Fiat, ultimatum di Marchionne su Pomigliano

L'ad avverte: “L'accordo è urgente, impossibile accettare ulteriori ritardi”. Se non arriva l’intesa con i sindacati “ipotesi alternative per la produzione della Panda”. Rinaldini: “Così si va verso un accordo separato”

Si accende la vertenza Pomigliano d’Arco. “Spero che si possa giungere a una rapida conclusione, perché presto sarà impossibile accettare ulteriori ritardi”. Così l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, dopo l’incontro con i sindacati per lo stabilimento campano. “I tempi stanno diventando stretti. Il protrarsi della trattativa con i sindacati ha già provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l’avvio della produzione. In assenza di un accordo che offra adeguate garanzie potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considerazione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda”.

Nella trattativa sullo stabilimento napoletano Marchionne chiede maggiore flessibilità e turni di lavoro più serrati. “La sopravvivenza e il rilancio dello stabilimento - spiega la stessa azienda in una nota - dipenderanno dal livello di competitività che saprà raggiungere e mantenere nel tempo in termini di costi, qualità e rapidità di risposta al mercato. Bisogna che tutti abbiano il coraggio di operare un profondo cambiamento che superi gli schemi e i comportamenti del passato, incompatibili con le sfide future”, “non possiamo rischiare il lancio di una vettura fondamentale come la Panda producendola in un impianto non competitivo”.

“L'incontro è stato positivo. Nessun problema per l'assenza per ragioni logistiche della Fiom che vedrà l'azienda il 4 giugno: ci aspettiamo da Fiat una convocazione tra il 7 e l'11 giugno per andare verso una stretta finale, e quindi all'intesa, che dia il via all'investimento di 700 milioni per lo stabilimento di Pomigliano per la produzione della nuova Panda”. Così Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm, sintetizza l'incontro tra Fiat e sindacati metalmeccanici presso l'Unione Industriali di Torino.

“È evidente che il percorso intrapreso è di chi ha scelto di fare l’accordo separato”, afferma nel frattempo il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, dopo l’incontro odierno cui la Fiom non ha partecipato. “Avevamo chiesto lo spostamento di due o tre giorni per l’impossibilità di essere presenti - spiega Rinaldini - ma la Fiat ha fatto l’incontro separato, fatto di una gravità assoluta rispetto alle relazioni sindacali. Se poi viene annunciato che hanno concordato un testo definitivo, questo è una procedura assolutamente inaccettabile”.

Rinaldini, che sta per lasciare la guida dell’organizzazione, aggiunge che la Fiom andrà all’incontro con la Fiat il 4 giugno prossimo, “ma per negoziare, non per prendere ciò che altri hanno definito”. L’incontro su Pomigliano era previsto inizialmente per lunedì, 31 maggio, giorno in cui però è convocato il direttivo nazionale della Fiom per il cambio al vertice. Per questo i metalmeccanici Cgil hanno chiesto di spostare la data di qualche giorno e l’incontro è stato anticipato a oggi. La Fiom non ha partecipato “perché sono in corso riunioni in vista del direttivo di lunedì”.

fonte:http://www.rassegna.it

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