Introdurre deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici «non è utile per le imprese perchè si rischia di aprire conflitti in tutte le fabbriche»: ad affermarlo è il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini che sottolinea come il sindacato dei metalmeccanici della Cgil si prepari, azienda per azienda, a chiedere che si continui ad applicare il contratto del 2008, «ancora in vigore fino a fine 2011». In caso di decisione della Federmeccanica (il direttivo dell'associazione è previsto per il sette settembre) dovesse quindi decidere di dare la disdetta del contratto nazionale del 2008 la Fiom quindi chiederà alle singole aziende di continuare a rispettarlo. In caso di risposta negativa si metteranno in campo iniziative sia giudiziarie sia sindacali, come scioperi, blocco degli straordinari ecc. «La nostra azione - spiega Landini - non si limiterà al contenzioso giudiziario per far rispettare i diritti dei lavoratori, sarà anche sindacale. L'idea che per uscire dalla crisi si riducano i diritti dei lavoratori, questa sì può scaldare l'autunno». La Fiom riunirà il proprio Comitato centrale l'8 settembre, il giorno dopo il direttivo di Federmeccanica. «Chiederemo che si applichi il contratto attuale, senza deroghe - avverte il numero uno della Fiom - a seconda delle risposte che avremo dalle aziende valuteremo quali iniziative prendere. Se si introducono al contratto nazionale deroghe sul modello di quelle introdotte a Pomigliano (sullo straordinario, la malattia ecc) si cancella di fatto il contratto nazionale. Noi lo difenderemo, sia sul piano giuridico sia su quello sindacale». 'Ci sono già migliaia di accordi nelle aziende metalmeccaniche - conclude Landini - su produttività, efficienza e utilizzo degli impianti, firmati da tutti e senza alcun bisogno di derogare dal contratto e dalle leggi».
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