Gli operai della Guzzi in assemblea protestano contro l’annuncio dei 50 esuberi
«QUESTO è il vero inizio della fine, è chiaro che Piaggio ormai ha deciso di chiudere Moto Guzzi». Dall’assemblea dei lavoratori di Moto Guzzi per discutere il piano industriale presentato da Piaggio è emersa tanta rabbia e delusione. «Abbiamo capito - afferma Fabrizio Zucchi rappresentante delle Rsu dello stabilimento mandellese - che non è un piano industriale per il rilancio dello stabilimento ma per affossare del tutto quello che c’è. Cinquanta licenziamenti sono tantissimi. Noi ci siamo guardati in faccia, abbiamo fatto i conti. Tra i 150 dipendenti che ci sono, ad andare bene, usando criteri molto elastici, spazi per prepensionare 20 forse 25 lavoratori, a tutti gli altri che cosa accadrà? Chiaro li lasciano a casa, ma comunque anche i cento che sopravvivono al primo giro verranno fatti fuori in un secondo momento». Dall’assemblea è emersa la volontà di andare avanti a lottare e Zucchi spiega: «Non intendiamo arrenderci, abbiamo capito che ci stanno dando la mazzata finale. Dopo aver ridotto così tanto il numero di lavoratori toglieranno qualche altro pezzo alla fabbrica e nel giro di un paio d’anni chiuderanno tutto, si terranno il marchio e faranno le moto da qualche altra parte ma a Mandello non ci sarà più nulla. Lo si capisce dai volumi di produzione che Piaggio ha dichiarato, qui ci tagliano le gambe una volta per tutte con questo piano».
L’AMMINISTRAZIONE comunale ha ribadito che l’area dello stabilimento in via Parodi resta a destinazione industriale e non cambierà ma il nuovo piano di Piaggio non prevede interventi strutturali significativi sugli edifici. Quindi l’intera zona potrebbe restare una enorme scatola vuota se le previsioni dei sindacalisti si concretizzeranno. I lavoratori hanno dato mandato ai rappresentanti sindacali di manifestare completa disapprovazione verso il piano industriale presentato e nell’incontro tra parti sociali e proprietà del 5 ottobre probabilmente ci sarà una netta rottura a causa delle posizioni diametralmente opposte. «Per quello che ci riguarda - spiega Zucchi - come lavoratori siamo compatti. Ieri in assemblea c’erano praticamente tutti. Non intendiamo subire questa cosa in modo passivo ma vogliamo lottare e far sentire la nostra voce. Noi diciamo chiaramente quello che sta accadendo, abbiamo capito quali sono le intenzioni della proprietà e lo diciamo con forza. Nel momento che altri prendono posizioni diverse dovranno risponderne quando quello che stiamo dicendo noi accadrà».
UNA PROFONDA amarezza è emersa tra i lavoratori dopo il bagno di folla di «Moto di protesta» in cui i guzzisti avevano dimostrato affetto e vicinanza al marchio. È ormai diffusa la convinzione che le speranze di ripresa siano solo un sogno.
Stefano Cassinelli
fonte:http://ilgiorno.ilsole24ore.com
«QUESTO è il vero inizio della fine, è chiaro che Piaggio ormai ha deciso di chiudere Moto Guzzi». Dall’assemblea dei lavoratori di Moto Guzzi per discutere il piano industriale presentato da Piaggio è emersa tanta rabbia e delusione. «Abbiamo capito - afferma Fabrizio Zucchi rappresentante delle Rsu dello stabilimento mandellese - che non è un piano industriale per il rilancio dello stabilimento ma per affossare del tutto quello che c’è. Cinquanta licenziamenti sono tantissimi. Noi ci siamo guardati in faccia, abbiamo fatto i conti. Tra i 150 dipendenti che ci sono, ad andare bene, usando criteri molto elastici, spazi per prepensionare 20 forse 25 lavoratori, a tutti gli altri che cosa accadrà? Chiaro li lasciano a casa, ma comunque anche i cento che sopravvivono al primo giro verranno fatti fuori in un secondo momento». Dall’assemblea è emersa la volontà di andare avanti a lottare e Zucchi spiega: «Non intendiamo arrenderci, abbiamo capito che ci stanno dando la mazzata finale. Dopo aver ridotto così tanto il numero di lavoratori toglieranno qualche altro pezzo alla fabbrica e nel giro di un paio d’anni chiuderanno tutto, si terranno il marchio e faranno le moto da qualche altra parte ma a Mandello non ci sarà più nulla. Lo si capisce dai volumi di produzione che Piaggio ha dichiarato, qui ci tagliano le gambe una volta per tutte con questo piano».
L’AMMINISTRAZIONE comunale ha ribadito che l’area dello stabilimento in via Parodi resta a destinazione industriale e non cambierà ma il nuovo piano di Piaggio non prevede interventi strutturali significativi sugli edifici. Quindi l’intera zona potrebbe restare una enorme scatola vuota se le previsioni dei sindacalisti si concretizzeranno. I lavoratori hanno dato mandato ai rappresentanti sindacali di manifestare completa disapprovazione verso il piano industriale presentato e nell’incontro tra parti sociali e proprietà del 5 ottobre probabilmente ci sarà una netta rottura a causa delle posizioni diametralmente opposte. «Per quello che ci riguarda - spiega Zucchi - come lavoratori siamo compatti. Ieri in assemblea c’erano praticamente tutti. Non intendiamo subire questa cosa in modo passivo ma vogliamo lottare e far sentire la nostra voce. Noi diciamo chiaramente quello che sta accadendo, abbiamo capito quali sono le intenzioni della proprietà e lo diciamo con forza. Nel momento che altri prendono posizioni diverse dovranno risponderne quando quello che stiamo dicendo noi accadrà».
UNA PROFONDA amarezza è emersa tra i lavoratori dopo il bagno di folla di «Moto di protesta» in cui i guzzisti avevano dimostrato affetto e vicinanza al marchio. È ormai diffusa la convinzione che le speranze di ripresa siano solo un sogno.
Stefano Cassinelli
fonte:http://ilgiorno.ilsole24ore.com
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