Colaninno potrebbe puntare soltanto sugli aerei

Alcune banche d'affari sarebbero già al lavoro per presentare il dossier. Di sicuro c'è interesse per quella che viene considerata la possibile operazione di M&A del 2010: cioè l'uscita di Roberto Colaninno (presente tramite Immsi che ne controlla il 53,58% del capitale) dall'azionariato di Piaggio.
Il disinvestimento dell'imprenditore mantovano era già stato smentito alcuni mesi fa, ma sul mercato continuano a circolare indiscrezioni sull'interesse che il gruppo delle due ruote avrebbe suscitato soprattutto tra le grandi conglomerate asiatiche, in particolare indiani e cinesi, oppure i grandi produttori di moto giapponesi.
In ogni caso l'interrogativo resta: Colaninno continuerà a focalizzarsi sia su Piaggio, sia su Alitalia oppure, risanato il marchio delle due ruote, preferirà concentrarsi sulla ex-compagnia di bandiera? Probabilmente per Colaninno sarebbe stato più conveniente uscire quando il titolo era a 4 euro, rispetto ai livelli attuali sotto i 2 euro. Ma i corsi sono in recupero a Piazza Affari: in un anno le quotazioni sono salite del 73 per cento. E, come fa notare qualche banchiere d'affari, tutto ha un prezzo. Di sicuro quello che si presenta nel 2010 è un gruppo ristrutturato e in forte evoluzione, con una presenza maggiore in Asia che, nei prossimi anni, avrà un peso elevato sul fatturato consolidato.
Gli analisti si attendono soprattutto una forte crescita in un Paese come il Vietnam, dove potrebbero essere triplicati i volumi, e in India, dove sono stati ottenuti ottimi risultati in termini di immatricolazioni. L'esposizione in questi due Paesi potrebbe generare un terzo del fatturato, già nel medio termine, andando a ridurre la supremazia dell'Europa, dove attualmente è generato il 40% delle vendite.
Tiene la redditività: nel 2010 toccherà il 12 per cento, mentre secondo il piano industriale dovrebbe raggiungere il 13,2 per cento entro il 2011. Il problema maggiore resta in Italia, dove alcune Sim si attendono un calo delle vendite del 5% nel 2010. Ma questo decremento potrebbe essere maggiore (anche intorno al 10%) nel caso il governo decidesse di fermare gli incentivi per le due ruote.
Almeno per ora, il mercato sta reggendo: a gennaio, il gruppo di Pontedera ha segnato una crescita della sua quota di mercato sul territorio nazionale di 1,6 punti percentuali al 26,2 per cento. In crescita in quasi tutti i segmenti: nello scooter 50cc e nello scooter sopra i 50cc, ma anche nei segmenti della moto di grossa cilindrata grazie ad Aprilia e Moto Guzzi.
Tranquilla la situazione finanziaria della società, che ha allungato le scadenze sul debito. A fine anno il gruppo ha infatti lanciato un prestito obbligazionario, per un importo di 150 milioni e della durata di 7 anni, con l'obiettivo di rimborsare quello che restava del vecchio prestito obbligazionario Piaggio Finance Sa in scadenza nel 2012.

Carlo Festa


fonte:http://www.ilsole24ore.com

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