In arrivo la legge antisciopero!Pd e Pdl tutti uniti appassionatamente contro il diritto di sciopero

Alcuni disegni di legge sono stati presentati in materia di sciopero per favorire l’esercizio virtuale dello stesso, i lavoratori continuano a svolgere regolarmente le loro mansioni rinunciando alla retribuzione. E’ evidente che uno sciopero virtuale convenga ai padroni (siano essi privati o cooperative o pubblica amministrazione le cose non cambiano) per alcune ragioni Non c’è interruzione di attività o di servizio, non esiste contrapposizione tra lavoratore e padrone e l’immagine della azienda viene salvaguardata, i profitti aziendali non sono ridotti, non esiste conflitto tra capitale e lavoro o meglio viene occultato da forme simboliche e poco incisive.

Nella storia del movimento operaio, lo sciopero è stata un’arma vincente per impedire licenziamenti e conquistare diritti collettivi, per affermare alti valori come il ripudio della guerra. Senza conflitto il padronato non avrebbe ceduto sulla riduzione dell’orario di lavoro e saremmo ancora con orari giornalieri superiori a 10 ore.

Tanto interesse verso lo sciopero virtuale si spiega facilmente. Infatti le trattenute non avverranno automaticamente ma su esplicita richiesta del lavoratore. Le trattenute andrebbero a un fondo cogestito (sul modello degli enti bilaterali) che deciderà le modalità di gestione e la destinazione del denaro, insomma i padroni potranno decidere l’uso di questi soldi.

Lo sciopero virtuale è particolarmente “indicato” per i trasporti all’interno di una logica che vede la supremazia del cittadino sul lavoratore. Ma a guadagnarci sono ancora una volta per le aziende che non spendono per i carburanti, non spendono per gli stipendi e magari potranno anche apparire come magnati di qualche associazione benefica o onlus (cosi’ da pagare meno tasse), non perdono il guadagno derivante dagli abbonamenti e dai biglietti e non perdono i benefici destinati alle aziende in deficit.

Eliminando lo sciopero si bandisce il conflitto, si afferma un diritto di cittadinanza che mette al primo posto i profitti aziendali e soprattutto si vorrebbe dimostrare l’inutilità dello sciopero tradizionale e del conflitto. Questa logica, subalterna al capitale, fa prevalere l’interesse del cittadino che in caso di sciopero “subisce” alcuni disservizi (per esempio la impossibilità di usare il mezzo pubblico). Ovviamente, lo stesso cittadino paga un prezzo assai più salato in termini economici, vedi l’aumento delle tariffe di servizi privatizzati, l’aumento delle rette degli asili, i servizi sanitari a pagamento, un costo della vita ormai insostenibile. Ma il cittadino utente è chiuso in un ambito sempre più angusto dove il conflitto (in sé e per sé) è negativo. Al resto pensano i media che amplificano i disservizi derivanti da uno sciopero nei trasporti tacendo invece su tutti gli altri disservizi derivanti dalla assenza di conflitto nei luoghi di lavoro, dalla privatizzazione dei beni comuni che comporta aumento delle tariffe dimenticando che per anni hanno decantato gli effetti benefici del libero mercato (ma il costo della vita non è mai stato cosi’ alto come nei nostri giorni).

L’obiettivo del Pd e Pdl è quello di rivedere e stravolgere la disciplina in materia di diritto di sciopero limitandone fortemente l’esercizio (basta leggere le procedure necessarie per la indizione e perfino per una eventuale revoca dello sciopero). Da qui la proposta del Ministro Sacconi di sottoporre a referendum tra i lavoratori la possibilità di indire lo sciopero nei trasporti. L’iter parlamentare di queste leggi liberticide sarà alquanto breve e saremo impossibilitati a scioperare in molti periodi dell’anno (la legislazione vigente -la legge 146\90- già lo prevede). Gli stessi contratti nazionali recepiranno queste norme e in certi casi potranno renderle ancora più ristrettive, salvo poi estendere, attraverso accordi sindacali di categoria e nuova legislazione, queste norme dal settore trasporto a tutti gli altri comparti.

E’ anticostituzionale una forte limitazione del diritto di sciopero? L’art 40 della Costituzione prevede che il diritto di sciopero sia esercitato solo nell’ambito delle leggi che lo regolano, quindi basterà modificare la legislazione per impedirlo. E senza lo sciopero, i lavoratori saranno privati di uno strumento con cui raggiungere obiettivi quali il miglioramento delle loro condizioni lavorative e di vita, salari più alti. Un lavoratore con meno potere contrattuale diventa un cittadino più debole, i cui diritti sono limitati ai minimi termini mentre aumentano a dismisura i suoi doveri. Se bandiamo il conflitto otterremo solo un risultato: indebolire i lavoratori e questo obiettivo perseguono i disegni legislativi in materia di sciopero in discussione nel Parlamento. Per queste ragion,i ogni limitazione del diritto di sciopero è inaccettabile perchè sono in gioco diritti collettivi e conquiste decennali. Del resto, gli attacchi allo Statuto dei lavoratori (attraverso il collegato lavoro) e al diritto di sciopero corrono sugli stessi binari liberticidi e allo stesso modo dovranno essere respinti. A tale scopo serve attivare fin da ora dei comitati unitari in difesa dello statuto dei lavoratori e del diritto di sciopero.

fonte:http://www.confederazionecobaspisa.it

Commenti