Tre ore di sciopero, corteo prima interno e poi in città, grida di “contratto-contratto” e coloriti slogan contro il vertice Piaggio e la Uil. Tutto questo è successo ieri dalle 9 a mezzogiorno, dentro e fuori la fabbrica, per l’improvvisa protesta della Fiom-Cgil contro il contratto nazionale firmato da Fim e Uil e poi anche dall’Ugl. In termini di bilancio numerico, consueta contrapposizione tra le cifre fornite dall’azienda — 52% di aderenti fra gli operai (in tutto sono 2.300 circa), più o meno la percentuale che la Fiom ha tra le tute blu Piaggio — e quelle di Marcello Franchi, segretario provinciale della Fiom che parla invece di «oltre 80% di aderenti». In corteo si sono visti dai 400-500 operai all’inizio ai 250-300 nella fase centrale e finale. Tutto è cominciato con gli slogan interni «sciopero-sciopero». Subito si è formato il serpentone che ha percorso officine e reparti, entrando infine, dal cortile interno, nella parte direzionale, dove lavorano circa 500 impiegati e dove opera il vertice aziendale. Anche qui grida e slogan, ma senza alcun incidente. Il corteo è quindi uscito dalla fabbrica e, lasciando perdere i binari della ferrovia, tante volte occupati in manifestazioni simili, si è portato in piazza della Stazione, da cui ha preso il cammino verso viale della Repubblica. Dopo cento metri, proprio sul viale, c’è la sede della Uilm, davanti la quale il corteo si è fermato gridando «traditori». «La sede è al piano terra e la porta era aperta, ma nessuno è entrato — sottolinea Franchi — dunque nessuno parli di incidenti». In quel momento non era presente Marcello Casati. Ma è stato avvertito di cosa era successo e ha deciso di raggiungere il corteo, ormai ripartito e arrivato in centro città, insieme al delegato Uilm, Benedetto Benedetti. «Lo abbiamo fatto — ha poi spiegato Casati — per difendere il nostro sindacato da un’azione che riporta la memoria a quelle delle squadre fasciste». «Visto che la manifestazione era contro il contratto firmato da Uil e Cisl — dice invece Marcello Franchi, segretario Fiom — l’arrivo di Casati ha oggettivamente rappresentato una provocazione inutile». E proprio grida di «provocatore», «traditore», «Barabba», con tanto di lancio di monetine, e simili, hanno caratterizzato i minuti di testa testa fra Casati (con Benedetti) e il corteo. Ma proprio per evitare che la situazione precipitasse, il dirigente del commissariato Fezza, ha accompagnato Casati in una zona più tranquilla. Poi il corteo è sfilato sotto il Comune ed è ritornato in fabbrica. «La contestazione alla sede della Uil non era programmata — spiega Franchi — tanto che non siano andati a contestare la Cisl che ha firmato il contratto ma che non era sul nostro percorso». La Fiom-Cgil ha decretato un “successo” la manifestazione di ieri e Sinistra Critica e i Cobas hanno manifestato il loro sostegno.
fonte:http://lanazione.ilsole24ore.com
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