'Non voglio raggiungere l'immortalità con il lavoro. Voglio arrivarci non morendo', questo lo slogan dell'iniziativa che si è svolta oggi, organizzata dall'INCA CGIL in occasione della 'Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro'. L'incontro che ha preso il via questa mattina alla Soilmec di Cesena intende promuovere una nuova cultura della salute e della sicurezza nei posti di lavoro.
Un'occasione, quella di oggi, 28 aprile, definita dal Capo dello Stato “un importante contributo per diffondere l'impegno a prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali”. Giorgio Napolitano ha infatti inviato un messaggio all'INCA nel quale spega come sia “necessario concorrere efficacemente a definire e promuovere le strategie volte a combattere il drammatico fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro per radicare una cultura della legalità, della sicurezza e della promozione del 'buon lavoro' e della 'buona impresa”.
Tra i numerosi partecipanti al dibattito, il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani che ha sottolineato come per far diminuire gli incidenti sul lavoro anche “il sindacato deve fare di più” perchè “troppo spesso siamo distratti, dobbiamo riscoprire l'attenzione che dobbiamo a questi problemi”. Il leader sindacale ricorda come il tema della sicurezza sia in stretto rapporto con quello del lavoro sommerso “basti pensare agli arresti dei 'caporali' avvenuti nei giorni scorsi a Rosarno: dove c'è la schiavitù, dove ti negano il diritto ad essere una persona, fa ridere che qualcuno si ponga il problema della sicurezza sul lavoro”.
Tuttavia Epifani, parlando del rapporto con le imprese, invita a non generalizzare “c'è impresa e impresa” e nonostante ritenga che il comportamento della Thyssen Krupp sia stato vergognoso prima, durante e dopo l'incidente, “ci sono migliaia e migliaia di imprenditori che invece affrontano seriamente questo problema. Si deve riconoscere – ha proseguito il Segretario Generale - dove ci si comporta bene e dove ci si comporta male. E a me non dispiacerebbe che così facesse anche Confindustria”.
Infine Epifani ha ribadito l'importanza di un aumento delle sanzioni, “per chi non fa il suo dovere”, ritenendole necessarie per far fronte al problema degli infortuni sul lavoro. “Noi abbiamo avuto una discussione forte con il governo e con Confindustria”, e ricorda il testo unico, con sanzioni più forti, formulato durante il governo Prodi, e punta il dito sul governo attuale che “ha ridotto le sanzioni e in alcuni casi le ha annullate. Ma se non c'è mai una sanzione come si può far rispettare una norma ed ottenere dei risultati?”.
fonte:http://www.cgil.it
Un'occasione, quella di oggi, 28 aprile, definita dal Capo dello Stato “un importante contributo per diffondere l'impegno a prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali”. Giorgio Napolitano ha infatti inviato un messaggio all'INCA nel quale spega come sia “necessario concorrere efficacemente a definire e promuovere le strategie volte a combattere il drammatico fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro per radicare una cultura della legalità, della sicurezza e della promozione del 'buon lavoro' e della 'buona impresa”.
Tra i numerosi partecipanti al dibattito, il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani che ha sottolineato come per far diminuire gli incidenti sul lavoro anche “il sindacato deve fare di più” perchè “troppo spesso siamo distratti, dobbiamo riscoprire l'attenzione che dobbiamo a questi problemi”. Il leader sindacale ricorda come il tema della sicurezza sia in stretto rapporto con quello del lavoro sommerso “basti pensare agli arresti dei 'caporali' avvenuti nei giorni scorsi a Rosarno: dove c'è la schiavitù, dove ti negano il diritto ad essere una persona, fa ridere che qualcuno si ponga il problema della sicurezza sul lavoro”.
Tuttavia Epifani, parlando del rapporto con le imprese, invita a non generalizzare “c'è impresa e impresa” e nonostante ritenga che il comportamento della Thyssen Krupp sia stato vergognoso prima, durante e dopo l'incidente, “ci sono migliaia e migliaia di imprenditori che invece affrontano seriamente questo problema. Si deve riconoscere – ha proseguito il Segretario Generale - dove ci si comporta bene e dove ci si comporta male. E a me non dispiacerebbe che così facesse anche Confindustria”.
Infine Epifani ha ribadito l'importanza di un aumento delle sanzioni, “per chi non fa il suo dovere”, ritenendole necessarie per far fronte al problema degli infortuni sul lavoro. “Noi abbiamo avuto una discussione forte con il governo e con Confindustria”, e ricorda il testo unico, con sanzioni più forti, formulato durante il governo Prodi, e punta il dito sul governo attuale che “ha ridotto le sanzioni e in alcuni casi le ha annullate. Ma se non c'è mai una sanzione come si può far rispettare una norma ed ottenere dei risultati?”.
- Iniziativa INCA CGIL a Cesena per promuovere una nuova cultura della salute e della sicurezza nei posti di lavoro
- Documento OIL 2010: Italiano - Inglese
- Video-intervista al Presidente dell'INCA CGIL
fonte:http://www.cgil.it
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