Piaggio resiste nel mercato in crisi

Tornano a sgommare gli scooter ma soprattutto i veicoli commerciali di Piaggio che ha chiuso il terzo trimestre con risultati superiori alle stime del mercato. Per quanto tutte le voci di bilancio siano in calo, la redditività del gruppo rispetto alle vendite è salita notevolmente grazie al taglio dei costi e in questa prospettiva l'azienda controllata da Roberto Colaninno potrebbe permettersi anche di pagare un dividendo per il 2009. Tutte notizie che, nonostante un mercato negativo, hanno fatto salire le azioni di Piaggio dello 0,7% a 1,73 euro.
Ma andiamo con ordine: il gruppo di Pontedera ha chiuso i primi 9 mesi del 2009 con un utile netto consolidato in calo del 35% a 40,1 milioni, anche per colpa di un aumento delle imposte cresciute invece da 21,8 a 39,4 milioni. I ricavi sono diminuiti del 9% a 1,173 miliardi, di cui 862 milioni (meno 12,9%) relativi alle due ruote e 310 milioni nei veicoli commerciali (più 3,9%). Nonostante il calo del fatturato Piaggio ha però aumentato le sue quote di mercato, a riprova del fatto che il gruppo ha marchi solidi che hanno battuto la concorrenza in un mercato che è in contrazione. Ma il dato di bilancio che ha sorpeso di più è stato quello del margine operativo lordo, calato meno delle vendite a 172,1 milioni (il 4% in meno rispetto al 2008) e così l'incidenza del mol sui ricavi è salita al 17,1% (era 13,2% nel 2008). Alla luce di questo miglioramento Piaggio potrebbe ora rivedere le sue stime di redditività per l'intero 2009, viceversa il gruppo resta poco ottimista per l'andamento dei ricavi, anche perché l'ultimo trimestre dell'anno è un periodo generalmente poco significativo per il fatturato.
Infine migliora, anche se di poco (7,2 milioni di debiti in meno rispetto a fine 2008), la posizione finanziaria netta che a fine settembre era negativa per 352,6. Tuttavia nei nove mesi il patrimonio del gruppo è salito 415,2 milioni (398,2 milioni al 31 dicembre 2008). Grazie anche al prestito ricevuto dalla Bei, Piaggio non ha particolari necessità di rifinanziarsi (anzi starebbe riacquistando il vecchio bond), ma non esclude la possibilità di sfruttare il momento favorevole di mercato, per lanciare a fine anno una nuova obbligazione societaria.

Sara Bennewitz

fonte:http://www.repubblica.it

Commenti