Lettera al Presidente Amministratore delegato Dott. Roberto Colaninno

Siamo stati informati che nel corso di un incontro, convocato urgentemente dalla Direzione Aziendale il 28 aprile 2010 con una delegazione della RSU, Lei in qualità di Presidente ed Amministratore del Gruppo Piaggio avrebbe fatto affermazioni, che se confermate assumono un sorprendente ed inaspettato carattere di antisindacalità.
In particolare dichiarare che “se una organizzazione di minoranza continuasse a proclamare scioperi contro sabati lavorativi di cui la Piaggio ha assoluta necessità, nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che decidessero di aderire allo sciopero l’Azienda (su sua diretta indicazione) considererebbe tale scelta un’assenza ingiustificata e procederebbe al licenziamento delle persone” e, inoltre “che la Piaggio ha bisogno di lavorare e se a Pontedera, non lo si vuol fare l’Azienda può tranquillamente far produrre da altre parti del mondo”.
Tutto ciò assume un carattere intimidatorio ed antisindacale e ci riporta a tempi e logiche autoritarie che pensavamo superate e in ogni caso al di fuori del sistema di relazione del Gruppo Piaggio e pertanto proporremo a tutte le organizzazioni sindacali di convocare un’assemblea per discutere di quanto è accaduto con tutte le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio.
Le chiediamo di rettificare tali dichiarazioni, in caso contrario ci sentiamo liberi di agire nelle forme più opportune per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, compreso il diritto di sciopero.
La invitiamo quindi formalmente, con la chiarezza necessaria, a smentire quanto sopra richiamato e se tale smentita non dovesse pervenire entro 5 giorni dalla presente valuteremo anche le azioni legali più opportune.

Cogliamo inoltre l’occasione per ricordarLe che gli accordi sindacali in Piaggio oltreché dalle RSU sono firmati anche dalle Organizzazioni Sindacali tra cui la Fiom-Cgil territoriale di Pisa e la Fiom-Cgil Nazionale.
Tali accordi, tra le varie normative prevedono che, a fronte di esigenze produttive, le Parti si incontrino per valutare ed assumere in modo condiviso le decisioni più idonee: dalle assunzioni, alla gestione degli orari, ect.. ed in ogni caso nei primi tre mesi di ogni anno.
Le ricordiamo che in applicazione di tali accordi, già da qualche tempo la Fiom-Cgil ha avanzato all'Azienda precise richieste:
evitare che si continui a considerare un fatto naturale ed inevitabile il ricorso alla Cig ordinaria e ai sabati lavorativi.
Di rafforzare il ruolo delle produzioni meccaniche a Pontedera attraverso adeguati investimenti ed interventi organizzativi, in quanto oltre al ricorso a periodi di CIG, continua ad aumentare l’utilizzo di componenti meccaniche e di motori prodotti al di fuori di Pontedera.
Di avviare un vero confronto sulle condizioni di lavoro (tempi, ritmi, carichi di lavoro, metodologie organizzative) con particolare riferimento alle linee di montaggio dove si sta registrando un aumento delle malattie professionali dovute ai sistemi di lavoro utilizzati.
Di procedere ad assunzioni, tanto più a fronte di una positiva domanda del mercato dando piena applicazione a quanto previsto dagli accordi aziendali trasformando a tempo indeterminato lavoratori oggi assunti a termine, sia assumendo ulteriori persone con contratto a termine.
Ed inoltre è ancora senza risposta la richiesta da noi avanzata a settembre del 2009 di confrontarsi sulle strategie del Gruppo e definire la costituzione di un Coordinamento sindacale di gruppo.

Infine non dovrebbe sfuggire ad una Azienda importante quale la Piaggio che uniformarsi alla scelta di Federmeccanica che ha imposto un accordo separato sul CCNL in modo illegittimo senza la firma della Fiom-Cgil e contro il parere della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, significa avere aperto un contenzioso, che sosteremmo sia sul piano giuridico che contrattuale. Del resto la nostra organizzazione su tale materia Vi ha formalmente inviato una lettera di diffida.
Per l’insieme delle ragioni fin qui esposte le richiediamo di fissare un apposito incontro tra tutte le parti per discutere e confrontarci a partire dai temi qui esposti.

Perché le soluzioni ai problemi si ricercano discutendo e contrattando tra le parti.
Cercare di imporle, si deve sapere, apre altri scenari.

p. la Fiom-Cgil nazionale
Maurizio Landini


p la Fiom-Cgil territoriale di Pisa

Marcello Franchi

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