Fim, Fiom, Uilm e Fismic stavolta sono d'accordo e chiudono la porta alla proposta di una nuova regolamentazione per i permessi sindacali aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla legge. Intesa raggiunta, invece, sulla costituzione dei nuovi Cae
La proposta "non è accettabile". Fim, Fiom, Uilm e Fismic stavolta sono d'accordo e chiudono la porta alla proposta della Fiat per una nuova regolamentazione dei permessi sindacali aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla legge. È quanto emerso dopo l'incontro di oggi (28 ottobre) con l'azienda all'Unione Industriale di Torino. La Fiat ha disdetto nei mesi scorsi in alcune società di Fiat Group Automobiles e Powertrain gli accordi sui permessi sindacali, che risalgono agli anni '70, chiedendo nuove regole. Oggi ha proposto una clausola di responsabilità: se non si rispettassero gli accordi raggiunti scatterebbe una penale che può consistere anche in una riduzione dei permessi sindacali aggiuntivi. La controproposta dei sindacati, sulla quale la Fiat darà una risposta nel prossimo incontro, spiegano le quattro sigle in un comunicato unitario, 'ipotizza un'autoregolamentazione del numero dei componenti dei direttivi provinciali e il mantenimento dell'attuale monte ore complessivo per le Rsu e per gli esperti". È stata invece raggiunta un'intesa sul Comitato Aziendale Europeo (Cae), l'organismo nel quale azienda e rappresentanti sindacali europei del gruppo si scambiano informazioni: dal primo gennaio, dopo lo scorporo, i Cae saranno due, uno per l'Auto e uno per Fiat Industrial. "È utile - commenta Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom nazionale - che, visto lo scorporo, si sia deciso di istituire subito il Cae anche per Fiat Industrial, mentre non è accettabile la proposta dell'azienda sull'agibilità sindacale. Abbiamo formulato una nostra controproposta. Siamo disposti ad autoregolamentare il numero dei direttivi e a ridurre gli esperti, ma non è accettabile per noi il fatto che le libertà sindacali aggiuntive agli accordi e alle leggi siano subordinate a un principio di responsabilità del sindacato, dei suoi delegati e dei suoi iscritti".Intanto scatta nuova cassa integrazione alla Powertrain, le ex Meccaniche di Mirafiori. Era dalla seconda metà del 2007, sottolinea la Fiom, che il reparto, in cui si produce il cambio per le vetture di fascia bassa, non era interessato dal provvedimento. Andranno in cassa dal 22 al 28 novembre tutti i 1.200 dipendenti. La scelta è stata motivata dal Lingotto Fiat con un calo produttivo. "Questa decisione - sottolineano Federico Bellono ed Edi Lazzi della Fiom di Torino - conferma le nostre preoccupazioni sul futuro dello stabilimento e sulle prospettive. I timori sono rafforzati dal fatto che la cassa interessa anche realtà finora non toccate. E' un motivo in più perché si apra tavolo con l'azienda".
fonte:http://www.rassegna.it
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