Dopo l'approvazione della riforma che eleva l'età pensionabile, la casa automobilistica vara un piano capestro.
La riforma delle pensioni, contro la quale c'è stata ancora una giornata di mobilitazione martedì, non ha retto alla prima prova dei fatti. Due settimane dopo la promulgazione della legge che alza a 62 e a 67 anni l'età pensionabile, Renault ha varato un piano di prepensionamenti. La casa automobilistica manda in pensione a 58 anni almeno 3mila persone «volontarie». Le reazioni dei sindacati, che continuano a chiedere di discutere una nuova riforma, non si sono fatte attendere. La scelta di Renault «è la prova che bisogna rivedere la riforma delle pensioni - ha affermato François Chérèque della Cfdt - le grandi imprese non vogliono tenersi i senior». Anche la presidente del Medef (Confindustria francese), Laurence Parisot, ha espresso stupore: «trovo sorprendente che qualche giorno dopo l'adozione di una riforma importante per l'economia del paese e per i lavoratori, venga emesso un segnale contraddittorio da un'impresa che ha tra gli azionisti lo stato».Per far passare la pillola, Renault ha invocato i «lavori usuranti». Era questa una delle richieste dei sindacati: prendere in considerazione la diversa qualità del lavoro, per permettere una maggiore personalizzazione dell'età della pensione. Ma Sarkozy ha fatto una scelta ideologica, imponendo a tutti, qualunque sia stata l'attività, di andare in pensione a 62 anni (e a 67 per avere una pensione a tasso pieno). «Renault si nasconde dietro i lavori usuranti per eliminare i lavoratori senior a partire da 58 anni - ha spiegato Chérèque - ciò mostra che la legge non regola nulla. Vediamo bene che le grandi imprese, in particolare quelle del Cac 40 (le più importanti società quotate in Borsa), non vogliono conservare i senior». Per Bernard Thibault della Cgt, il prepensionamento «è solo uno strumento per sfoltire gli effettivi». In più, con la riforma delle pensioni, i costi di questa scelta verranno pagati da altri lavoratori: «Renault trasferirà sul subappalto la produttività del lavoro e saranno i lavoratori delle piccole imprese a subirne gli effetti, poiché non potranno godere di questi piani di prepensionamento», afferma Chérèque. In più, denunciano i sindacati, non tutti i lavori usuranti vengono presi in considerazione. «I lavoratori esposti all'amianto o a prodotti cancerogeni sono lasciati da parte», afferma la Cgt. Per i 3mila «volontari», Renault pagherà il 75% del salario lordo fino al raggiungimento dell'età legale per la pensione.Martedì, c'è stata una nuova giornata di mobilitazione contro la riforma delle pensioni. Ma la partecipazione è stata modesta. La rassegnazione guadagna terreno, dopo l'approvazione della riforma da parte del parlamento. Ieri, François Fillon, riconfermato primo ministro di un nuovo governo tutto neo-gollista, dove sono state eliminate le «aperture» (a sinistra, alla diversità ecc.), ha presentato le grandi linee dell'esecutivo: rigore per tutti ma nessuna tassa in più per gli abbienti.
[Articolo su il manifesto del 25/11/2010]
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