Contesta Bonanni, ma è in malattia: licenziato

E' successo ad un operaio torinese, immortalato in vari scatti alla festa del Pd di Torino. Lui però non ci sta e fa ricorso: "L'Inps mi ha visitato quel giorno e avevo tutto il diritto ad essere là". Poi accusa la Cisl: "C'è stata una loro pressione"

Lo hanno licenziato perché, nonostante fosse in malattia, ha preso parte alle contestazioni contro il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a Torino lo scorso settembre in occasione della festa del Pd. Le foto e i video che lo inquadrano lo dimostrano in modo inequivocabile. Lui però farà ricorso, perché sostiene che la sua presenza era più che legittima e contrattacca avanzando il sospetto che "dietro il licenziamento ci sia una pressione esercitata da parte della Cisl"."Il giorno stesso della manifestazione - ha spiegato oggi l'operaio licenziato, da 10 anni dipendente di Itinera, azienda di manutenzione stradale - sono stato visitato dall'Inps, che ha confermato i giorni di malattia decisi dal mio medico in vista di un piccolo intervento che dovevo sostenere. Ma poi, considerato che le mie condizioni non mi impedivano di uscire, sono andato alla manifestazione". Poi, come detto l'accusa: per l'operaio dietro al licenziamento si celerebbe una "azione politica dell'azienda insieme al sindacato"."Comunque - sottolinea ancora Piccione - dovrebbe essere l'Inps a contestare la cosa. Invece l'Inps dice che va tutto bene mentre l'azienda mi licenzia, sostenendo che è venuto meno il rapporto di fiducia. Io lavoro per l'Itinera da quasi dieci anni e non possono licenziarmi così".A stretto giro arriva la dura replica della Cisl del Piemonte: "Respingiamo con forza - si legge in una nota - qualsiasi insinuazione sul nostro operato in relazione all'ipotesi avanzata dall'operaio Damiano Piccione, che ci attribuisce una pressione nei confronti dell'azienda per il suo licenziamento. Non è nella nostra cultura e tanto meno nel nostro dna - scrive la Cisl - danneggiare i lavoratori, chiedendone l'allontanamento dal posto di lavoro solo perché non la pensano come noi o ci contestano in modo non democratico". "In queste settimane - scrive ancora il sindacato piemontese - abbiamo subito intimidazioni e aggressioni anche di una certa gravità e in nessun caso abbiamo ritenuto di ricorrere a vie legali quand'anche erano noti i responsabili. Ancora una volta - conclude la Cisl piemontese - ci troviamo in presenza di dichiarazioni che tentano di screditare la nostra organizzazione, ma questo non ci impedirà di continuare con responsabilità e trasparenza la nostra azione di tutela del mondo del lavoro. Diciamo no a qualsiasi forma di denigrazione e strumentalizzazione".

fonte:http://www.rassegna.it

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