sciopero sui contenuti del contratto e durante gli straordinari.
Il testo siglato non l'ha ancora letto Andrea Amendola, segretario provinciale della Fiom di Napoli, ma alla retorica del successo oppone molti dubbi: «Rispetto agli aumenti bisogna essere cauti. C'è il contratto nazionale e ci sono gli accordi interni per ogni singolo stabilimento, sempre più alti rispetto al primo. Quindi quello che è successo non è una novità ma un'ovvietà. È in nome di questo che buttiamo a mare le tutele del contratto nazionale in favore di uno aziendale? Poi bisogna vedere se gli aumenti saranno veri o solo il frutto di accorpamenti di voci in busta paga. Inoltre, una quota di reddito deriva dall'aver rinunciato a una parte delle pause, soldi contro salute». Altro dubbio: dei 4.600 dipendenti impegnati su due linee, adesso che ne resta una, quanti verranno realmente assorbiti? si chiede Amendola. Anche gli sbandierati nuovi inquadramenti non sembrano colpire il sindacalista Fiom: «Il contratto firmato nel 2008 già prevedeva la nuova organizzazione da attuare entro otto anni».
Di nuovo c'è che a Pomigliano Cobas e Fiom non possono entrare: «Abbiamo 500 iscritti, ma i no al referendum di giugno sono stati 1.700, lo scontento è molto alto. Vogliono togliere il diritto di voto ai lavoratori, la possibilità di creare nuove rappresentanze sindacali. Da adesso le Rsu le sceglie l'azienda, in numero pari per ogni sigla firmataria a prescindere dalla sua consistenza numerica. Vedremo se saranno in grado di buttarci fuori». L'azienda potrà scegliere, a sua discrezione, tra tre differenti organizzazioni del lavoro: 18 turni, 15 turni oppure 40 ore settimanali da 10 ore al giorno per 6 giorni con due di riposo, ma al secondo si può essere richiamati per lo straordinario. «Inumano - ribatte Amendola -. A Melfi si è già dimostrata l'insostenibilità dei 18 turni, pure contrattati, fino ad arrivare a 20 giorni di sciopero. Le innovazioni tecnologiche promesse sulla linea sono solo fantasie. La Fiom si opporrà, davanti a noi ci aspettano le vie legali e il conflitto». Se la Fiom annuncia 8 ore di sciopero il 28 gennaio e lo Slai Cobas promette battaglia in fabbrica e nei tribunali, la Uil accusa i metalmeccanici Cgil di essere un movimento politico che non ha a cuore il futuro dei lavoratori, per l'Ugl la manifestazione avrebbe il solo risultato di confondere e dividere, per Fim «quello che ci interessa è dare norme di tutela».

Adriana Pollice

[Articolo su il manifesto del 30/12/2010]

fonte:http://www.ilmanifesto.it/
fonte vignetta:http://metalmeccanico.blogspot.com

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