Fiat. Gli operai Mirafiori scrivono a Fazio: ospiti anche noi

La lettera firmata da 600 lavoratori: "Hai invitato Marchionne, anche noi vogliamo dire la nostra". Raitre risponde: il 7 novembre in studio Susanna Camusso. E intanto scatta la nuova cassa integrazione di una settimana per i 1.200 della Powertrain

"Vorremmo raccontare la nostra vita di operai, vorremmo raccontare il nostro lavoro che è fondamentale per generare ricchezza per il Paese". Scrive così in una lettera indirizzata a Fabio Fazio, conduttore della trasmissione "Che tempo che fa", un gruppo di lavoratori di Mirafiori che chiedono di poter esprimere il loro punto di vista così come ha fatto Sergio Marchionne la scorsa settimana. La lettera è firmata da circa 600 lavoratori che scrivono ancora: "Vorremmo raccontare come funziona il ciclo produttivo, come le auto si costruiscono e prendono forma dentro le officine, nelle linee di montaggio e come questo accada a costo di enormi sacrifici da parte di persone che dedicano la loro vita a svolgere questo mestiere". Pronta la risposta di Raitre affidata a Loris Mazzetti, capostruttura di rete e responsabile del programma, che annuncia la presenza in studio il prossimo 7 novembre di Susanna Camusso. "La sua presenza in studio - spiega Mazzetti - era stata organizzata a prescindere da quella di Marchionne: ci sembrava giusto essere i primi a raccontare l'approdo di una donna al vertice della Cgil. Sarà la Camusso, se ha qualcosa da dire, a rappresentare le ragioni e le istanze dei lavoratori". Quanto alla puntata con l'ad della Fiat, "mi sorprende - sottolinea il capostruttura di Raitre - che nessuno riconosca la capacità della trasmissione e di Fabio Fazio di tirar fuori tutte le osservazioni di Marchionne che stanno animando, nel bene e nel male, il dibattito di questi giorni".Intanto, è di oggi la notizia del ricorso a nuova cassa integrazione proprio allo stabilimento Fiat di Mirafiori. Il provvedimento, annunciato dall'azienda ai sindacati, riguarda gli addetti della Powertrain ex Meccaniche, nella settimana dal 22 al 28 novembre per un totale di 1.200 persone. "Questo annuncio - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom di Torino - rappresenta un fatto particolarmente preoccupante. In quest'area, infatti, almeno dal 2007 non si faceva cassa integrazione: è un annuncio che indica che le cose vanno abbastanza male. E' un ulteriore segnale - aggiunge - delle difficoltà di Fiat ed anche da questo fatto deriva la assoluta necessità di un incontro sulla situazione e le prospettive dell'azienda. Ci aspettiamo che perche' questo confronto ci sia si muova anche il governo, tanto più alla luce della nomina del nuovo ministro".

fonte:http://www.rassegna.it

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