Legge sullo sciopero: continua l’esame dei ddl sullo sciopero presentati dal Governo e dal sen. Ichino

Prosegue l’esame congiunto in Commissione affari costituzionali ed in Commissione lavoro del ddl governativo di revisione della legge sullo sciopero e del ddl sullo sciopero nel settore dei trasporti pubblici, di iniziativa del sen. Ichino ed altri senatori.

Durante la seduta del 21 aprile 2010, il relatore per la Commissione affari costituzionali, il sen. Benedetti Valentini (Pdl), ha richiamato l’irrisolta questione della inattuazione dell’art. 39 cost, implicitamente sottolineando la vaghezza delle numerose disposizioni, contenute nel testo del Governo, che fanno richiamo alla “rappresentatività sindacale”. Ha chiarito, come già aveva fatto il sen. Giuliano nella precedente audizione, che l’ambito di applicazione della revisione della legge sullo sciopero riguarda tutti i servizi pubblici essenziali e non solo quelli che hanno riflesso sulla mobilità e sulla libera circolazione delle persone (come, invece, è indicato nel titolo del disegno di legge)

Il sen. Benedetti Valentini ha riferito anche dell’art. 4 contenuto nel testo del Governo: tale norma prevede che la proclamazione dello sciopero deve essere data, oltre che ai soggetti attualmente previsti dalla l. n. 146/1990, anche alla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Il senatore ha dato poi conto dell’art. 5, comma 2, del ddl governativo, il quale prevede la possibilità di redigere, entro due anni dalla data di entrata in vigore della nuova legge sullo sciopero, un testo unico delle disposizioni in materia di sciopero.

Il sen. Benedetti Valentini ha inoltre segnalato che le disposizioni previste nel ddl presentato dal sen. Ichino non si applicano allo sciopero virtuale e che gli accordi valutati idonei dalla Commissione sostituirebbero la disciplina dello sciopero prevista dalla legge.

Il sen. Passoni (PD) ha contestato la scelta fatta dal Governo di prevedere un regime sanzionatorio di maggior rigore per il servizio del trasporto pubblico, diversificato rispetto al regime sanzionatorio omogeneo previsto per tutti gli altri servizi pubblici essenziali.

fonte:http://www.cgil.it

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