L’operazione depistaggio è sostanzialmente riuscita. Almeno sin qui. Poco spazio sui giornali per una trattativa che prosegue solo tra Federmeccanica, Fim e Uilm. Cosa c'è da nascondere? Non i contenuti, certo. Piuttosto, l’assenza di un negoziato vero
L’operazione depistaggio è sostanzialmente riuscita. Almeno sin qui. Giovedì 24 settembre sui giornali c’è un solo articolo relativo al contratto nazionale dei metalmeccanici. Questo nonostante che il giorno prima si sia svolto a Roma il quarto incontro della trattativa per il rinnovo della maggiore categoria dell’industria. Ciò dipende da due fatti.
Il primo, superficiale, consiste nella nuova location della trattativa che, dalla settimana precedente, si tiene presso la sede dell’Uir, l’Unione industriali di Roma in via Andrea Noale. La quale via si trova, come si dice nella koiné neo-romanesca, “agli sprofondi”, ovvero in un luogo lontano e difficilmente raggiungibile, al di fuori del raccordo anulare. E ormai, con gli organici sempre più ridotti all’osso, non c’è un caporedattore che decida di privarsi per ore di un cronista, spedendolo a troppi chilometri di distanza dalla sede della redazione.
Il secondo fatto, sostanziale, consiste nella natura della trattativa. Divenuta evanescente, dopo che Federmeccanica ha dichiarato non negoziabile la piattaforma della Fiom e di voler quindi negoziare solo sulla piattaforma Fim-Uilm. Evanescente e dotata di un andamento quasi non raccontabile. Nel palazzone tutto vetri della Uir, le delegazioni della Fim e della Uilm, a ranghi peraltro ridotti, soggiornano in una specie di seminterrato. Gli incontri “in ristretta” con Federmeccanica si svolgono, invece, in una saletta posta al primo piano.
Ricapitolando: sede irraggiungibile e due piani di distanza tra delegazioni e luogo fisico degli incontri. Niente giornalisti e niente delegati. Che cosa c’è, in questo negoziato, che debba essere tenuto al riparo dai cosiddetti occhi indiscreti? Non i contenuti, certo. Piuttosto, l’assenza di negoziato. La Federmeccanica percorre su e giù la piattaforma Fim-Uilm, sparando una raffica di “no” o di “vedremo”. Qua e là compare la proposta di formare una commissione. L’inquadramento? È un argomento complesso, sostiene l’associazione datoriale, meglio rinviare a un successivo incontro. Formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza? Niente ore aggiuntive.
Diritto di assemblea su salute e sicurezza? Idem. Corsi di lingua italiana per gli immigrati? Bella idea, ma le imprese non debbono essere obbligate a surrogare le inadempienze dei poteri pubblici. Percorsi d’assunzione per i precari? Niente che riguardi i lavoratori “in somministrazione” (ex interinali). E così via. La sera del 23, Fausto Durante, il segretario nazionale inviato dalla Fiom all’Uir per seguire l’incontro come osservatore, è raggiunto telefonicamente dall’agenzia Ansa. “L’incontro di oggi – dichiara – è risultato un insieme di chiacchiere, proposte inconcludenti e rinvii, senza alcuna possibilità di produrre risultati utili per i lavoratori”. Amen.
Mechanicus
fonte:http://www.rassegna.it
L’operazione depistaggio è sostanzialmente riuscita. Almeno sin qui. Giovedì 24 settembre sui giornali c’è un solo articolo relativo al contratto nazionale dei metalmeccanici. Questo nonostante che il giorno prima si sia svolto a Roma il quarto incontro della trattativa per il rinnovo della maggiore categoria dell’industria. Ciò dipende da due fatti.
Il primo, superficiale, consiste nella nuova location della trattativa che, dalla settimana precedente, si tiene presso la sede dell’Uir, l’Unione industriali di Roma in via Andrea Noale. La quale via si trova, come si dice nella koiné neo-romanesca, “agli sprofondi”, ovvero in un luogo lontano e difficilmente raggiungibile, al di fuori del raccordo anulare. E ormai, con gli organici sempre più ridotti all’osso, non c’è un caporedattore che decida di privarsi per ore di un cronista, spedendolo a troppi chilometri di distanza dalla sede della redazione.
Il secondo fatto, sostanziale, consiste nella natura della trattativa. Divenuta evanescente, dopo che Federmeccanica ha dichiarato non negoziabile la piattaforma della Fiom e di voler quindi negoziare solo sulla piattaforma Fim-Uilm. Evanescente e dotata di un andamento quasi non raccontabile. Nel palazzone tutto vetri della Uir, le delegazioni della Fim e della Uilm, a ranghi peraltro ridotti, soggiornano in una specie di seminterrato. Gli incontri “in ristretta” con Federmeccanica si svolgono, invece, in una saletta posta al primo piano.
Ricapitolando: sede irraggiungibile e due piani di distanza tra delegazioni e luogo fisico degli incontri. Niente giornalisti e niente delegati. Che cosa c’è, in questo negoziato, che debba essere tenuto al riparo dai cosiddetti occhi indiscreti? Non i contenuti, certo. Piuttosto, l’assenza di negoziato. La Federmeccanica percorre su e giù la piattaforma Fim-Uilm, sparando una raffica di “no” o di “vedremo”. Qua e là compare la proposta di formare una commissione. L’inquadramento? È un argomento complesso, sostiene l’associazione datoriale, meglio rinviare a un successivo incontro. Formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza? Niente ore aggiuntive.
Diritto di assemblea su salute e sicurezza? Idem. Corsi di lingua italiana per gli immigrati? Bella idea, ma le imprese non debbono essere obbligate a surrogare le inadempienze dei poteri pubblici. Percorsi d’assunzione per i precari? Niente che riguardi i lavoratori “in somministrazione” (ex interinali). E così via. La sera del 23, Fausto Durante, il segretario nazionale inviato dalla Fiom all’Uir per seguire l’incontro come osservatore, è raggiunto telefonicamente dall’agenzia Ansa. “L’incontro di oggi – dichiara – è risultato un insieme di chiacchiere, proposte inconcludenti e rinvii, senza alcuna possibilità di produrre risultati utili per i lavoratori”. Amen.
Mechanicus
fonte:http://www.rassegna.it
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