La protesta dei metalmeccanici contro la firma dell'accordo separato da parte di FIM e Uilm con Federmeccanica non si è fatta attendere. Venerdì mattina, su iniziativa della FIOM, l'80% dei lavoratori della Piaggio hanno deciso di scioperare e sono usciti in corteo fuori dai cancelli della fabbrica per "rivendicare democrazia, diritti e salario".
Lo sciopero è iniziato alle 9:00 del mattino e si è protratto fino alle 12:00. Un migliaio di lavoratori hanno lasciato le linee di produzione, e prima hanno sfilato in corteo all'interno dello stabilimento per poi riversarsi lungo le strade cittadine. Grande la rabbia degli operai per la firma di un accordo che non è stato votato dai lavoratori. D'altronde la cosa non deve meravigliare visto che, nel merito, l'accordo separato prevede 112 euro di aumenti medi mensili scaglionati nell'arco di tre anni. Ciò significa che un operaio di terzo livello, cioè colui che lavora alla catena di montaggio, avrà un aumento salariale di meno di 20 euro al mese.
La protesta contro questa scelta, che di fatto svuota l'istituto stesso del contratto nazionale, ha trovato l'immediata opposizione dei lavoratori. Già nella giornata di ieri, manifestazioni come quella svoltasi a Pontedera sono avvenute a Torino e in numerose altre fabbriche del Nord e la protesta continua a crescere.
Forte è la polemica contro i sindacati FIM e UILM che hanno sottoscritto l'accordo, come si è potuto ben vedere anche nel corteo dei lavoratori della Piaggio che hanno scandito numerosi slogan contro queste sigle sindacali, e al passaggio sotto la sede della UILM di Pontedera hanno urlato: "vergogna, vergogna" e "venduti".
Una battaglia dei lavoratori metalmeccanici che è solo all'inizio e che venerdì, dopo lo sciopero generale del 9 ottobre, ha dato un segno importante.
fonte:http://www.pisanotizie.it/
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