Informacongresso N. 14 - La Rete28Aprile verso il Congresso Cgil

Oltre 200 persone hanno partecipato all’incontro nazionale della Rete a Brescia. In poche ore oltre la relazione e oltre 20 interventi e un clima di grande solidarietà e consapevolezza rispetto al passaggio nodale che attende la Rete e tutta la mozione 2.
Relazione e dibattito hanno condiviso i seguenti punti:
1 – La maggioranza della Cgil ha reso esplicita la scelta che nei congressi di fabbrica era taciuta: si cerca a tutti i costi l’accordo con Cisl e Uil e si torna, tra due anni, al tavolo della concertazione confederale per rientrare nell’accordo separato sulla riforma contrattuale. Come ha detto il Segretario della Fiom, se questa scelta fosse stata dichiarata esplicitamente anche nei congressi di base, nessuno avrebbe potuto dire che non c’erano differenze tra le due mozioni. Ma questa è la realtà della Cgil, prima si costruisce il consenso e poi si spiega a cosa serve, a quali scelte deve essere indirizzato.
2 – Questa scelta moderata della maggioranza della Cgil si verifica nel momento in cui più duro si fa l’attacco ai diritti dei lavoratori. Al centro di questo attacco c’è non solo il Governo e la Confindustria ma anche la Fiat. Che con la scelta di imporre con il ricatto occupazionale a Pomigliano lo stravolgimento di tutte le condizioni di lavoro, pratica la linea della destrutturazione del contratto nazionale. Come è già accaduto, oggi, dopo un momento di incertezza è la Fiat che sceglie di schierarsi con la parte più brutale dell’attacco ai diritti dei lavoratori. La Fiat diventa oggi l’azienda più leghista d’Italia, perché pratica la deroga totale al contratto nazionale, territorio per territorio, azienda per azienda.
3 – L’attacco ai diritti avviene assieme a uno smottamento profondo dei sentimenti e della stessa tenuta democratica del paese. Al Nord, ma anche in alcune zone del Mezzogiorno, nel territorio e tra la popolazione ormai prendono campo e legittimità posizioni xenofobe e razziste. Adro, in provincia di Brescia, è il simbolo del degrado a cui può giungere la rottura di ogni principio di solidarietà democratica. La crisi della democrazia italiana si avvita, mentre crescono le spinte autoritarie e non si risolve la crisi economica. Tutto questo definisce un passaggio senza precedenti per drammaticità e durezza.
4 – In questo contesto non c’è una via di mezzo: o ci si oppone nettamente, andando anche controcorrente, al degrado della democrazia e dei diritti, oppure si sceglie la linea della cogestione del disastro. La scelta della maggioranza della Cgil di rientrare dentro il quadro definito da Confindustria, Cisl e Uil, pone per la prima volta la stessa Cgil di fronte al rischio della ininfluenza e della crisi politica e culturale. Parallelamente a quello che avviene nell’opposizione politica a Berlusconi. Per questo, oggi più che mai, è indispensabile costruire dentro la Cgil una forza organizzata che, in dissenso esplicito con la linea prevalente, porti avanti un messaggio e una pratica di resistenza.
5 – La mozione 2 è di fronte a scelte costituenti. Fallito il disegno di fermare il processo in corso nella Cgil, si tratta di scegliere se aderire ad esso o se contrastarlo. Qui c’è una differenza politica nella mozione che si è manifestata in tutti i congressi, con comportamenti diversi, a volte persino opposti. La coerenza della Rete28Aprile, in alcuni casi, è diventata un elemento sul quale si sono puntate sia le asprezze della maggioranza, sia le scelte non chiare della minoranza. Per questo a volte verso le compagne e i compagni della Rete28Aprile ci sono state discriminazioni ed esclusioni inaccettabili.
6 – A questo punto si tratta di scegliere. La Rete28Aprile proporrà a tutta la mozione 2 di costituirsi in area programmatica di dissenso e opposizione rispetto alle scelte della maggioranza della Cgil, già nel Congresso. E’ impensabile, infatti, che in quella sede, viste le premesse dei congressi precedenti, si possa trovare una mediazione avanzata. O si accetta il quadro della maggioranza, oppure ci si oppone ad esso.
7 – Decisive saranno le scelte che compirà la maggioranza della Fiom, unica categoria ove la mozione 2 ha nettamente prevalso e ove il congresso nazionale ha confermato e rafforzato le tesi di quella mozione. Se la maggioranza della Fiom sceglierà di farsi carico di costruire un’alternativa dentro la Cgil, allora tutte le scelte della confederazione potranno essere profondamente condizionate. Se invece la maggioranza della Fiom rifluirà nell’isolamento all’interno della categoria, tutto l’impegno per cambiare la Cgil sarà più pesante.
8 – In ogni caso la Rete28Aprile garantirà che dal Congresso si esca con un’area di minoranza e dissenso organizzata, sia che essa, come è auspicabile, comprenda tutta la mozione, sia che essa sia solo una sua parte. E’ questo un dovere che la Rete ha assunto dall’inizio del congresso e che intende portare avanti in ogni caso. Pertanto la Rete presenterà queste posizioni sia al seminario della mozione 2 del 29 e 30 aprile, sia all’assemblea dei delegati di mozione, convocata per il 4 maggio.

fonte:http://www.rete28aprile.it

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