Appello dell'assemblea delle delegate e dei delegati metalmeccanici Fiom Bologna 30 ottobre 2009

Noi delegate e delegati metalmeccanici respingiamo l’accordo separato sul contratto nazionale sottoscritto da Fim-Cisl e Uilm-Uil il 15 ottobre 2009.
Quell’accordo svaluta il lavoro con aumenti irrisori scaglionati in tre anni.
Quell’accordo colpisce il nostro diritto a contrattare nelle aziende sugli orari, sulle condizioni di lavoro, sulla professionalità e i salari.
Quell’accordo minaccia di aprire una voragine nella stessa validità del contratto nazionale, con la possibilità delle deroghe.
Quell’accordo riduce le libertà e i diritti dei lavoratori e aumenta la flessibilità e la precarietà del lavoro.
Quell’accordo interviene su materie e contenuti che sono già regolati dal contratto nazionale firmato nel 2008 con il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori, che è in pieno vigore e che scade alla fine del 2011.
Ma soprattutto quello che ci indigna è che si pensi di poter cambiare contratti, regole e diritti senza chiedere nulla a noi e senza far votare i diretti interessati: le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.
Noi delegate e delegati esigiamo che su quell’accordo si svolga un referendum il cui risultato vincoli tutti.
Se questo non sarà considereremo quell’accordo, sul piano del diritto e su quello dei fatti, illegittimo e da non rispettare.
Se la Federmeccanica e le aziende pretenderanno di applicare un contratto che non ha legittimità e consenso, noi delegate e delegati metalmeccanici ci impegniamo a far sì che in ogni azienda, in ogni posto di lavoro, esso non entri in vigore.
Lo renderemo inapplicabile, mentre gli scarni aumenti che ci verranno dati saranno considerati solo come un primo anticipo rispetto a ciò che ci spetta.
Dal momento che gli industriali hanno scelto di infrangere le regole condivise, noi ci riteniamo liberi di rivendicare e contrattare, ovunque avremo il consenso e la forza.
La Confindustria e la Federmeccanica puntano sulla crisi per far abbassare la testa a noi, alle lavoratrici e ai lavoratori, così sperano di imporre un accordo che ci porta indietro di molti anni.
Ma approfittare della crisi per peggiorare il salario e i diritti dei lavoratori è una scelta ingiusta e sbagliata per lo stesso futuro del paese.
Noi non accettiamo che siano ancora le lavoratrici e i lavoratori a dover pagare col loro salario, con le loro condizioni e col loro posto di lavoro, i costi di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità.
Noi siamo con tutte le lavoratrici e i lavoratori che oggi lottano per difendere il lavoro.
Il blocco dei licenziamenti, della chiusura delle fabbriche e delle delocalizzazioni,una politica fiscale a favore del lavoro e non degli evasori fiscali o dei soliti ricchi, un programma di investimenti che crei lavoro e nuovo sviluppo, queste sono le scelte per cui ci battiamo.
Se invece si vorrà licenziare, aumentare la precarietà, tornare alle gabbie salariali o restaurare il cottimo, ci opporremo con tutte le nostre forze.
Noi delegate e delegati metalmeccanici ci impegniamo a estendere la protesta e il rifiuto dell’accordo separato, a sostenere tutte le mobilitazioni in difesa dell’occupazione e della dignità del lavoro, ad estendere ovunque possibile il movimento di lotta.
Noi delegate e delegati eletti dalle lavoratrici e dai lavoratori rivendichiamo la democrazia sindacale, cioè il diritto per tutte le lavoratrici e i lavoratori di scegliere chi li rappresenta e di decidere col voto segreto su piattaforme ed accordi.
Facciamo un nuovo forte appello all’opinione pubblica, alle istituzioni, alle forze politiche, ai mezzi di informazione, perché si parli, si discuta e si informi sul contratto e sulla condizione dei metalmeccanici.
Non siamo più disposti ad accettare ancora il silenzio e l’oscuramento dei nostri diritti e delle nostre lotte.
Chi spera che questa nostra mobilitazione sia destinata ad esaurirsi in breve tempo sappia che ha sbagliato i propri conti.
Noi delegate e delegati metalmeccanici ci impegniamo ad operare affinché la mobilitazione contro l’accordo separato continui nel tempo, fino a che quell’accordo non verrà sconfitto e fino a che i diritti e la dignità dei lavoratori non siano pienamente riaffermati.


Appello dell'assemblea delle delegate e dei delegati metalmeccanici Fiom
fonte:http://www.fiom.cgil.it

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