La ricetta del governatore della Banca d’Italia sulla crisi è socialmente iniqua e totalmente lontana dalla realtà.
Proporre di innalzare l’età pensionabile quando le aziende oggi si liberano appena possono di tutte e tutti coloro che superano i 45-50 anni, significa creare precariato anziano in concorrenza con quello più giovane. Rilanciare l’esigenza di flessibilità in un paese che ha oramai il mercato del lavoro più flessibile, dove si può assumere in 46 modi diversi e dove centinaia di migliaia di precari sono stati licenziati dalla sera alla mattina, significa proporre i licenziamenti come via per lo sviluppo. In questo modo il governatore Draghi ripropone quella politica sociale contro il lavoro e i suoi diritti, che è una delle principali cause dell’attuale crisi economica.
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