Secca smentita da parte dell'amministratore delegato di Immsi sulle voci di cessioni a gruppi asiatici
E' arrivata ieri la smentita ufficiale da parte dei vertici della Piaggio riguardo alle voci circolate nelle scorse settimane su una possibile cessione dello stabilimento ai cinesi.
In uno stringato comunicato la Immsi, il gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che ne è anche amministratore delegato e che detiene il 53,6 per cento delle azioni Piaggio, ha comunicato l'infondatezza di qualsiasi ipotesi di cessione di Piaggio Spa o dell'ingresso di "soggetti terzi nell'assetto di controllo della stessa società". Nella nota si afferma anche che è priva di qualsiasi fondamento la notizia dell'interessamento da parte delle grandi conglomerate finanziarie asiatiche, in particolare indiane e cinesi, nei confronti dello stabilimento pontederese.
Era stato il Sole 24 Ore nella giornata di domenica ad ipotizzare l'uscita dello stesso Colannino dall'azionariato di Piaggio ponendo un interrogativo la cui validità sul lungo periodo rimane: "Colaninno continuerà a focalizzarsi sia su Piaggio, sia su Alitalia oppure, risanato il marchio delle due ruote, preferirà concentrarsi sulla ex-compagnia di bandiera?"
Nella giornata di ieri i vertici dell'azienda hanno ribadito che non è in atto aluna ipotesi dei vendita dell'azienda nel corso di un incontro con i rappresentanti dei sindacati - Cgil-Fiom, Cisl-Fim, UIl-Uiml e Ugl-Uglm nella sede dell'Unione degli industriali di Pisa.
La cosa certa è che gli stabilimenti e gli investimenti in India, in Cina e dallo scorso giugno in Vietnam hanno un deciso segno positivo. In particolare l'avvio della commercializzazione della Vespa LX in Vietnam, realizzata nello stabilimento di Piaggio, nel distretto di Binh Xuyen, che attualmente occupa oltre 250 dipendenti, per investimento complessivo di oltre 30 milioni di dollari ed una capacità produttiva che potrà raggiungere a regime le 100mila unità all'anno, sta avendo un grande successo.
Secondo alcune previsioni nel medio periodo le vendite tra Vietnam ed India potrebbero costituire un terzo del fatturato gruppo, rappresentando sempre di più un piatto molto appetitoso per gruppi asiatici che hanno notevole liquidità e possono contare su manodopera a bassissimo costo.
fonte:http://www.pisanotizie.it
E' arrivata ieri la smentita ufficiale da parte dei vertici della Piaggio riguardo alle voci circolate nelle scorse settimane su una possibile cessione dello stabilimento ai cinesi.
In uno stringato comunicato la Immsi, il gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che ne è anche amministratore delegato e che detiene il 53,6 per cento delle azioni Piaggio, ha comunicato l'infondatezza di qualsiasi ipotesi di cessione di Piaggio Spa o dell'ingresso di "soggetti terzi nell'assetto di controllo della stessa società". Nella nota si afferma anche che è priva di qualsiasi fondamento la notizia dell'interessamento da parte delle grandi conglomerate finanziarie asiatiche, in particolare indiane e cinesi, nei confronti dello stabilimento pontederese.
Era stato il Sole 24 Ore nella giornata di domenica ad ipotizzare l'uscita dello stesso Colannino dall'azionariato di Piaggio ponendo un interrogativo la cui validità sul lungo periodo rimane: "Colaninno continuerà a focalizzarsi sia su Piaggio, sia su Alitalia oppure, risanato il marchio delle due ruote, preferirà concentrarsi sulla ex-compagnia di bandiera?"
Nella giornata di ieri i vertici dell'azienda hanno ribadito che non è in atto aluna ipotesi dei vendita dell'azienda nel corso di un incontro con i rappresentanti dei sindacati - Cgil-Fiom, Cisl-Fim, UIl-Uiml e Ugl-Uglm nella sede dell'Unione degli industriali di Pisa.
La cosa certa è che gli stabilimenti e gli investimenti in India, in Cina e dallo scorso giugno in Vietnam hanno un deciso segno positivo. In particolare l'avvio della commercializzazione della Vespa LX in Vietnam, realizzata nello stabilimento di Piaggio, nel distretto di Binh Xuyen, che attualmente occupa oltre 250 dipendenti, per investimento complessivo di oltre 30 milioni di dollari ed una capacità produttiva che potrà raggiungere a regime le 100mila unità all'anno, sta avendo un grande successo.
Secondo alcune previsioni nel medio periodo le vendite tra Vietnam ed India potrebbero costituire un terzo del fatturato gruppo, rappresentando sempre di più un piatto molto appetitoso per gruppi asiatici che hanno notevole liquidità e possono contare su manodopera a bassissimo costo.
fonte:http://www.pisanotizie.it
Commenti