Nelle miniere in Cina

È passata poco più di una settimana da quando l'ennesimo incidente in miniera ha reclamato un tributo di sangue da parte dei lavoratori cinesi. Nella notte tra il 20 e il 21 novembre nella miniera di Xinxing a Hegang, nella provincia nordorientale dello Heilongjiang, in un cunicolo situato a oltre cinquecento metri di profondità una scintilla scaturita da chissà dove ha causato un'esplosione fatale. La deflagrazione è stata talmente forte che un edificio costruito su una delle imboccature del pozzo è crollato, mentre le finestre delle costruzioni nei dintorni sono finite in mille pezzi. Dato che la vita della miniera non distingue tra notte e giorno, nonostante l'ora tarda erano ben 528 i lavoratori impegnati a scavare. Nelle ore successive, 420 di loro sono riusciti a risalire dall'abisso, altri 108 non ce l'hanno fatta. L'ultimo corpo è stato recuperato appena qualche ora fa, una notizia che ha occupato meno di trenta secondi nel notiziario statale del primo mattino.

Questa tragedia avviene in un periodo in cui l'attenzione dell'opinione pubblica cinese sulla questione della sicurezza nelle miniere è già molto alta. Dalla metà di settembre di quest'anno sui media locali e nazionali si discute diffusamente della nuova strategia che il governo cinese sembra voler adottare con lo scopo dichiarato (o almeno uno degli scopi dichiarati) di garantire una maggiore sicurezza ai lavoratori del settore, vale a dire la nazionalizzazione di tutte le miniere di piccole e medie dimensioni. L'assioma alla base di questa nuova politica è quello che "statale" equivarrebbe condizioni di lavoro più sicure, mentre "privato" significherebbe mancato rispetto per le più elementari norme di sicurezza. Per ora si tratta di una sperimentazione limitata ad una sola provincia, lo Shanxi, il centro dell'industria mineraria cinese, eppure le intenzioni delle autorità sembrano serie, tanto più se si considera il fatto che questa ondata di nazionalizzazioni rientra in un più generale piano di riaffermazione dell'economia statale su quella privata (in cinese questo processo viene definito guojin mintui, letteralmente "lo Stato avanza, il privato si ritira") che ha preso piede nel periodo successivo allo scoppio della crisi finanziaria globale.

Ma è vero che le miniere statali di grandi dimensioni sono più sicure? Stando al caso della miniera di Hegang sembrerebbe proprio di no. La tragedia della settimana scorsa si è verificata proprio in uno di quei gioielli del settore pubblico che le autorità cinesi vorrebbero promuovere come un modello di sicurezza. E non è la prima volta che in simili impianti "all'avanguardia" si verificano incidenti così gravi. Nel cuore dell'opinione pubblica cinese è ancora fresco il ricordo di quanto è avvenuto il 22 febbraio di quest'anno nella miniera di Dunlan nella città di Gujiao, nella provincia dello Shanxi. In quello che allora era considerato uno degli impianti più avanzati dell'intera provincia, proprietà del gruppo statale Jiaomei dello Shanxi, 78 minatori sono morti in un esplosione, mentre altri 114 sono rimasti feriti. E questo non è stato altro che l'ultimo di una lunga serie di incidenti che hanno funestato le miniere statali nell'ultimo decennio.

Stando a delle statistiche dell'Ufficio statale per la sicurezza nella produzione riguardanti i ventuno incidenti in miniera particolarmente gravi (una formula che indica le disgrazie che hanno portato alla morte di più di dieci persone) avvenuti tra il gennaio e l'agosto del 2006, il 43% di questi casi si era verificato in miniere statali. Come ha commentato Han Dongfang, leader del China Labour Bullettin, un'organizzazione non governativa basata ad Hong Kong, "statale" non necessariamente comporta attenzione alla sicurezza: "Essendo imprese responsabili per i profitti e per le perdite, le miniere di proprietà dello Stato sono attente alla massimizzazione del profitto quanto le miniere private. E il disprezzo dei loro manager per le vite dei lavoratori nell'inseguimento dei profitti o nella corsa a superare le quote di produzione è evidente quanto nelle miniere private".

Certamente, le considerazioni politiche ed economiche passano in secondo piano rispetto alla sofferenza delle famiglie e degli individui. La settimana scorsa, un lettore del Nanfang Zhoumo ha inviato al giornale una lettera particolarmente toccante: "Quando frequentavo la scuola media presso il terzo istituto del dipartimento minerario della città di Fengcheng nel Jiangxi, la maggior parte dei genitori dei miei compagni lavoravano in miniera. Un giorno c'è stata una competizione letteraria il cui argomento consisteva nello scrivere ai propri parenti in miniera una lettera per ricordare loro di fare attenzione alla sicurezza. Uno dei testi che hanno vinto mi ha lasciato un'impressione molto profonda: ‘Papà, ogni giorno prego segretamente perché tu torni a casa sano e salvo. Ogni volta che sento il suono familiare della chiave che apre la porta, sono pieno di felicità e mi sembra la musica più bella al mondo'. L'esplosione nella miniera di Xinxing ha già causato la morte di 107 persone. So che ci sono altre 107 famiglie che non sentiranno più quella "musica più bella del mondo'".

Ivan Franceschini

fonte:http:/appunticinesi.blog.unita.it

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