“Chiediamo di sentirci lavoratori. Finché non cambieranno la Costituzione, l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Non si può stare a casa e prendere lo stipendio, noi vogliamo rispetto, perché non abbiamo fatto nulla”. E’ quanto dichiara Giovanni Barozzino, uno dei tre operai della Fiat di Melfi licenziati dall’azienda e reintegrati da giudice del lavoro, in un’intervista a RadioArticolo1.
Sull’accusa mossa dalla Fiat (sabotaggio della produzione), Barozzino ribadisce: “Ormai non ci crede nessuno, nemmeno le pietre. Si scioperava da 8-9 giorni perché la Fiat mentre aveva dichiarato la cassa integrazione aumentava la produzione del 10%. Il sindacato, tutta la Rsu, ha chiesto un incontro a Fiat, per questa situazione anomala. Quindi il sindacato unitariamente ha dichiarato lo sciopero, che è andato avanti su tutti i tre turni per alcuni giorni. I carrelli non partivano neanche. Tutti i lavoratori ne sono stati testimoni”.
“Ancora una volta – conclude Barozzino - invito chi vuole veramente la verità a venire a Melfi e capire quali sono i fatti. Il giorno dopo il licenziamento tutti i lavoratori presenti all'accaduto hanno firmato un documento consegnato al Governatore della Basilicata in cui testimoniano che non è successo nulla”.
Il podcast dell'intervista
fonte:http://www.rassegna.it
Sull’accusa mossa dalla Fiat (sabotaggio della produzione), Barozzino ribadisce: “Ormai non ci crede nessuno, nemmeno le pietre. Si scioperava da 8-9 giorni perché la Fiat mentre aveva dichiarato la cassa integrazione aumentava la produzione del 10%. Il sindacato, tutta la Rsu, ha chiesto un incontro a Fiat, per questa situazione anomala. Quindi il sindacato unitariamente ha dichiarato lo sciopero, che è andato avanti su tutti i tre turni per alcuni giorni. I carrelli non partivano neanche. Tutti i lavoratori ne sono stati testimoni”.
“Ancora una volta – conclude Barozzino - invito chi vuole veramente la verità a venire a Melfi e capire quali sono i fatti. Il giorno dopo il licenziamento tutti i lavoratori presenti all'accaduto hanno firmato un documento consegnato al Governatore della Basilicata in cui testimoniano che non è successo nulla”.
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