L'amministratore delegato della fabbrica di Pontedera usa toni durissimi contro il sindacato per gli scioperi delle ultime settimane contro i sabati lavorativi. Sciopero degli operai questa mattina in risposta agli attacchi ricevuti.
Giorni tesi alla Piaggio. L'Amministratore delegato della Piaggio Roberto Colaninno, in un incontro tenutosi due giorni fa con la direzione aziendale e una delegazione delle Rsu ha espresso dichiarazioni dai toni molto duri sugli scioperi della flessibilità che dallo scorso 6 marzo, sono stati indetti dalla Fiom in ogni sabato lavorativo.
"Sulle linee di montaggio i ritmi di lavoro sono diventati negli ultimi anni insopportabili e danno origine a un gran numero di malattie professionali. In questa situazione la richiesta di lavorare anche il sabato denota la volontà della Piaggio di imporre ai lavoratori una fatica che va oltre i limiti fisici" - si legge nel blog dei lavoratori della Piaggio.
Per questo motivo infatti, è appunto dallo scorso 6 marzo che il sabato la Fiom indice lo sciopero. Ma la protesta non è piaciuta a Colaninno, che nell'incontro del 28 non solo ha definito lo sciopero "ingiustificato", ma dalle considerazioni è passato alle minacce alla stessa Fiom: "Se una organizzazione di minoranza continuasse a proclamare scioperi contro sabati lavorativi di cui la Piaggio ha assoluta necessità, nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che decidessero di aderire allo sciopero l'Azienda (su sua diretta indicazione) considererebbe tale scelta un'assenza ingiustificata e procederebbe al licenziamento delle persone" e, inoltre "la Piaggio ha bisogno di lavorare e se a Pontedera, non lo si vuol fare l'Azienda può tranquillamente far produrre da altre parti del mondo".
Parole durissime che hanno immediatamente scatenato la reazione del sindacato, che certo è stato provato dalle recenti elezioni delle Rsu, ma che non si può definire organizzazione di minoranza nel contesto storico della Piaggio. Nella serata di ieri è giunta la lettera indirizzata a Colaninno, del segretazio nazionale Maurizio Landini e quello provinciale Marcello Franchi: "Siamo stati informati che nel corso di un incontro, convocato urgentemente dalla Direzione Aziendale il 28 aprile 2010 con una delegazione della RSU, Lei in qualità di Presidente ed Amministratore del Gruppo Piaggio avrebbe fatto affermazioni, che se confermate assumono un sorprendente ed inaspettato carattere di antisindacalità".
"Tutto ciò assume un carattere intimidatorio ed antisindacale - proseguono i sindacati - ci riporta a tempi e logiche autoritarie che pensavamo superate e in ogni caso al di fuori del sistema di relazione del Gruppo Piaggio e pertanto proporremo a tutte le organizzazioni sindacali di convocare un'assemblea per discutere di quanto è accaduto con tutte le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio. Le chiediamo di rettificare tali dichiarazioni, in caso contrario ci sentiamo liberi di agire nelle forme più opportune per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, compreso il diritto di sciopero.
La invitiamo quindi formalmente, con la chiarezza necessaria, a smentire quanto sopra richiamato e se tale smentita non dovesse pervenire entro 5 giorni dalla presente valuteremo anche le azioni legali più opportune".
La lettera continua: "Le ricordiamo che in applicazione di tali accordi, già da qualche tempo la Fiom-Cgil ha avanzato all'Azienda precise richieste:
evitare che si continui a considerare un fatto naturale ed inevitabile il ricorso alla Cig ordinaria e ai sabati lavorativi. Rafforzare il ruolo delle produzioni meccaniche a Pontedera attraverso adeguati investimenti ed interventi organizzativi, in quanto oltre al ricorso a periodi di CIG, continua ad aumentare l'utilizzo di componenti meccaniche e di motori prodotti al di fuori di Pontedera. Avviare un vero confronto sulle condizioni di lavoro (tempi, ritmi, carichi di lavoro, metodologie organizzative) con particolare riferimento alle linee di montaggio dove si sta registrando un aumento delle malattie professionali dovute ai sistemi di lavoro utilizzati. Procedere ad assunzioni, tanto più a fronte di una positiva domanda del mercato dando piena applicazione a quanto previsto dagli accordi aziendali trasformando a tempo indeterminato lavoratori oggi assunti a termine, sia assumendo ulteriori persone con contratto a termine".
E' ancora senza risposta, sostiene la Fiom "la richiesta da noi avanzata a settembre del 2009 di confrontarsi sulle strategie del Gruppo e definire la costituzione di un Coordinamento sindacale di gruppo. Infine non dovrebbe sfuggire ad una Azienda importante quale la Piaggio che uniformarsi alla scelta di Federmeccanica che ha imposto un accordo separato sul CCNL in modo illegittimo senza la firma della Fiom-Cgil e contro il parere della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, significa avere aperto un contenzioso, che sosteremmo sia sul piano giuridico che contrattuale. Del resto la nostra organizzazione su tale materia Vi ha formalmente inviato una lettera di diffida. Per l'insieme delle ragioni fin qui esposte le richiediamo di fissare un apposito incontro tra tutte le parti per discutere e confrontarci a partire dai temi qui esposti. Perché le soluzioni ai problemi si ricercano discutendo e contrattando tra le parti. Cercare di imporle, si deve sapere, apre altri scenari".
Nel frattempo questa mattina, con concentramento alla 2R, i lavoratori hanno indetto sciopero dalle ore 09:00.
