C’è una emergenza democrazia nel nostro paese in particolare nel mondo del lavoro con l’approvazione di leggi e decreti che ne hanno cambiato profondamente, in peggio, le regole e diritti conquistati negli anni.
L’ accordo separato del 22/01/09 firmato da CISL e UIL che stabilisce le nuove regole su come si rinnovano i contratti nazionali dei lavoratori ne è un esempio negativo e significativo che sottolinea la necessità, oramai irrinunciabile, di una legge sulla rappresentanza sindacale che stabilisca regole certe su chi e come si firmano i contratti nazionali di lavoro.
Il primo CCNL firmato senza il sindacato più rappresentativo (la CGIL) è stato ancora una volta quello dei metalmeccanici del 2009, con l’arroganza di due organizzazioni sindacali minoritarie (FIM e UILM) che non solo non sono rappresentative e quindi in piena violazione dell’art 39 della nostra Costituzione, ma addirittura hanno disdettato un CCNL ancora in vigore senza far decidere ai lavoratori che quel contratto lo avevano votato e approvato dopo un percorso democratico di assemblee e referendum!
Quindi l’assenza di una legge sulla rappresentanza in un momento come questo di forte crisi economica rimarca ancora di più l’emergenza di democrazia che porterà inevitabilmente a rimarcare le forti diseguaglianze tra lavoratori “garantiti” che operano in aziende non colpite dalla crisi e lavoratori che purtroppo perdendo il posto di lavoro potrebbero domani non essere più “garantiti”. Nel frattempo questo governo non si ferma procede nella volontà di voler modificare radicalmente le regole del mondo del lavoro con il nuovo DDL denominato “collegato lavoro”, sostenuto, sempre dai sindacati per così dire “accomodanti”, che il giorno prima dello sciopero generale della CGIL del 12 marzo 2010 firmano l’Avviso Comune e ne danno un giudizio non totalmente negativo dimenticando che questo decreto è incostituzionale e scardina di fatto lo Statuto dei Lavoratori.
E allora ancora una volta la FIOM nazionale riesce a marcare la differenza con la campagna sulla democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare per la certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia e validità dei contratti collettivi per restituire dignità e valore ai lavoratori!!!
La democrazia e la rappresentanza sono principi fondanti per la FIOM fin dalla sua nascita che fanno sì che sia il sindacato più rappresentativo tra i metalmeccanici e la categoria che ha fortemente contribuito a scrivere la storia del movimento operaio, fino a farli diventare baluardi e regole che caratterizzano anche la vita interna della categoria.
Il metodo, il merito, i contenuti della battaglia di democrazia della FIOM nazionale non possono che essere condivisibili ma necessitano di una traduzione in atti concreti in ogni Regione, Provincia, Comune, Città, luogo di lavoro affinché questo si rafforzi come principio universale.
Ma nell’era dello sviluppo tecnologico non si capisce come mai in alcuni territori, in alcune strutture, in alcuni posti di lavoro si sviluppa e si diffonde “un virus di autoritarismo” di informazioni e di pratiche totalmente diverse verso i lavoratori e i propri rappresentanti nelle aziende rispetto a quanto la categoria nazionale stabilisce.
Ne è l’ennesimo esempio la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare della FIOM Nazionale per la democrazia e la rappresentanza. La struttura Fiorentina decide di raccogliere le firme in GKN il prossimo 28 maggio e1 giugno 2010 con un’azione unilaterale e autoritaria, decidendo giorno, ora e luogo senza stabilire con la RSU alcun metodo sulla raccolta, azione che ha fatto saltare la trattativa in corso tra RSU FIOM GKN e azienda che mirava a far svolgere la raccolta firme all’interno dello stabilimento e che ha fatto si che l’azienda ritirasse la disponibilità. La FIOM fiorentina in questi anni non è riuscita a rispettare i principi elementari di democrazia e di collaborazione con gran parte dei lavoratori e soprattutto con la RSU della FIOM in una pratica consolidata e costante dove i rappresentanti decidono per i rappresentati. A partire da referendum “discutibili”e antidemocratici su accordi aziendali per finire al non riconoscimento del voto dei lavoratori al XVI congresso della CGIL che ha visto negare negli organismi dirigenti la rappresentanza dei lavoratori della GKN. Ricordiamo alla FIOM di Firenze che la democrazia non ha confini, che la democrazia non è un esercizio lessicale, che la democrazia la si esercita nei fatti, che la democrazia è il rispetto delle rappresentanze e della rappresentatività. Noi firmeremo per la legge sulla rappresentanza e informeremo tutti i lavoratori di firmare e sostenerla perché crediamo nella DEMOCRAZIA anche se per assurdo o per beffa una struttura sindacale utilizzi un metodi “autoritarii” e antidemocratici anche per raccogliere firme utili al riconoscimento della democrazia nei luoghi di lavoro!
