La riunione di sabato 20 febbraio della mozione “La Cgil che vogliamo” ha assunto all’unanimità una serie di orientamenti sul congresso, sulla base delle relazioni di Carlo Podda e delle conclusioni di Gianni Rinaldini.
Si è sottolineato che il risultato complessivo della mozione, là dove si sono misurate in congressi trasparenti entrambe le posizioni, è complessivamente positivo, con risultati significativi anche in alcune province tra cui Bologna, Torino, Modena, Ferrara. Si conferma, inoltre, una grande forza della mozione nelle tre Camere del lavoro ove i segretari generali avevano aderito alla mozione 2.
La riunione ha però soprattutto esaminato un dato. Quello della non credibilità dei dati di alcune categorie, sia in alcune regioni, sia con questa tendenza, a livello nazionale. Mentre la partecipazione di una categoria come quella dei metalmeccanici alla fine sarà inferiore a quella dell’ultimo congresso, a causa prima di tutto della crisi, in altre categorie, oltre che nei pensionati, si registra un’improvvisa abnorme crescita dei partecipanti al voto, nei congressi ove è presente solo la mozione 1. Questo fa sì che, se le tendenze saranno confermate, Fillea, Flai e Filcams registreranno una partecipazione al voto superiore a quella dei metalmeccanici. La mozione ha quindi adottato le seguenti conclusioni politiche:
1. Si appoggia la scelta delle compagne e dei compagni nelle Commissioni di garanzia territoriali e regionali di non certificare i dati congressuali là ove si verifichino abnormi crescite della partecipazione, tali da alterare lo stesso andamento del congresso.
2. Conseguentemente la mozione assume l’orientamento di non certificare a livello nazionale i risultati complessivi, perché segnati dai risultati contestati a livello territoriale e regionale.
3. Nei congressi si aprirà dunque una battaglia per le regole della democrazia e per la trasparenza del tesseramento. Là ove si contesteranno i risultati congressuali si procederà all’elezione degli organismi con liste contrapposte.
4. Per quanto riguarda l’elezione dei segretari generali, avranno il voto della mozione solo quei dirigenti che si pronunceranno esplicitamente per il governo unitario. Gli altri riceveranno l’astensione o il voto contrario.
Queste decisioni sono state confermate anche dopo il rinvio della conferenza stampa, deciso su richiesta dei compagni Moccia, Podda e Rinaldini, per impegni improvvisi.
fonte:http://www.rete28aprile.it/
Si è sottolineato che il risultato complessivo della mozione, là dove si sono misurate in congressi trasparenti entrambe le posizioni, è complessivamente positivo, con risultati significativi anche in alcune province tra cui Bologna, Torino, Modena, Ferrara. Si conferma, inoltre, una grande forza della mozione nelle tre Camere del lavoro ove i segretari generali avevano aderito alla mozione 2.
La riunione ha però soprattutto esaminato un dato. Quello della non credibilità dei dati di alcune categorie, sia in alcune regioni, sia con questa tendenza, a livello nazionale. Mentre la partecipazione di una categoria come quella dei metalmeccanici alla fine sarà inferiore a quella dell’ultimo congresso, a causa prima di tutto della crisi, in altre categorie, oltre che nei pensionati, si registra un’improvvisa abnorme crescita dei partecipanti al voto, nei congressi ove è presente solo la mozione 1. Questo fa sì che, se le tendenze saranno confermate, Fillea, Flai e Filcams registreranno una partecipazione al voto superiore a quella dei metalmeccanici. La mozione ha quindi adottato le seguenti conclusioni politiche:
1. Si appoggia la scelta delle compagne e dei compagni nelle Commissioni di garanzia territoriali e regionali di non certificare i dati congressuali là ove si verifichino abnormi crescite della partecipazione, tali da alterare lo stesso andamento del congresso.
2. Conseguentemente la mozione assume l’orientamento di non certificare a livello nazionale i risultati complessivi, perché segnati dai risultati contestati a livello territoriale e regionale.
3. Nei congressi si aprirà dunque una battaglia per le regole della democrazia e per la trasparenza del tesseramento. Là ove si contesteranno i risultati congressuali si procederà all’elezione degli organismi con liste contrapposte.
4. Per quanto riguarda l’elezione dei segretari generali, avranno il voto della mozione solo quei dirigenti che si pronunceranno esplicitamente per il governo unitario. Gli altri riceveranno l’astensione o il voto contrario.
Queste decisioni sono state confermate anche dopo il rinvio della conferenza stampa, deciso su richiesta dei compagni Moccia, Podda e Rinaldini, per impegni improvvisi.
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