A fronte del dato in crescita - Piaggio ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 340,6 milioni di euro, in rialzo dell'11,2% sullo stesso periodo del 2009, e con un utile netto di 2,9 milioni di euro contro una perdita di 4,7 milioni dello scorso anno - le buone relazioni sindacali si fanno indispensabili.
fonte: http://www.pisanotizie.it
Giorni tesi alla Piaggio. L'Amministratore delegato della Piaggio Roberto Colaninno, in un incontro tenutosi due giorni fa con la direzione aziendale e una delegazione delle Rsu ha espresso dichiarazioni dai toni molto duri sugli scioperi della flessibilità che dallo scorso 6 marzo, sono stati indetti dalla Fiom in ogni sabato lavorativo.
"Sulle linee di montaggio i ritmi di lavoro sono diventati negli ultimi anni insopportabili e danno origine a un gran numero di malattie professionali. In questa situazione la richiesta di lavorare anche il sabato denota la volontà della Piaggio di imporre ai lavoratori una fatica che va oltre i limiti fisici" - si legge nel blog dei lavoratori della Piaggio.
Per questo motivo infatti, è appunto dallo scorso 6 marzo che il sabato la Fiom indice lo sciopero. Ma la protesta non è piaciuta a Colaninno, che nell'incontro del 28 non solo ha definito lo sciopero "ingiustificato", ma dalle considerazioni è passato alle minacce alla stessa Fiom: "Se una organizzazione di minoranza continuasse a proclamare scioperi contro sabati lavorativi di cui la Piaggio ha assoluta necessità, nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che decidessero di aderire allo sciopero l'Azienda (su sua diretta indicazione) considererebbe tale scelta un'assenza ingiustificata e procederebbe al licenziamento delle persone" e, inoltre "la Piaggio ha bisogno di lavorare e se a Pontedera, non lo si vuol fare l'Azienda può tranquillamente far produrre da altre parti del mondo".
Parole durissime che hanno immediatamente scatenato la reazione del sindacato, che certo è stato provato dalle recenti elezioni delle Rsu, ma che non si può definire organizzazione di minoranza nel contesto storico della Piaggio. Nella serata di ieri è giunta la lettera indirizzata a Colaninno, del segretazio nazionale Maurizio Landini e quello provinciale Marcello Franchi: "Siamo stati informati che nel corso di un incontro, convocato urgentemente dalla Direzione Aziendale il 28 aprile 2010 con una delegazione della RSU, Lei in qualità di Presidente ed Amministratore del Gruppo Piaggio avrebbe fatto affermazioni, che se confermate assumono un sorprendente ed inaspettato carattere di antisindacalità".
"Tutto ciò assume un carattere intimidatorio ed antisindacale - proseguono i sindacati - ci riporta a tempi e logiche autoritarie che pensavamo superate e in ogni caso al di fuori del sistema di relazione del Gruppo Piaggio e pertanto proporremo a tutte le organizzazioni sindacali di convocare un'assemblea per discutere di quanto è accaduto con tutte le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio. Le chiediamo di rettificare tali dichiarazioni, in caso contrario ci sentiamo liberi di agire nelle forme più opportune per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, compreso il diritto di sciopero.
La invitiamo quindi formalmente, con la chiarezza necessaria, a smentire quanto sopra richiamato e se tale smentita non dovesse pervenire entro 5 giorni dalla presente valuteremo anche le azioni legali più opportune".
La lettera continua: "Le ricordiamo che in applicazione di tali accordi, già da qualche tempo la Fiom-Cgil ha avanzato all'Azienda precise richieste:
evitare che si continui a considerare un fatto naturale ed inevitabile il ricorso alla Cig ordinaria e ai sabati lavorativi. Rafforzare il ruolo delle produzioni meccaniche a Pontedera attraverso adeguati investimenti ed interventi organizzativi, in quanto oltre al ricorso a periodi di CIG, continua ad aumentare l'utilizzo di componenti meccaniche e di motori prodotti al di fuori di Pontedera. Avviare un vero confronto sulle condizioni di lavoro (tempi, ritmi, carichi di lavoro, metodologie organizzative) con particolare riferimento alle linee di montaggio dove si sta registrando un aumento delle malattie professionali dovute ai sistemi di lavoro utilizzati. Procedere ad assunzioni, tanto più a fronte di una positiva domanda del mercato dando piena applicazione a quanto previsto dagli accordi aziendali trasformando a tempo indeterminato lavoratori oggi assunti a termine, sia assumendo ulteriori persone con contratto a termine".
E' ancora senza risposta, sostiene la Fiom "la richiesta da noi avanzata a settembre del 2009 di confrontarsi sulle strategie del Gruppo e definire la costituzione di un Coordinamento sindacale di gruppo. Infine non dovrebbe sfuggire ad una Azienda importante quale la Piaggio che uniformarsi alla scelta di Federmeccanica che ha imposto un accordo separato sul CCNL in modo illegittimo senza la firma della Fiom-Cgil e contro il parere della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, significa avere aperto un contenzioso, che sosteremmo sia sul piano giuridico che contrattuale. Del resto la nostra organizzazione su tale materia Vi ha formalmente inviato una lettera di diffida. Per l'insieme delle ragioni fin qui esposte le richiediamo di fissare un apposito incontro tra tutte le parti per discutere e confrontarci a partire dai temi qui esposti. Perché le soluzioni ai problemi si ricercano discutendo e contrattando tra le parti. Cercare di imporle, si deve sapere, apre altri scenari".
Nel frattempo questa mattina, con concentramento alla 2R, i lavoratori hanno indetto sciopero dalle ore 09:00.
A fronte del dato in crescita - Piaggio ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 340,6 milioni di euro, in rialzo dell'11,2% sullo stesso periodo del 2009, e con un utile netto di 2,9 milioni di euro contro una perdita di 4,7 milioni dello scorso anno - le buone relazioni sindacali si fanno indispensabili.
fonte: http://www.pisanotizie.it
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