A proposito di democrazia………!
Rsu Fiom GKN Firenze
L’ accordo separato del 22/01/09 firmato da CISL e UIL che stabilisce le nuove regole su come si rinnovano i contratti nazionali dei lavoratori ne è un esempio negativo e significativo che sottolinea la necessità, oramai irrinunciabile, di una legge sulla rappresentanza sindacale che stabilisca regole certe su chi e come si firmano i contratti nazionali di lavoro.
Il primo CCNL firmato senza il sindacato più rappresentativo (la CGIL) è stato ancora una volta quello dei metalmeccanici del 2009, con l’arroganza di due organizzazioni sindacali minoritarie (FIM e UILM) che non solo non sono rappresentative e quindi in piena violazione dell’art 39 della nostra Costituzione, ma addirittura hanno disdettato un CCNL ancora in vigore senza far decidere ai lavoratori che quel contratto lo avevano votato e approvato dopo un percorso democratico di assemblee e referendum!
Quindi l’assenza di una legge sulla rappresentanza in un momento come questo di forte crisi economica rimarca ancora di più l’emergenza di democrazia che porterà inevitabilmente a rimarcare le forti diseguaglianze tra lavoratori “garantiti” che operano in aziende non colpite dalla crisi e lavoratori che purtroppo perdendo il posto di lavoro potrebbero domani non essere più “garantiti”. Nel frattempo questo governo non si ferma procede nella volontà di voler modificare radicalmente le regole del mondo del lavoro con il nuovo DDL denominato “collegato lavoro”, sostenuto, sempre dai sindacati per così dire “accomodanti”, che il giorno prima dello sciopero generale della CGIL del 12 marzo 2010 firmano l’Avviso Comune e ne danno un giudizio non totalmente negativo dimenticando che questo decreto è incostituzionale e scardina di fatto lo Statuto dei Lavoratori.
E allora ancora una volta la FIOM nazionale riesce a marcare la differenza con la campagna sulla democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare per la certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia e validità dei contratti collettivi per restituire dignità e valore ai lavoratori!!!
La democrazia e la rappresentanza sono principi fondanti per la FIOM fin dalla sua nascita che fanno sì che sia il sindacato più rappresentativo tra i metalmeccanici e la categoria che ha fortemente contribuito a scrivere la storia del movimento operaio, fino a farli diventare baluardi e regole che caratterizzano anche la vita interna della categoria.
Il metodo, il merito, i contenuti della battaglia di democrazia della FIOM nazionale non possono che essere condivisibili ma necessitano di una traduzione in atti concreti in ogni Regione, Provincia, Comune, Città, luogo di lavoro affinché questo si rafforzi come principio universale.
Ma nell’era dello sviluppo tecnologico non si capisce come mai in alcuni territori, in alcune strutture, in alcuni posti di lavoro si sviluppa e si diffonde “un virus di autoritarismo” di informazioni e di pratiche totalmente diverse verso i lavoratori e i propri rappresentanti nelle aziende rispetto a quanto la categoria nazionale stabilisce.
Ne è l’ennesimo esempio la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare della FIOM Nazionale per la democrazia e la rappresentanza. La struttura Fiorentina decide di raccogliere le firme in GKN il prossimo 28 maggio e1 giugno 2010 con un’azione unilaterale e autoritaria, decidendo giorno, ora e luogo senza stabilire con la RSU alcun metodo sulla raccolta, azione che ha fatto saltare la trattativa in corso tra RSU FIOM GKN e azienda che mirava a far svolgere la raccolta firme all’interno dello stabilimento e che ha fatto si che l’azienda ritirasse la disponibilità. La FIOM fiorentina in questi anni non è riuscita a rispettare i principi elementari di democrazia e di collaborazione con gran parte dei lavoratori e soprattutto con la RSU della FIOM in una pratica consolidata e costante dove i rappresentanti decidono per i rappresentati. A partire da referendum “discutibili”e antidemocratici su accordi aziendali per finire al non riconoscimento del voto dei lavoratori al XVI congresso della CGIL che ha visto negare negli organismi dirigenti la rappresentanza dei lavoratori della GKN. Ricordiamo alla FIOM di Firenze che la democrazia non ha confini, che la democrazia non è un esercizio lessicale, che la democrazia la si esercita nei fatti, che la democrazia è il rispetto delle rappresentanze e della rappresentatività. Noi firmeremo per la legge sulla rappresentanza e informeremo tutti i lavoratori di firmare e sostenerla perché crediamo nella DEMOCRAZIA anche se per assurdo o per beffa una struttura sindacale utilizzi un metodi “autoritarii” e antidemocratici anche per raccogliere firme utili al riconoscimento della democrazia nei luoghi di lavoro!
A proposito di democrazia………!
Rsu Fiom GKN Firenze
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