Se si assume il lavoro come un interesse generale del Paese bisogna saper dire di no.
Il leader della Fiom parla anche di «colpevole complicità del governo». E di «idee antiche, che ci portano indietro di 100 anni, e con un arretramento non solo dei diritti delle persone. Vedo - dice Landini - un arretramento del nostro sistema industriale». «Rifare il contratto per tutto un settore» è un problema che va oltre il confronto con il Lingotto, sarebbe «un elemento di valore generale, molto grave e particolare, perchè è evidente che se viene concessa questa cosa alla Fiat sarebbe difficile negarla ad altri». Da qui l'invito della Fiom agli altri sindacati che hanno firmato l'accordo su Pomigliano: se assecondano questo percorso «se ne prenderebbero la responsabilità, perchè non farebbero semplicemente un accordo sul lavoro, ma cancellerebbero il contratto nazionale di lavoro». L'appello è anche alla politica: «Vogliamo difendere il sistema industriale del nostro Paese, perchè questa è la condizione per difendere il lavoro. E c'è un problema generale di tutela dei diritti dei lavoratori. C'è bisogno che anche le forze politiche del Paese si rendano conto di quello che sta accadendo. Se si assume il lavoro come un interesse generale del Paese bisogna saper dire di no». Tra le iniziative in programma c'è anche un confronto con i sindacati serbi, «con cui c'è tradizionalmente un buon rapporto». E «una riunione di tutti i sindacati europei dei Paesi dove ci sono stabilimenti Fiat, più la Serbia». Mentre è necessario, aggiunge Landini, riaccendere i riflettori anche sul futuro dello stabilimento siciliano di Termini Imerese.
fonte:http://www.controlacrisi.org
Il leader della Fiom parla anche di «colpevole complicità del governo». E di «idee antiche, che ci portano indietro di 100 anni, e con un arretramento non solo dei diritti delle persone. Vedo - dice Landini - un arretramento del nostro sistema industriale». «Rifare il contratto per tutto un settore» è un problema che va oltre il confronto con il Lingotto, sarebbe «un elemento di valore generale, molto grave e particolare, perchè è evidente che se viene concessa questa cosa alla Fiat sarebbe difficile negarla ad altri». Da qui l'invito della Fiom agli altri sindacati che hanno firmato l'accordo su Pomigliano: se assecondano questo percorso «se ne prenderebbero la responsabilità, perchè non farebbero semplicemente un accordo sul lavoro, ma cancellerebbero il contratto nazionale di lavoro». L'appello è anche alla politica: «Vogliamo difendere il sistema industriale del nostro Paese, perchè questa è la condizione per difendere il lavoro. E c'è un problema generale di tutela dei diritti dei lavoratori. C'è bisogno che anche le forze politiche del Paese si rendano conto di quello che sta accadendo. Se si assume il lavoro come un interesse generale del Paese bisogna saper dire di no». Tra le iniziative in programma c'è anche un confronto con i sindacati serbi, «con cui c'è tradizionalmente un buon rapporto». E «una riunione di tutti i sindacati europei dei Paesi dove ci sono stabilimenti Fiat, più la Serbia». Mentre è necessario, aggiunge Landini, riaccendere i riflettori anche sul futuro dello stabilimento siciliano di Termini Imerese.
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Commenti
Bisogna fare chiarezza e mostrare che è davvero tutto oro quello che luce.
Pietro Ancona