Fiat Pomigliano: operai sul tetto del Comune
Sciopero durante i turni di lavoro. Picchetti agli otto cancelli della fabbrica
Sono saliti sul tetto del Comune di Pomigliano D´Arco, minacciando di buttarsi giù. Ieri sera è riesplosa la protesta alla Fiat Auto contro le conseguenze del piano Marchionne. Un altro gesto di disperazione dei lavoratori della Fiat Handling (logistica), cento operai a termine da quattro anni a cui l´azienda ha annunciato che non rinnoverà il contratto in scadenza tra dicembre e marzo. È successo al termine di un´altra giornata tesissima, la seconda di stop totale della catena di montaggio, dopo l´eclatante arrampicata sui tetti del capannone di verniciatura dello stabilimento.
La notte precedente era passata a presidiare l´aula del Consiglio comunale. Gli operai hanno scioperato in entrambi i turni di lavoro, con picchetti agli 8 cancelli. I presidi continueranno fino al 22 dicembre, data della manifestazione a Roma organizzata dai sindacati confederali in occasione dell´incontro tra governo e Fiat. Ci sarà anche Enzo Amendola, segretario del Pd regionale e un gruppo di parlamentari napoletani. «Allo sciopero c´è stata un´adesione pressoché totale», riferisce Mario Di Costanzo, delegato della Fiom-Cgil. Due giornate di fermo della produzione sia dell´Alfa 147 che della 159, che hanno comportato un sacrificio per i lavoratori di Pomigliano, dopo un anno e mezzo in cassa integrazione. «Serve una risposta forte, perché tutti in fabbrica si rendono conto che questo è il pretesto per cominciare a tagliare», sottolinea il sindacalista. Per cinque ore oggi si terranno assemblee sulle linee di montaggio per discutere con gli operai delle iniziative in difesa del posto di lavoro. «È il sito produttivo che dopo Termini Imerese sta subendo di più i colpi della crisi», aggiunge Francesco Percuoco, delegato Fiom, «non abbiamo potuto usufruire degli incentivi dello Stato perché i motori che produciamo non sono quelli a cui erano destinati i fondi, e il governo non ha mai firmato il decreto per l´integrazione salariale che portasse a 800 euro la cig mensile».
Per oggi il sindaco di Pomigliano, Antonio Della Ratta, ha convocato una riunione dei sindaci del comprensorio. Fiat Handling è il risultato di una operazione di assorbimento di 538 lavoratori da Dhl, di cui 46 amministrativi, tra Pomigliano e Nola.
Alla manifestazione di Roma aderiscono anche i Cobas. «Promuoviamo ogni iniziativa di lotta necessaria a scongiurare questa prima ondata di licenziamenti», dice Vittorio Granillo, dello Slai Cobas, «Fiat si appresta a chiudere gli impianti di Arese e Termini e a dimezzare quello di Pomigliano nella prospettiva di una progressiva delocalizzazione all´estero».
Patrizia Capua
fonte:http://espresso.repubblica.it/
Sciopero durante i turni di lavoro. Picchetti agli otto cancelli della fabbrica
Sono saliti sul tetto del Comune di Pomigliano D´Arco, minacciando di buttarsi giù. Ieri sera è riesplosa la protesta alla Fiat Auto contro le conseguenze del piano Marchionne. Un altro gesto di disperazione dei lavoratori della Fiat Handling (logistica), cento operai a termine da quattro anni a cui l´azienda ha annunciato che non rinnoverà il contratto in scadenza tra dicembre e marzo. È successo al termine di un´altra giornata tesissima, la seconda di stop totale della catena di montaggio, dopo l´eclatante arrampicata sui tetti del capannone di verniciatura dello stabilimento.
La notte precedente era passata a presidiare l´aula del Consiglio comunale. Gli operai hanno scioperato in entrambi i turni di lavoro, con picchetti agli 8 cancelli. I presidi continueranno fino al 22 dicembre, data della manifestazione a Roma organizzata dai sindacati confederali in occasione dell´incontro tra governo e Fiat. Ci sarà anche Enzo Amendola, segretario del Pd regionale e un gruppo di parlamentari napoletani. «Allo sciopero c´è stata un´adesione pressoché totale», riferisce Mario Di Costanzo, delegato della Fiom-Cgil. Due giornate di fermo della produzione sia dell´Alfa 147 che della 159, che hanno comportato un sacrificio per i lavoratori di Pomigliano, dopo un anno e mezzo in cassa integrazione. «Serve una risposta forte, perché tutti in fabbrica si rendono conto che questo è il pretesto per cominciare a tagliare», sottolinea il sindacalista. Per cinque ore oggi si terranno assemblee sulle linee di montaggio per discutere con gli operai delle iniziative in difesa del posto di lavoro. «È il sito produttivo che dopo Termini Imerese sta subendo di più i colpi della crisi», aggiunge Francesco Percuoco, delegato Fiom, «non abbiamo potuto usufruire degli incentivi dello Stato perché i motori che produciamo non sono quelli a cui erano destinati i fondi, e il governo non ha mai firmato il decreto per l´integrazione salariale che portasse a 800 euro la cig mensile».
Per oggi il sindaco di Pomigliano, Antonio Della Ratta, ha convocato una riunione dei sindaci del comprensorio. Fiat Handling è il risultato di una operazione di assorbimento di 538 lavoratori da Dhl, di cui 46 amministrativi, tra Pomigliano e Nola.
Alla manifestazione di Roma aderiscono anche i Cobas. «Promuoviamo ogni iniziativa di lotta necessaria a scongiurare questa prima ondata di licenziamenti», dice Vittorio Granillo, dello Slai Cobas, «Fiat si appresta a chiudere gli impianti di Arese e Termini e a dimezzare quello di Pomigliano nella prospettiva di una progressiva delocalizzazione all´estero».
Patrizia Capua
fonte:http://espresso.repubblica.it/
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