Sergio Bonetto è l'avvocato di parte civile nei processi torinesi ThyssenKrupp e Eternit. Trent'anni di esperienza sulle spalle come avvocato del lavoro - buona parte dei quali dedicati alle vittime dell'amianto - prima di pronunciare «parole grosse» ci pensa due volte, «ma questa volta è proprio il caso di dirlo, che se passa così com'è la legge sul processo breve è obiettivamente eversiva, perchè non esisterebbe più un processo con una ragionevole garanzia di essere portato a termine». E la cosa paradossale - continua Bonetto - è che se ne potrebbe guadagnare in produttività: «Certo, condannando a raffica tutti i poveracci che non si difendono e lor signori invece no».
La legge sul processo breve rischia dunque di insabbiare i processi per le morti sul lavoro?
Non è tanto un rischio, l'attuale stesura - e speriamo che non sia definitiva - equivale a una sorta di amnistia. I processi penali in materia di lavoro hanno una caratteristica, che cosiste nel fatto che spesso sono necessarie consulenze tecniche. Non c'è nessuna logica nell'individuare una tempistica obbligata, è un'assurdità. Persino nel caso Thyssen, se facciamo una consulenza, andiamo fuori tempo per tutti.
I famigliari delle vittime della Thyssen hanno lanciato l'allarme: se passa la legge il processo sarà menomato e resterà solo l'amministratore delegato, l'unico con una condanna superiore a dieci anni.
Un'altra delizia: il processo che si sdoppia, per alcuni è breve, per altri è un po' più lungo, e si tratta di diversi imputati in relazione agli stessi fatti. È delirante, se ci si pensa. Ma il rischio di andare oltre i termini sussiste anche per i processi più lunghi. Basterrebbe convincere la Corte che è necessaria un'altra perizia e siccome le perizie non durano mai meno di 4-6 mesi, il rischio di superare i termini c'è in ogni caso e per tutti.
E il caso Eternit?
È un esempio di quello che ho appena detto. In teoria, trattandosi di un'imputazione per disastro doloso (oltre all'omissione dolosa di misure di sicurezza) che prevede una pena di dodici anni, non dovrebbe rientare nell'amnistia, ma è improbabile che, accusati di avere inquinato mezza Italia con l'amianto, la difesa dei due imputati non richieda al tribunale un'altra perizia. Non solo: la difesa ha indicato per ora 3500 testimoni, basterebbe che la Corte ne ascoltasse anche solo un quarto per non rientrare nei tempi previsti. Anche per la Thyssen: mancano ancora un centinaio di testi per la difesa e siamo a 55 udienze. O la corte d'assise li riduce oppure siamo a rischio.
Del processo Umbria Olii, che ha richiesto tre anni solo per essere allestito, cosa ne sarebbe?
C'è l'imputazione di omicidio colposo, siamo nei limiti imposti di due anni, e quindi dovrebbe sparire.
Ha un'idea di quanti potrebbero essere i processi a saltare?
In materia di infortunistica sul lavoro quasi tutti. E anche quelli che sopravvivono in primo grado, rischiano poi d'incartarsi in appello, dove non è infrequente per la Corte decidere di fare una nuova consulenza per controllare quella di primo grado. Il messaggio è chiaro: forse è meglio che lasciate perdere i processi perchè tanto non ve li lasciamo fare.
C'è un problema di lunghezza eccessiva dei processi, anche nel caso delle morti sul lavoro?
C'è un problema che è dato dal carico di lavoro dei giudici e, non ultimo, dal fatto che mentre i poveracci hanno avvocati che si fanno imporre i rinvii dal giudice, chi può permettersi bravi avvocati può tirarla più facilmente per le lunghe. Circola voce tra l'altro che tra i progetti di Berlusconi ci sia anche quello di vietare ai tribunale di tagliare la lista dei testimoni della difesa. Oggi il giudice può valutare se è il caso di sentirli o no, domani potrebbe essere tenuto a sentirli tutti, e se io ti compilo la lista con l'elenco del telefono ho anche risolto il problema di fare il processo. Sarebbe stato più ragionevole tagliare i termini di prescrizione, sempre di amnistia si sarebbe trattato, ma così si ottiene lo stesso risultato scaricandone la responsabilità sui giudici. È come se avessero detto: tutti i reati si prescrivono in due o tre anni da quando comincia il processo. 'Processati di tutta Italia unitevi', questo è il messaggio che passa.
