Fincantieri: al tavolo sindacati delusi, drammatica la situazione del settore

Secondo la CGIL le risposte sono “ancora molto indefinite”, vi sono seri rischi per la cantieristica navale se il percorso individuato non troverà “immediata attuazione”

Il tavolo sulla navalmeccanica delude i sindacati. Si è svolto ieri (28 ottobre), presso il Dicastero di Via Veneto, l'incontro sulla cantieristica navale, alla presenza, oltre che del nuovo ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, anche di un gruppo di Parlamentari, della Fincantieri, dei sindacati e dei rappresentanti delle Regioni e dei Comuni interessati ai nove cantieri navali, per discutere della “drammatica” situazione in cui versa il settore e che rischia di peggiorare.Dopo quasi un anno dall'ultimo incontro (18 dicembre 2009), i sindacati si sarebbero aspettati di più, mentre dal tavolo è emersa l'impossibilità di prevedere, nel prossimo futuro, con certezza, commesse che possano saturare le capacità produttive della Fincantieri, sebbene siano in corso dei negoziati per l'acquisizione di nuovi ordini sia civili che militari. Tuttavia, su richiesta dei sindacati, il Ministro si è impegnato: a coordinare nel tavolo dello Sviluppo economico le diverse Amministrazioni centrali, che possano assicurare le risorse e i progetti al settore; ad affrontare i problemi del comparto, confermando l'impegno del Governo a sostenere la priorità della cantieristica nella prossima manovra economica per il 2011. Vengono invece rinviati al confronto aziendale i temi relativi ai carichi di lavoro e alla loro distribuzione tra i cantieri. Tutti questi impegni dovranno svilupparsi entro il mese di novembre per arrivare ad una riunione di verifica subito dopo.A commentare l'esito dell'incontro è il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere che ha parlato di “risposte ancora molto indefinite”, mettendo in evidenza che “ci sono seri rischi per la cantieristica se non dovesse trovare immediata attuazione il percorso individuato”. La priorità, secondo il dirigente sindacale, è “salvare il sistema fronteggiando l'emergenza per non aggravare l'intervento della Cassa integrazione” ciò ha spiegato, “accelerando le commesse e facendo gli investimenti per l'ammodernamento del sistema”. “In questo processo – conclude Scudiere - un ruolo attivo deve essere svolto dalle istituzioni sia nazionali che locali”.“Non ci siamo proprio” ha ribadito al termine dell'incontro Giorgio Cremaschi, responsabile FIOM CGIL per la cantieristica navale, “è passato un anno e la velocità delle risposte è inadeguata. C'è - ha aggiunto - un gravissimo ritardo nelle misure prese, che sono anche insufficienti”. Il problema secondo Cremaschi è che rispetto ad un anno fa “la situazione è precipitata” e ricorda che tra fine anno e inizio anno prossimo “tre cantieri chiuderanno completamente (Palermo, Catania e Ancona) e in tutti gli altri c'è una crescita enorme di Cassa”. Il sindacalista FIOM CGIL ha quindi annunciato che adesso riprenderanno le iniziative di mobilitazione in tutti i cantieri.

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