Cassa: la Fiom non firma, Uilm, Fim e Ugl sì Si apre un altro fronte di divisione tra le sigle

Ancora un fronte di divisione sindacale sulla Piaggio. Uilm, Fim e Ugl hanno firmato la cosiddetta «esperita procedura di cassa integrazione», la Fiom-Cgil no. Un gesto che da una parte non ha grandi conseguenze pratiche, ma sicuramente ha un significato politico, soprattutto sul fronte sindacale più che nei rapporti con l’azienda. L’altro ieri la direzione aziendale della Piaggio ha incontrato le segreterie provinciali delle quattro sigle e la delegazione trattante della Rsu per discutere di due punti: la cassa integrazione guadagni ordinaria e l’applicazione dell’accordo sindacale del 6 marzo. Ma è il primo punto a far discutere. I numeri presentati dall’azienda sono quelli ormai noti da settimane: 180 lavoratori la prossima settimana, 500 quella successiva. Un provvedimento dovuto sia al rallentamento stagionale, per così dire fisiologico, ma anche alla discesa del settore moto nel complesso.
In sostanza la Fiom non ha firmato perché non ha visto accolte le sue richieste. Quali? Un impegno nell’immediato e per il prossimo futuro circa la maturazione dei ratei (ma in ottobre, con due settimane di cassa, maturano automaticamente), una integrazione salariale nelle modalità compatibili con le normative esistenti e la possibilità di concedere ai lavoratori posti in cassa, se richiesto, l’anticipo del trattamento di fine rapporto, anche nei casi non previsti dalle normative vigenti (come necessità di salute e acquisto della prima casa). L’azienda ha detto no, riservandosi di rivalutare le richieste qualora le condizioni dovessero mutare, cioè se ci dovesse essere necessità di ulteriore cassa integrazione. Ma questo non se lo augura proprio nessuno.
La Fiom non ha firmato, al contrario delle altre sigle sindacali, «in quanto non comprendiamo e non condividiamo il diverso trattamento tra i lavoratori della Piaggio di Pontedera e quelli dei colleghi di lavoro dell’Aprilia i quali hanno ottenuto, giustamente, il riconoscimento di tutte le richieste». L’azienda ha ribattuto che in Aprilia la cassa è stata molto più pesante (siamo alla ventesima settimana), ma per la Fiom è una motivazione «debole»; sempre dall’azienda è stato fatto notare che in Aprilia sono state soltanto realizzate alcune ore di formazione durante il periodo della cassa, così da far recuperare qualcosa ai lavoratori. Piccante il commento di Marcello Casati (Uilm): «Franchi dovrebbe essere un po’ più pontederese e un po’ meno romano. Perché non fare una battaglia unitaria a livelloprovinciale per avere un’integrazione, che so, all’Asso Werke, alla Pieracci, che fanno più cassa?».

Lu.Bo.

fonte:http://lanazione.ilsole24ore.com/

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