Sara Farolfi
[Articolo il manifesto del 24/01/2010]
fonte:http://www.ilmanifesto.it/
La legge sul processo breve rischia dunque di insabbiare i processi per le morti sul lavoro?
Non è tanto un rischio, l'attuale stesura - e speriamo che non sia definitiva - equivale a una sorta di amnistia. I processi penali in materia di lavoro hanno una caratteristica, che cosiste nel fatto che spesso sono necessarie consulenze tecniche. Non c'è nessuna logica nell'individuare una tempistica obbligata, è un'assurdità. Persino nel caso Thyssen, se facciamo una consulenza, andiamo fuori tempo per tutti.
I famigliari delle vittime della Thyssen hanno lanciato l'allarme: se passa la legge il processo sarà menomato e resterà solo l'amministratore delegato, l'unico con una condanna superiore a dieci anni.
Un'altra delizia: il processo che si sdoppia, per alcuni è breve, per altri è un po' più lungo, e si tratta di diversi imputati in relazione agli stessi fatti. È delirante, se ci si pensa. Ma il rischio di andare oltre i termini sussiste anche per i processi più lunghi. Basterrebbe convincere la Corte che è necessaria un'altra perizia e siccome le perizie non durano mai meno di 4-6 mesi, il rischio di superare i termini c'è in ogni caso e per tutti.
E il caso Eternit?
È un esempio di quello che ho appena detto. In teoria, trattandosi di un'imputazione per disastro doloso (oltre all'omissione dolosa di misure di sicurezza) che prevede una pena di dodici anni, non dovrebbe rientare nell'amnistia, ma è improbabile che, accusati di avere inquinato mezza Italia con l'amianto, la difesa dei due imputati non richieda al tribunale un'altra perizia. Non solo: la difesa ha indicato per ora 3500 testimoni, basterebbe che la Corte ne ascoltasse anche solo un quarto per non rientrare nei tempi previsti. Anche per la Thyssen: mancano ancora un centinaio di testi per la difesa e siamo a 55 udienze. O la corte d'assise li riduce oppure siamo a rischio.
Del processo Umbria Olii, che ha richiesto tre anni solo per essere allestito, cosa ne sarebbe?
C'è l'imputazione di omicidio colposo, siamo nei limiti imposti di due anni, e quindi dovrebbe sparire.
Ha un'idea di quanti potrebbero essere i processi a saltare?
In materia di infortunistica sul lavoro quasi tutti. E anche quelli che sopravvivono in primo grado, rischiano poi d'incartarsi in appello, dove non è infrequente per la Corte decidere di fare una nuova consulenza per controllare quella di primo grado. Il messaggio è chiaro: forse è meglio che lasciate perdere i processi perchè tanto non ve li lasciamo fare.
C'è un problema di lunghezza eccessiva dei processi, anche nel caso delle morti sul lavoro?
C'è un problema che è dato dal carico di lavoro dei giudici e, non ultimo, dal fatto che mentre i poveracci hanno avvocati che si fanno imporre i rinvii dal giudice, chi può permettersi bravi avvocati può tirarla più facilmente per le lunghe. Circola voce tra l'altro che tra i progetti di Berlusconi ci sia anche quello di vietare ai tribunale di tagliare la lista dei testimoni della difesa. Oggi il giudice può valutare se è il caso di sentirli o no, domani potrebbe essere tenuto a sentirli tutti, e se io ti compilo la lista con l'elenco del telefono ho anche risolto il problema di fare il processo. Sarebbe stato più ragionevole tagliare i termini di prescrizione, sempre di amnistia si sarebbe trattato, ma così si ottiene lo stesso risultato scaricandone la responsabilità sui giudici. È come se avessero detto: tutti i reati si prescrivono in due o tre anni da quando comincia il processo. 'Processati di tutta Italia unitevi', questo è il messaggio che passa.
Sara Farolfi
[Articolo il manifesto del 24/01/2010]
fonte:http://www.ilmanifesto.it/
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