Il presidente della Cei Bagnasco sul caso Melfi auspica una soluzione “definitiva ed equa per tutti” e invita a seguire le parole di Napolitano. Intanto oggi si torna al lavoro in diversi siti del Lingotto, ma per molti incombe nuova cassa integrazione
La Chiesa prende posizione sul caso Fiat a Melfi e lo fa con il suo portavoce più autorevole, il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. L'auspicio, lanciato ieri da Genova, è che “si risolva la vertenza Fiat nel modo migliore per tutti” e che vengano seguite appieno le parole del Capo dello Stato, che rappresentano secondo Bagnasco, “una linea di azione valida per tutti”
Sulla vertenza Fiat e la disoccupazione crescente in Italia il cardinale Bagnasco ha anche lanciato un appello alla politica: “Il lavoro – ha detto - è fondamentale per costruirsi una famiglia. Ripeto: speriamo che attraverso un dialogo insistente e intelligente si possa arrivare a una soluzione definitiva ed equa per tutti”.
Il nuovo monito del capo dei vescovi italiani arriva dopo l’intervento di Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro che proprio nei giorni scorsi aveva invitato il Lingotto ad “obbedire alle sentenze”. Così come qualche giorno prima era stato il quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, a sostenere in un editoriale che l’azienda automobilistica aveva “sbagliato” a forzare la mano con i tre operai di Melfi, insistendo con una “una strategia così rischiosa, dagli esiti incerti”.
Intanto in casa Fiat, oggi riaprono i cancelli di Mirafiori, ma la produzione riprenderà solo il 6 settembre e fino ad allora gli oltre 5.000 operai dello stabilimento torinese saranno ancora in Cig. Rientrano in fabbrica oggi invece i 1.400 lavoratori di Termini Imerese per i quali la cassa integrazione ripartirà però il prossimo 22 settembre. Anche i lavoratori dello stabilimento di Melfi, dove si produce la Punto, saranno collocati in cassa dal 22 settembre all’1 ottobre prossimo. Lavoro fermo anche a Pomigliano, dove prosegue la Cig avviata anche per i lavori necessari a riconvertire lo stabilimento alla produzione della Panda. E dove le assunzioni da parte della NewCo di Fiat non arriveranno prima di un anno. L’attività riprenderà invece a Cassino e alla Sevel di Pratola Serra.
Sulla vertenza Fiat e la disoccupazione crescente in Italia il cardinale Bagnasco ha anche lanciato un appello alla politica: “Il lavoro – ha detto - è fondamentale per costruirsi una famiglia. Ripeto: speriamo che attraverso un dialogo insistente e intelligente si possa arrivare a una soluzione definitiva ed equa per tutti”.
Il nuovo monito del capo dei vescovi italiani arriva dopo l’intervento di Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro che proprio nei giorni scorsi aveva invitato il Lingotto ad “obbedire alle sentenze”. Così come qualche giorno prima era stato il quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, a sostenere in un editoriale che l’azienda automobilistica aveva “sbagliato” a forzare la mano con i tre operai di Melfi, insistendo con una “una strategia così rischiosa, dagli esiti incerti”.
Intanto in casa Fiat, oggi riaprono i cancelli di Mirafiori, ma la produzione riprenderà solo il 6 settembre e fino ad allora gli oltre 5.000 operai dello stabilimento torinese saranno ancora in Cig. Rientrano in fabbrica oggi invece i 1.400 lavoratori di Termini Imerese per i quali la cassa integrazione ripartirà però il prossimo 22 settembre. Anche i lavoratori dello stabilimento di Melfi, dove si produce la Punto, saranno collocati in cassa dal 22 settembre all’1 ottobre prossimo. Lavoro fermo anche a Pomigliano, dove prosegue la Cig avviata anche per i lavori necessari a riconvertire lo stabilimento alla produzione della Panda. E dove le assunzioni da parte della NewCo di Fiat non arriveranno prima di un anno. L’attività riprenderà invece a Cassino e alla Sevel di Pratola Serra.
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