Ddl lavoro in Senato, l'esecutivo ci riprova

Dopo la bocciatura di Napolitano, il collegato torna a Palazzo Madama senza modifiche sostanziali. Il governo tenta di cancellare l'emendamento Pd sull'arbitrato. Verso via libera 29 settembre, poi alla Camera. Cgil: "Tutto uguale, resta controriforma"

Il Senato riprende l'esame del ddl lavoro, rinviato alle Camere a marzo dal presidente della Repubblica, per i dubbi sulla costituzionalità delle norme sull'arbitrato e sulla conciliazione delle vertenze tra lavoratore e azienda. Lo riferiscono fonti di agenzia. Il relatore della commissione Lavoro, Maurizio Castro, annuncia che il provvedimento potrebbe essere licenziato mercoledì 29 settembre dall'aula, quindi tornare alla Camera per l'approvazione definitiva.
Oggi (28 settembre) Palazzo Madama ha dato via libera ai primi 28 articoli del testo, che ne conta complessivamente 50. Attualmente, la discussione si basa sull'emendamento del relatore, Filippo Saltamartini, che ripristina le norme sull'amianto cancellate dalle commissioni Affari costituzionali e Lavoro. La commissione Bilancio ha sospeso il giudizio per la copertura finanziaria.
A quanto riferisce l'Ansa, l'intenzione della maggioranza è introdurre una modifica per aggirare l'emendamento introdotto dal Pd alla Camera. Questo consente di ricorrere all'arbitrato al momento dell'insorgere di una vertenza e non prima, come atto preventivo al momento dell'assunzione.
L'Idv, in segno di contestazione, ha letto in Senato i nomi dei morti sul lavoro nel 2010. La senatrice Giuliana Carlino ha declamato a voce alta i nomi, l'età e le circostanze della morte dei lavoratori deceduti per incidenti sul lavoro. Ha quindi chiesto un minuto di silenzio all'aula, suscitando le proteste dei banchi del centrodestra.
Pd: mortifica lavoratori, ma non passerà
Una pioggia di critiche arriva proprio dal Partito democratico. Per la capogruppo in Senato, Anna Finocchiaro, il ddl "mortifica i diritti dei lavoratori, perchè il governo Berlusconi sceglie di stare dalla parte dei più forti. È una mistificazione dire: non lasceremo nessuno per strada. La verità è che migliaia di italiani sono senza lavoro e senza cassa integrazione".
Rincara la dose il vice segretario, Enrico Letta. Il ddl doveva essere il "pezzo forte" del programma, ma si è trasformato in un "polpettone". Per questo, a suo avviso, il provvedimento, e in particolare le norme sull'arbitrato, "sia pure rivedute e corrette, anche se in modo del tutto inadeguato, verrà impallinato alla prima prova del fuoco, per il semplice motiva che è una creatura deforme".
Fammoni (Cgil), resta controriforma inaccettabile
"Il governo, e la maggioranza che lo sostiene, portano in votazione una norma di legge, il cosiddetto collegato lavoro, che rappresenta una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro". E’ quanto afferma  il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, nel denunciare come "il primo atto del governo, dopo la pausa estiva e in un periodo di grave crisi, sia quello di abbassare i diritti per il mondo del lavoro: una scelta inaccettabile". 
Secondo il dirigente sindacale, il testo che verrà discusso, dopo il rinvio alle Camere di Napolitano, "non contiene alcun intervento di cambiamento sui temi dell’arbitrato, della certificazione e del ruolo del giudice del lavoro, come peraltro richiesto da tanti costituzionalisti, avvocati, magistrati ed esperti del diritto del lavoro". Infatti, aggiunge, "sei mesi dopo il rinvio da parte del Capo dello Stato - conclude - si vogliono approvare provvedimenti che contengono pareri e vizio di incostituzionalità e sui quali la Corte sarà chiamata a pronunciarsi".

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