Rischi per l’occupazione negli stabilimenti soggetti alla mancanza di commesse. Grave la situazione di Castellammare di Stabia, Palermo e Ancona. Un 2010 drammatico, a meno che il governo non avvii il pacchetto di commesse pubbliche annunciato
Sarà un 2010 drammatico per Fincantieri sotto il profilo della casa integrazione se il governo non avvierà il pacchetto straordinario di commesse pubbliche preannunciato a dicembre. È quanto sostiene Giorgio Cremaschi, responsabile per la cantieristica navale nella segreteria nazionale Fiom, dopo l’ennesimo incontro al ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 18 febbraio, da cui i sindacati aspettavano passi concreti e che invece si è concluso con un nulla di fatto. A oggi rimane – ma solo sulla carta – il ventaglio di ordini fatto intravedere dal governo tre mesi fa e di cui si è persa traccia man mano che passavano le settimane. Il ministero ha preso tempo fino all’8 marzo per concedere qualcosa in più: sul tavolo la definizione della gara per due pattugliatori da fornire alle capitanerie di porto e da costruire a Castellammare di Stabia. Ma ci vorrà almeno un anno prima che si parta con i lavori, oggettivamente troppo per risollevare le sorti del cantiere in provincia di Napoli, il più in difficoltà. Dall’agenda del governo è sparito anche il programma di navi-carcere di cui pure si era parlato,mentre per le due navi multi-funzione da realizzare nei cantieri italiani, ci sarebbero per ora solo 50 milioni a disposizione, dei circa 250 che occorrerebbero. Così com’è saltata l’assegnazione della nave Florio al cantiere di Palermo, che sabato scorso è rimasto fermo per un’agitazione dei lavoratori.
È troppo poco quanto il ministero ha messo sul tavolo, alla fine di una settimana che pure aveva registrato una novità di rilievo per il gruppo cantieristico italiano: il 17 febbraio la Fincantieri aveva siglato un accordo da un miliardo di euro con la Carnival, principale compagnia da crociera del mondo, per la realizzazione di due navi. Una commessa che rilancia strategicamente il gruppo a partire dal 2011 e, allo stesso tempo, è un forte segnale per la società, che lascia però sostanzialmente immutata la situazione per l’anno in corso, con rischi per l’occupazione negli stabilimenti più soggetti in questi mesi alla mancanza di ordini. I lavoratori in cassa integrazione, attualmente circa 700, saliranno, secondo i calcoli del sindacato, a quota 1.200 a metà anno, per arrivare a 1.600 (il 20 per cento degli addetti del gruppo) a fine 2010. Sono coinvolti tutti gli stabilimenti,ma gli impianti più a rischio sono quelli di Castellammare di Stabia, che ha già 400 dipendenti in cassa, di Palermo e di Ancona.
Grave in particolare la situazione del sito campano: esaurite le settimane di cassa integrazione ordinaria, le maestranze da giugno saranno in cassa straordinaria, preludio alle procedure di mobilità. È vero che a giorni si dovrebbe giungere all’accordo istituzionale per il varo del bacino di carenaggio, essenziale infrastruttura per il rilancio del cantiere, e che le maestranze saranno impegnate per alcuni mesi sul troncone di prora della nave Oceania,ma a prevalere è soprattutto l’allarme per l’andamento produttivo e per l’inerzia del governo: “Senza le commesse relative ai pattugliatori – afferma Massimo Brancato, segretario provinciale dei metalmeccanici della Cgil – lo stabilimento rischia seriamente”. In attesa delle commesse, il sindacato sta facendo pressione sul governo per avere informazioni su due navi da crociera che l’armatore Grimaldi aveva ordinato proprio all’impianto di Castellammare, poi svanite nel nulla con il sopraggiungere della crisi.
Se quindi, sul versante pubblico, non giungono per il momento novità sostanziali, le notizie positive per il gruppo vengono dall’estero. Fincantieri si è aggiudicata i primi due ordini del 2011, del valore complessivo di un miliardo di euro, battendo i cantieri tedeschi Meyer Werft, in corsa per la medesima commessa.A tale riguardo, un’intesa per la costruzione di due navi prototipo per il brand Princess Cruises è stata raggiunta tra il gruppo italiano e la statunitense Carnival Corporation. Il contratto, viene precisato, è subordinato alla definitiva messa a punto degli aspetti ?nanziari e tecnici dell’accordo. Le nuove navi, ciascuna di 139.000 tonnellate di stazza lorda e della capacità di 3.600 passeggeri, entreranno in servizio nella primavera del 2013 e del 2014 e saranno le più grandi finora costruite per la flotta Princess. I nuovi ordini rappresentano linfa vitale per la Fincantieri.A seguito della crisi mondiale, infatti, il comparto nel suo complesso ha subìto un crollo dell’85 per cento della domanda rispetto al 2008 e il segmento crocieristico, interamente appannaggio dei cantieri europei, è passato dai 16 ordini del 2007 ai 3 del 2008. Come se non bastasse, nel 2009 la domanda armatoriale si è azzerata; unica eccezione, la commessa a Fincantieri.
Antonio Fico
fonte:http://www.rassegna.it
Sarà un 2010 drammatico per Fincantieri sotto il profilo della casa integrazione se il governo non avvierà il pacchetto straordinario di commesse pubbliche preannunciato a dicembre. È quanto sostiene Giorgio Cremaschi, responsabile per la cantieristica navale nella segreteria nazionale Fiom, dopo l’ennesimo incontro al ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 18 febbraio, da cui i sindacati aspettavano passi concreti e che invece si è concluso con un nulla di fatto. A oggi rimane – ma solo sulla carta – il ventaglio di ordini fatto intravedere dal governo tre mesi fa e di cui si è persa traccia man mano che passavano le settimane. Il ministero ha preso tempo fino all’8 marzo per concedere qualcosa in più: sul tavolo la definizione della gara per due pattugliatori da fornire alle capitanerie di porto e da costruire a Castellammare di Stabia. Ma ci vorrà almeno un anno prima che si parta con i lavori, oggettivamente troppo per risollevare le sorti del cantiere in provincia di Napoli, il più in difficoltà. Dall’agenda del governo è sparito anche il programma di navi-carcere di cui pure si era parlato,mentre per le due navi multi-funzione da realizzare nei cantieri italiani, ci sarebbero per ora solo 50 milioni a disposizione, dei circa 250 che occorrerebbero. Così com’è saltata l’assegnazione della nave Florio al cantiere di Palermo, che sabato scorso è rimasto fermo per un’agitazione dei lavoratori.
È troppo poco quanto il ministero ha messo sul tavolo, alla fine di una settimana che pure aveva registrato una novità di rilievo per il gruppo cantieristico italiano: il 17 febbraio la Fincantieri aveva siglato un accordo da un miliardo di euro con la Carnival, principale compagnia da crociera del mondo, per la realizzazione di due navi. Una commessa che rilancia strategicamente il gruppo a partire dal 2011 e, allo stesso tempo, è un forte segnale per la società, che lascia però sostanzialmente immutata la situazione per l’anno in corso, con rischi per l’occupazione negli stabilimenti più soggetti in questi mesi alla mancanza di ordini. I lavoratori in cassa integrazione, attualmente circa 700, saliranno, secondo i calcoli del sindacato, a quota 1.200 a metà anno, per arrivare a 1.600 (il 20 per cento degli addetti del gruppo) a fine 2010. Sono coinvolti tutti gli stabilimenti,ma gli impianti più a rischio sono quelli di Castellammare di Stabia, che ha già 400 dipendenti in cassa, di Palermo e di Ancona.
Grave in particolare la situazione del sito campano: esaurite le settimane di cassa integrazione ordinaria, le maestranze da giugno saranno in cassa straordinaria, preludio alle procedure di mobilità. È vero che a giorni si dovrebbe giungere all’accordo istituzionale per il varo del bacino di carenaggio, essenziale infrastruttura per il rilancio del cantiere, e che le maestranze saranno impegnate per alcuni mesi sul troncone di prora della nave Oceania,ma a prevalere è soprattutto l’allarme per l’andamento produttivo e per l’inerzia del governo: “Senza le commesse relative ai pattugliatori – afferma Massimo Brancato, segretario provinciale dei metalmeccanici della Cgil – lo stabilimento rischia seriamente”. In attesa delle commesse, il sindacato sta facendo pressione sul governo per avere informazioni su due navi da crociera che l’armatore Grimaldi aveva ordinato proprio all’impianto di Castellammare, poi svanite nel nulla con il sopraggiungere della crisi.
Se quindi, sul versante pubblico, non giungono per il momento novità sostanziali, le notizie positive per il gruppo vengono dall’estero. Fincantieri si è aggiudicata i primi due ordini del 2011, del valore complessivo di un miliardo di euro, battendo i cantieri tedeschi Meyer Werft, in corsa per la medesima commessa.A tale riguardo, un’intesa per la costruzione di due navi prototipo per il brand Princess Cruises è stata raggiunta tra il gruppo italiano e la statunitense Carnival Corporation. Il contratto, viene precisato, è subordinato alla definitiva messa a punto degli aspetti ?nanziari e tecnici dell’accordo. Le nuove navi, ciascuna di 139.000 tonnellate di stazza lorda e della capacità di 3.600 passeggeri, entreranno in servizio nella primavera del 2013 e del 2014 e saranno le più grandi finora costruite per la flotta Princess. I nuovi ordini rappresentano linfa vitale per la Fincantieri.A seguito della crisi mondiale, infatti, il comparto nel suo complesso ha subìto un crollo dell’85 per cento della domanda rispetto al 2008 e il segmento crocieristico, interamente appannaggio dei cantieri europei, è passato dai 16 ordini del 2007 ai 3 del 2008. Come se non bastasse, nel 2009 la domanda armatoriale si è azzerata; unica eccezione, la commessa a Fincantieri.
Antonio Fico
fonte:http://www.rassegna.it
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